Gli istogrammi sono uno degli strumenti che possiamo utilizzare in Google Sheets per rappresentare graficamente i dati.
A prima vista possono sembrare molto simili ai grafici a colonne, ma la loro funzione è diversa: mentre un grafico a colonne mette a confronto valori appartenenti a categorie distinte, l'istogramma permette di osservare come si distribuiscono i dati all'interno di determinati intervalli.
Istogrammi e grafici a colonne: qual è la differenza?
La differenza è importante soprattutto dal punto di vista didattico.
In un grafico a colonne le categorie sono separate: possiamo, per esempio, confrontare il numero di alunni che hanno ottenuto determinati risultati oppure rappresentare valori riferiti a categorie diverse.
Nell'istogramma, invece, i valori numerici vengono raggruppati in intervalli, chiamati anche classi o intervalli di frequenza.
Questo permette di rispondere a domande diverse, come:
quali valori sono più frequenti?
in quale intervallo si concentra la maggior parte dei dati?
la distribuzione è concentrata oppure molto dispersa?
ci sono valori particolarmente lontani dalla maggior parte delle osservazioni?
È quindi uno strumento interessante quando non ci interessa soltanto confrontare singoli valori, ma vogliamo osservare la distribuzione complessiva dei dati.
Creare un istogramma in Google Sheets
In Google Sheets possiamo creare un istogramma partendo dai dati che abbiamo raccolto.
Nel tutorial mostro passo passo la procedura e vediamo anche come intervenire sulle impostazioni del grafico per ottenere una rappresentazione più adatta ai dati che stiamo analizzando.
Un aspetto particolarmente interessante è la possibilità di modificare gli intervalli, così da cambiare il modo in cui i dati vengono raggruppati.
La scelta dell'ampiezza degli intervalli può infatti modificare sensibilmente la lettura del grafico: intervalli troppo ampi possono nascondere alcune caratteristiche della distribuzione, mentre intervalli troppo piccoli possono rendere il grafico difficile da interpretare.
Alcuni possibili utilizzi didattici
L'istogramma si presta a molte attività di raccolta e analisi dei dati.
Per esempio, possiamo utilizzarlo per analizzare:
le altezze degli alunni di una classe;
i risultati ottenuti in una verifica;
i tempi impiegati per completare un'attività;
misurazioni effettuate durante un'esperienza scientifica;
dati raccolti durante un'indagine statistica;
distribuzioni di valori provenienti da esperimenti o osservazioni.
In questo modo il grafico non è soltanto il risultato finale di un'attività, ma può diventare uno strumento per fare domande sui dati, formulare ipotesi e interpretarli.
Un'attività interessante anche per la statistica
Lavorare con gli istogrammi può essere un'occasione per introdurre o consolidare alcuni concetti statistici: frequenza, distribuzione, intervalli, valori centrali e dispersione.
Gli studenti possono, per esempio, partire da una raccolta di dati reali, costruire l'istogramma e poi provare a descrivere ciò che osservano.
La parte più interessante non è necessariamente la costruzione del grafico, ma la domanda successiva:
Che cosa ci racconta questo grafico sui nostri dati?
È proprio qui che lo strumento digitale può diventare un supporto per sviluppare competenze di lettura e interpretazione dei dati.
Nel video mostro tutti i passaggi e alcuni esempi concreti.
👉 Se preferisci avere i passaggi a disposizione anche in forma scritta, puoi consultare il tutorial dedicato agli istogrammi qui sul blog.
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