Nel precedente tutorial dedicato a CorreggiVerifiche avevo presentato brevemente l'ambiente di lavoro e la preparazione necessaria per affrontare la correzione di un primo elaborato.
In questo secondo episodio entriamo invece nel vivo della procedura e vediamo una correzione completa, partendo direttamente dal quaderno di un alunno.
L'aspetto che mi interessa mostrare è soprattutto la concretezza della situazione: non abbiamo un testo già digitalizzato, ma una verifica scritta a mano, in corsivo e su più pagine.
Dalla fotografia del quaderno alla correzione
La prima operazione viene effettuata direttamente con lo smartphone.
Fotografiamo le pagine della verifica e le carichiamo nello strumento. CorreggiVerifiche utilizza l'analisi delle immagini e il riconoscimento del testo per poter lavorare anche su elaborati scritti a mano. Il servizio dichiara infatti di poter analizzare immagini delle verifiche e riconoscere anche la scrittura manuale.
È proprio questo uno degli aspetti più interessanti da verificare nell'uso concreto di uno strumento di questo tipo: quanto riesce a interpretare una situazione molto meno “pulita” rispetto a un testo digitato.
Nel tutorial utilizzo quindi un esempio realistico, con scrittura in corsivo e più pagine dello stesso elaborato.
Prima della correzione: attenzione ai dati personali
Prima di arrivare alla valutazione, viene effettuata una verifica relativa alla presenza o meno di dati personali.
Questo passaggio merita attenzione quando utilizziamo strumenti di Intelligenza Artificiale con materiali scolastici.
Il fatto che uno strumento sia progettato per la scuola non significa che il docente debba saltare i controlli: è sempre importante sapere quali dati stiamo inserendo, perché vengono trattati e quali garanzie vengono fornite dal servizio.
CorreggiVerifiche dichiara nella propria documentazione di non conservare i dati personali degli studenti e di trattare i dati nel rispetto del GDPR; sono naturalmente informazioni dichiarate dal fornitore, che il docente deve conoscere e valutare nel proprio contesto d'uso.
La correzione della verifica
Superata questa fase, possiamo arrivare alla parte centrale del tutorial: la correzione vera e propria.
L'Intelligenza Artificiale analizza le risposte dell'alunno e propone la valutazione sulla base dei criteri impostati.
Il risultato non è quindi semplicemente un testo corretto: possiamo ottenere una valutazione delle diverse risposte e arrivare fino alla proposta del giudizio finale. La piattaforma presenta infatti la correzione come un processo in cui l'AI analizza le risposte, mentre il docente mantiene la possibilità di rivedere e confermare il risultato.
L'IA corregge, ma il docente decide
È probabilmente questo il punto più importante dell'intera serie.
L'utilizzo dell'IA nella correzione non dovrebbe significare delegare automaticamente la valutazione.
Lo strumento può essere un assistente: può leggere, confrontare, proporre una valutazione e preparare un feedback. Ma resta necessario che il docente controlli il risultato e mantenga la responsabilità della valutazione.
È anche il motivo per cui, nei miei tutorial sull'uso dell'Intelligenza Artificiale a scuola, cerco di mostrare non soltanto che cosa fa uno strumento, ma anche come inserirlo consapevolmente nel lavoro del docente.
In questo caso possiamo quindi seguire l'intero percorso:
quaderno → fotografie con lo smartphone → controllo dei dati → analisi dell'elaborato → correzione → giudizio finale.
Un flusso che permette di capire concretamente che cosa può fare oggi un assistente basato sull'IA e, soprattutto, quali passaggi continuano a richiedere l'attenzione professionale dell'insegnante.