Con questo terzo videotutorial continua la serie dedicata a Teachy per studenti.
Nei primi due video abbiamo visto alcune possibilità molto concrete: dalla creazione di una presentazione alla realizzazione di mappe mentali, fino al piano di studio e agli esercizi di pratica.
Questa volta mi sono soffermata sulla Guida alla scrittura, una funzione che permette di impostare un'attività di produzione testuale attraverso l'Intelligenza Artificiale.
Ed è proprio qui che nasce una riflessione che considero importante: uno strumento disponibile nell'area studenti è necessariamente uno strumento adatto agli studenti?
La mia impressione, dopo averlo provato, è che in questo caso la risposta non sia così semplice.
La Guida alla scrittura
La funzione permette di lavorare sulla produzione di un testo impostando diversi elementi.
La documentazione di Teachy descrive, per esempio, la possibilità di scegliere il tema, la tipologia del testo e il contesto, oltre a definire i criteri di valutazione. Il lavoro può poi essere salvato e distribuito agli studenti, che possono svolgerlo direttamente sulla piattaforma oppure utilizzare il materiale in altra modalità.
Sulla carta si tratta quindi di una funzione molto interessante, soprattutto perché consente di strutturare un'attività di scrittura in modo abbastanza completo.
Ma proprio questa ricchezza può diventare un limite quando pensiamo all'utilizzo diretto da parte degli alunni.
Uno strumento forse più adatto al docente
La mia impressione è che la Guida alla scrittura sia più vicina a uno strumento di progettazione didattica che a uno strumento immediato per lo studente.
Per un docente, avere la possibilità di definire tema, tipologia, contesto e criteri può essere molto utile per costruire un'attività strutturata.
Per un bambino o per un ragazzo più piccolo, invece, una procedura di questo tipo può risultare lunga e complessa.
E questo porta a una considerazione che vale ben oltre Teachy:
non basta che uno strumento di IA sia disponibile per gli studenti perché sia automaticamente adatto agli studenti.
Età, autonomia, competenze digitali e obiettivo didattico devono sempre essere presi in considerazione.
Non tutto deve essere fatto direttamente dall'alunno
Questo non significa che una funzione complessa sia inutile per gli studenti.
Può cambiare semplicemente chi la utilizza e con quale scopo.
Un docente potrebbe utilizzare uno strumento strutturato per preparare un'attività di scrittura, definire una consegna, stabilire criteri o predisporre un percorso.
Successivamente potrebbe proporre agli alunni un'attività molto più semplice e adeguata alla loro età.
In questo caso l'IA lavora dietro le quinte, aiutando il docente nella progettazione, mentre lo studente si concentra sull'attività cognitiva che deve realmente svolgere.
Ed è una distinzione che trovo particolarmente importante quando parliamo di Intelligenza Artificiale nella scuola.
IA per gli studenti o IA per i docenti?
Anche Teachy oggi distingue chiaramente strumenti e funzioni rivolti ai diversi destinatari: nell'area studenti vengono proposti, tra gli altri, materiali di studio, mappe mentali, flashcard, tutor IA, quiz ed esami simulati.
Nell'area dedicata agli insegnanti, invece, troviamo strumenti per la progettazione delle lezioni, la creazione di attività, le verifiche, le liste di esercizi e la valutazione.
Questo rende ancora più interessante chiedersi, davanti a ogni funzione:
Chi dovrebbe usarla?
Per fare che cosa?
Con quale livello di autonomia?
E soprattutto: quale parte del processo di apprendimento deve rimanere nelle mani dello studente?
Il problema non è quanto è potente lo strumento
Quando presentiamo strumenti di Intelligenza Artificiale per la scuola rischiamo facilmente di lasciarci impressionare dal numero di funzioni disponibili.
Ma la domanda didattica non dovrebbe essere:
“Che cosa può fare questo strumento?”
Dovremmo piuttosto chiederci:
“Che cosa voglio che impari lo studente e in che modo questo strumento può aiutarlo?”
Nel caso della scrittura, per esempio, l'obiettivo potrebbe essere imparare a costruire un testo, scegliere le informazioni, organizzare le idee, argomentare, revisionare e migliorare ciò che si è scritto.
Se l'IA fa troppo di questo lavoro, rischiamo di ottenere un prodotto migliore senza aver necessariamente migliorato l'apprendimento.
La mia valutazione della Guida alla scrittura
Per questo, nel videotutorial non mi limito a mostrare la funzione.
La provo e condivido anche la mia impressione: la trovo interessante, ma non la considero particolarmente immediata per gli alunni più piccoli.
La struttura mi sembra più adatta a un docente che voglia progettare un'attività di scrittura o predisporre un percorso strutturato.
Per gli studenti, soprattutto quelli che hanno ancora bisogno di essere guidati nella scrittura, preferirei strumenti più semplici e progressivi, che sostengano il processo senza aggiungere un'ulteriore complessità.
Non è quindi una questione di “strumento utile” o “strumento inutile”.
È una questione di adeguatezza rispetto al destinatario e all'obiettivo didattico.
Il videotutorial
Nel terzo video della serie mostro la Guida alla scrittura di Teachy e ne analizzo il funzionamento dal punto di vista di chi la vuole utilizzare a scuola.
Ma soprattutto provo a rispondere a una domanda che, secondo me, dovremmo porci ogni volta che introduciamo una nuova applicazione di IA:
questa funzione aiuta davvero lo studente a imparare oppure è uno strumento che può essere più utile al docente per preparare il lavoro?
È una distinzione tutt'altro che secondaria.
Perché usare bene l'Intelligenza Artificiale a scuola non significa mettere nelle mani degli studenti il maggior numero possibile di strumenti.
Significa scegliere quelli più adatti al momento, all'età, all'obiettivo e al livello di autonomia dello studente.
Ed è proprio questo, a mio avviso, uno degli aspetti più importanti dell'educazione all'uso consapevole dell'IA.