giovedì 22 ottobre 2026

CorreggiVerifiche: correggere una verifica scritta a mano direttamente dallo smartphone

Nel precedente tutorial dedicato a CorreggiVerifiche avevo presentato brevemente l'ambiente di lavoro e la preparazione necessaria per affrontare la correzione di un primo elaborato.

In questo secondo episodio entriamo invece nel vivo della procedura e vediamo una correzione completa, partendo direttamente dal quaderno di un alunno.

L'aspetto che mi interessa mostrare è soprattutto la concretezza della situazione: non abbiamo un testo già digitalizzato, ma una verifica scritta a mano, in corsivo e su più pagine.

Dalla fotografia del quaderno alla correzione

La prima operazione viene effettuata direttamente con lo smartphone.

Fotografiamo le pagine della verifica e le carichiamo nello strumento. CorreggiVerifiche utilizza l'analisi delle immagini e il riconoscimento del testo per poter lavorare anche su elaborati scritti a mano. Il servizio dichiara infatti di poter analizzare immagini delle verifiche e riconoscere anche la scrittura manuale.

È proprio questo uno degli aspetti più interessanti da verificare nell'uso concreto di uno strumento di questo tipo: quanto riesce a interpretare una situazione molto meno “pulita” rispetto a un testo digitato.

Nel tutorial utilizzo quindi un esempio realistico, con scrittura in corsivo e più pagine dello stesso elaborato.


Prima della correzione: attenzione ai dati personali

Prima di arrivare alla valutazione, viene effettuata una verifica relativa alla presenza o meno di dati personali.

Questo passaggio merita attenzione quando utilizziamo strumenti di Intelligenza Artificiale con materiali scolastici.

Il fatto che uno strumento sia progettato per la scuola non significa che il docente debba saltare i controlli: è sempre importante sapere quali dati stiamo inserendo, perché vengono trattati e quali garanzie vengono fornite dal servizio.

CorreggiVerifiche dichiara nella propria documentazione di non conservare i dati personali degli studenti e di trattare i dati nel rispetto del GDPR; sono naturalmente informazioni dichiarate dal fornitore, che il docente deve conoscere e valutare nel proprio contesto d'uso.

La correzione della verifica

Superata questa fase, possiamo arrivare alla parte centrale del tutorial: la correzione vera e propria.

L'Intelligenza Artificiale analizza le risposte dell'alunno e propone la valutazione sulla base dei criteri impostati.

Il risultato non è quindi semplicemente un testo corretto: possiamo ottenere una valutazione delle diverse risposte e arrivare fino alla proposta del giudizio finale. La piattaforma presenta infatti la correzione come un processo in cui l'AI analizza le risposte, mentre il docente mantiene la possibilità di rivedere e confermare il risultato.

L'IA corregge, ma il docente decide

È probabilmente questo il punto più importante dell'intera serie.

L'utilizzo dell'IA nella correzione non dovrebbe significare delegare automaticamente la valutazione.

Lo strumento può essere un assistente: può leggere, confrontare, proporre una valutazione e preparare un feedback. Ma resta necessario che il docente controlli il risultato e mantenga la responsabilità della valutazione.

È anche il motivo per cui, nei miei tutorial sull'uso dell'Intelligenza Artificiale a scuola, cerco di mostrare non soltanto che cosa fa uno strumento, ma anche come inserirlo consapevolmente nel lavoro del docente.

In questo caso possiamo quindi seguire l'intero percorso:

quaderno → fotografie con lo smartphone → controllo dei dati → analisi dell'elaborato → correzione → giudizio finale.

Un flusso che permette di capire concretamente che cosa può fare oggi un assistente basato sull'IA e, soprattutto, quali passaggi continuano a richiedere l'attenzione professionale dell'insegnante.


Rivedi il primo tutorial


mercoledì 21 ottobre 2026

CorreggiVerifiche: l’AI per aiutare i docenti nella correzione delle verifiche

La correzione delle verifiche è una delle attività che richiede più tempo al docente. Non si tratta soltanto di attribuire un punteggio: soprattutto quando sono presenti risposte aperte o elaborati articolati, occorre leggere, interpretare, valutare e formulare un feedback utile per lo studente.

Da questa esigenza nasce CorreggiVerifiche, uno strumento che utilizza l'Intelligenza Artificiale per assistere il docente nella correzione degli elaborati e nella preparazione dei feedback. La piattaforma permette di caricare una verifica, impostare i criteri di valutazione e ottenere una proposta di correzione che il docente può successivamente controllare e modificare.

Una nuova serie di tutorial

Con questo video inizia una nuova serie dedicata a CorreggiVerifiche.

L'obiettivo non è semplicemente mostrare “come funziona un tool”, ma provare concretamente il suo utilizzo nel lavoro dell'insegnante, partendo dalla preparazione di un primo elaborato da correggere.

Nel primo tutorial mi soffermo soprattutto sull'interfaccia e sui passaggi iniziali necessari per arrivare alla prima correzione.

Nei video successivi sarà quindi possibile seguire il percorso passo dopo passo, osservando come l'AI interviene nella valutazione e nella costruzione del feedback.

Un aspetto interessante: la lingua italiana

Tra gli elementi che mi hanno spinto a provare questo strumento c'è anche la sua attenzione alla lingua italiana.

Esistono già diversi strumenti che utilizzano l'AI per supportare la valutazione e la correzione, ma molti sono nati principalmente per un pubblico internazionale e utilizzano l'inglese come lingua di riferimento.

Quando invece lavoriamo con elaborati prodotti dagli studenti italiani, la lingua non è un dettaglio secondario.

Una piattaforma progettata fin dall'inizio per il contesto italiano può risultare più naturale nell'interazione e nell'elaborazione dei feedback.

Sarà comunque interessante verificare concretamente, attraverso l'utilizzo, quanto questa caratteristica incida sulla qualità dei risultati.

L'AI corregge, ma il docente controlla

Un punto importante da tenere presente quando si parla di AI applicata alla valutazione è il ruolo del docente.

CorreggiVerifiche presenta l'AI come un assistente alla correzione: il sistema elabora una proposta sulla base dei criteri impostati, mentre il docente mantiene la possibilità di verificarla e modificarla.

Questo è un aspetto che ritengo fondamentale anche dal punto di vista didattico.

L'obiettivo non dovrebbe essere quello di delegare all'algoritmo una decisione valutativa, ma quello di ridurre il lavoro ripetitivo, lasciando al docente il controllo professionale della valutazione e, soprattutto, la possibilità di utilizzare meglio il tempo recuperato per lavorare sui risultati degli studenti.

Non è uno strumento completamente gratuito

Un altro elemento da considerare è il modello di utilizzo.

CorreggiVerifiche prevede attualmente un piano gratuito con correzioni limitate e piani a pagamento con funzionalità e quantità di utilizzo maggiori.

Per questo motivo, nella serie non mi limiterò a mostrarne le funzioni: cercherò di capire quanto possa essere concretamente utile per un docente e in quali situazioni abbia senso utilizzarlo.

Da dove partiamo?

Nel primo tutorial partiamo quindi dall'inizio: conosciamo l'interfaccia e prepariamo il primo elaborato per la correzione.

È il primo passo per capire non soltanto che cosa può fare l'AI, ma soprattutto come inserirla, eventualmente, nel normale processo di valutazione del docente.


La serie continuerà con i passaggi successivi della correzione, fino ad arrivare all'analisi dei risultati e alla produzione dei feedback.

martedì 20 ottobre 2026

Excel Microsoft 365: come creare e personalizzare un grafico a mappa

Dopo aver esplorato i grafici a mappa in Google Sheets, passiamo a Excel di Microsoft 365 per vedere come realizzare una rappresentazione geografica dei nostri dati.

Il grafico a mappa permette di confrontare valori o categorie associati a diverse aree geografiche, come Paesi, regioni, province o codici postali. Microsoft lo propone proprio per rappresentare dati che contengono informazioni geografiche.


Creare un grafico a mappa

La procedura parte dai dati presenti nel foglio di lavoro. Dopo aver selezionato l'intervallo interessato, possiamo utilizzare il comando Inserisci → Mappe → Mappa colorata per ottenere la rappresentazione geografica.

Excel può rappresentare sia valori sia categorie.

Nel caso dei valori, le diverse aree vengono rappresentate attraverso gradazioni di colore: il colore associato a ciascuna area dipende dal valore del dato.

Nel caso delle categorie, invece, le diverse categorie vengono rappresentate attraverso colori differenti.

Personalizzare la mappa

Una volta creato il grafico, possiamo intervenire sulle sue impostazioni per adattarlo alle nostre esigenze.

Tra le possibilità disponibili troviamo:

  • la scelta della proiezione della mappa;

  • la modifica dell'area della mappa e quindi del livello di visualizzazione;

  • la gestione delle etichette geografiche;

  • la personalizzazione dei colori della serie quando il grafico rappresenta valori;

  • la possibilità di modificare gli elementi grafici e il loro aspetto.

Per i grafici basati sui valori è possibile scegliere, ad esempio, una scala di colori sequenziale a due colori oppure divergente a tre colori, intervenendo anche sui valori minimo, intermedio e massimo.

Un grafico interessante anche per la didattica

I grafici a mappa possono essere particolarmente interessanti in ambito scolastico perché permettono di collegare dati e territorio.

Possiamo immaginare, per esempio, dati demografici, economici, ambientali o relativi a fenomeni geografici e trasformarli in una rappresentazione che renda immediatamente visibili le differenze tra le diverse aree.

Naturalmente, come per qualsiasi grafico, la scelta dei colori e del livello di dettaglio non è soltanto estetica: deve facilitare la lettura e l'interpretazione dei dati.

Google Sheets ed Excel: due strumenti da confrontare

Il tutorial si inserisce anche nel confronto tra le possibilità offerte dai diversi strumenti per la gestione dei dati.

Dopo aver visto il grafico a mappa in Google Sheets, in questo video esploriamo quello disponibile in Excel Microsoft 365, osservando come si crea e quali possibilità di personalizzazione mette a disposizione.

L'obiettivo non è stabilire quale strumento sia migliore, ma conoscere le funzioni disponibili e scegliere quella più adatta al tipo di attività che vogliamo realizzare.

Nota: il tutorial fa riferimento alla versione di Excel inclusa in Microsoft 365. Microsoft indica il grafico a mappa tra le funzionalità disponibili in Excel per Microsoft 365.

lunedì 19 ottobre 2026

Google Sheets: la mappa ad albero e come personalizzarla

Continuiamo la serie dedicata ai fogli di calcolo per docenti con un tipo di grafico piuttosto particolare presente in Google Sheets: la mappa ad albero, chiamata anche Tree map.

Il nome può trarre un po' in inganno: non abbiamo davanti il classico diagramma ad albero formato da nodi e collegamenti. La mappa ad albero rappresenta invece una struttura gerarchica attraverso una serie di aree rettangolari, la cui dimensione è legata al valore dei dati rappresentati.

Google la indica infatti come uno strumento per visualizzare dati organizzati secondo una gerarchia elemento principale → elemento secondario.



Come funziona la mappa ad albero?

Per costruire questo tipo di grafico è necessario organizzare i dati in modo gerarchico: ogni elemento può avere un elemento “genitore” e un valore numerico associato.

La dimensione delle diverse aree permette quindi di confrontare visivamente i valori e di individuare rapidamente gli elementi che hanno un peso maggiore o minore all'interno della struttura.

È una modalità di rappresentazione abbastanza diversa dai più comuni grafici a colonne, a barre o a torta e proprio per questo può essere interessante da conoscere.

La personalizzazione del grafico

Una volta creata la mappa ad albero, possiamo intervenire sulle sue caratteristiche attraverso le opzioni di personalizzazione di Google Sheets.

Possiamo, tra le altre cose, modificare:

  • lo stile del grafico;

  • il colore dello sfondo;

  • il tipo e lo stile del carattere;

  • i colori delle aree;

  • le impostazioni relative alla visualizzazione dei valori;

  • il titolo del grafico.

Google mette a disposizione una sezione specifica per la personalizzazione della Tree map, nella quale è possibile intervenire anche sullo stile dei caratteri e sui valori minimo e massimo utilizzati per la rappresentazione.

Un grafico da conoscere, anche se non sempre immediato

La mappa ad albero non è probabilmente il grafico più intuitivo per chi inizia a lavorare con i fogli di calcolo.

Anche la sua interpretazione richiede un minimo di familiarità con questo tipo di visualizzazione. Per questo, prima di proporla agli alunni, è utile chiedersi se la struttura dei dati e l'obiettivo dell'attività la rendano davvero più efficace rispetto a una rappresentazione più semplice.

Può però essere interessante conoscerne il funzionamento e le possibilità, soprattutto quando abbiamo dati organizzati gerarchicamente e vogliamo rappresentare contemporaneamente struttura e dimensione dei valori.

Nel tutorial mostro quindi come creare una mappa ad albero in Google Sheets e come intervenire sulle principali impostazioni per adattarne l'aspetto alle nostre esigenze.

Anche in questo caso, l'obiettivo della serie non è utilizzare necessariamente tutti i tipi di grafico, ma conoscere le possibilità offerte da Google Sheets per scegliere di volta in volta la rappresentazione più adatta ai nostri dati.

sabato 17 ottobre 2026

Formazione gratuita sull'intelligenza artificiale

Ti serve un corso per apprendere le basi oppure uno avanzato sull'implementazione didattica?

Da seguire al tuo ritmo, senza scadenze pressanti?

Non hai tempo per recarti in luoghi trafficati o troppo distanti da casa?

Ebbene online ci sono moltissimi corsi di qualità e gratuiti. Io ne ho sperimentati parecchi e qui indico solo quelli che mi sono sembrati ben fatti ed interessanti. Certo è una mia valutazione.

L'ordine non esprime una valutazione: è determinato solo dal recupero dei riferimenti man mano che mi sono venuti in mente:

Politecnico di Milano: https://www.pok.polimi.it/

Università Bologna: https://book.unibo.it/courses

Open to box: https://openthebox.io/

Università Urbino: https://mooc.uniurb.it/wp/all-courses/ (Alessandro Bogliolo)

Università di Firenze: https://ipazia.unifi.it/

Università di Padova: https://alma.elearning.unipd.it/?redirect=0

Università Federico II Napoli: https://www.federica.eu/

Università Tor Vergata Roma: https://deh-alma.uniroma2.it/?redirect=0

Università Sapienza Roma: https://idea.uniroma1.it/course/index.php?categoryid=18&reference=32304f3dea 

Consorzio Università: https://learn.eduopen.org/

Cisco Academy: https://www.netacad.com/ (inglese, non tutti free)

Google: https://edu.exceedlms.com/student/catalog 

GEG Italia: https://www.gegitalia.online/risorse/risorse-e-certificazioni

Microsoft: https://learn.microsoft.com/it-it/training/educator-center/topics/ai-for-education

Elements of Al: https://course.elementsofai.com/it/

Iprase: https://formazione.iprase.tn.it/

Experience AI: https://experience-ai.org/it

Portale Università francesi: https://www.fun-mooc.fr/fr/ (in francese)











venerdì 16 ottobre 2026

Google Sheets: il grafico ad albero per mappe e organigrammi

Proseguiamo la serie di tutorial dedicata ai fogli di calcolo per docenti con un tipo di grafico un po' particolare: il grafico ad albero di Google Sheets.

A differenza dei grafici più comuni, pensati soprattutto per confrontare valori o visualizzare andamenti, il grafico ad albero permette di rappresentare relazioni gerarchiche e strutture organizzate su più livelli.

Può quindi essere utilizzato, per esempio, per costruire rappresentazioni simili a organigrammi o per visualizzare strutture nelle quali un elemento principale si suddivide in categorie e sottocategorie.


https://youtu.be/yBgswGcmLO4

Un grafico interessante, ma non immediato

Il grafico ad albero non è probabilmente tra quelli più semplici e intuitivi da utilizzare.

La costruzione della struttura richiede infatti di organizzare correttamente i dati nel foglio e di comprendere come Google Sheets interpreta le diverse relazioni tra gli elementi.

Per questo motivo, pur essendo uno strumento interessante da conoscere, non lo considererei necessariamente una prima scelta per un'attività da far realizzare direttamente agli alunni, soprattutto nelle classi in cui gli studenti hanno ancora poca esperienza con i fogli di calcolo.

Può invece essere utile per il docente quando la struttura dei dati si presta naturalmente a questo tipo di rappresentazione.

Le possibilità di personalizzazione

Una volta creato il grafico, possiamo intervenire su diverse impostazioni per modificarne l'aspetto e renderlo più adatto ai dati che stiamo rappresentando.

Nel tutorial mostro alcune delle principali personalizzazioni disponibili, così da capire non soltanto come creare il grafico, ma anche come adattarlo alle nostre esigenze.

Anche in questo caso, quindi, conoscere le impostazioni permette di andare oltre il grafico generato automaticamente e di scegliere una rappresentazione più funzionale allo scopo.

Quando può essere utile a scuola?

Il grafico ad albero può essere interessante soprattutto quando dobbiamo rappresentare una struttura gerarchica.

Pensiamo, per esempio, a:

  • organigrammi;

  • classificazioni;

  • strutture organizzative;

  • suddivisioni in categorie e sottocategorie;

  • alcune tipologie di mappe concettuali o classificatorie.

Non è però necessario utilizzare questo tipo di grafico ogni volta che abbiamo una struttura ramificata. La scelta dello strumento deve dipendere dal tipo di informazione che vogliamo comunicare e da chi dovrà leggerla.

Anche questo tutorial, quindi, fa parte dell'esplorazione delle possibilità offerte dai grafici di Google Sheets: conoscere anche gli strumenti meno immediati ci aiuta a scegliere consapevolmente quello più adatto alla situazione.

giovedì 15 ottobre 2026

Google Sheets: come creare e personalizzare un grafico su mappa

Continua la serie di tutorial dedicata ai fogli di calcolo per docenti con una funzione particolarmente interessante di Google Sheets: il grafico su mappa.

Questo tipo di grafico permette di trasformare dati associati a territori geografici in una rappresentazione immediatamente visiva, utile quando vogliamo mettere in relazione un'informazione con una determinata area del mondo.


https://youtu.be/L8firvdLguQ

Personalizzare la rappresentazione dei dati

Una volta creato il grafico, possiamo intervenire sulle modalità con cui i dati vengono visualizzati.

A seconda del tipo di informazione che vogliamo comunicare, possiamo scegliere una rappresentazione basata sulle aree colorate oppure utilizzare i cerchi, ottenendo una visualizzazione differente dei valori.

Possiamo inoltre modificare i colori utilizzati per rappresentare i dati e intervenire sullo sfondo della mappa, così da rendere il grafico più leggibile e coerente con l'utilizzo che ne vogliamo fare.

Definire un'area geografica di interesse

Tra le possibilità più interessanti c'è anche quella di limitare la visualizzazione a una determinata area geografica.

Possiamo, per esempio, concentrarci su un continente invece di visualizzare l'intero planisfero. Questa impostazione è particolarmente utile quando i dati riguardano un'area specifica e vogliamo evitare che la presenza di territori non interessati renda meno immediata la lettura del grafico.

È una funzione che può avere interessanti applicazioni anche nella didattica: dati demografici, economici, ambientali, geografici o relativi a fenomeni distribuiti sul territorio possono essere trasformati in una rappresentazione visiva facilmente interpretabile.

Un grafico che racconta i dati

Come per gli altri grafici di Google Sheets, anche nel caso delle mappe la personalizzazione non dovrebbe essere considerata soltanto una questione estetica.

La scelta della rappresentazione, dei colori e dell'area geografica visualizzata contribuisce a far comprendere meglio il dato.

Nel tutorial mostro quindi le principali impostazioni del grafico su mappa, dalla scelta della modalità di rappresentazione dei dati fino alla personalizzazione della mappa e alla definizione dell'area geografica di interesse.