mercoledì 7 ottobre 2026

Google Earth e ChatGPT: creare quiz interattivi per esplorare il territorio

Google Earth può diventare molto più di uno strumento per esplorare il mondo attraverso mappe e immagini: può essere utilizzato anche per costruire attività didattiche interattive, inserendo informazioni, domande e materiali direttamente all’interno dell’esperienza di esplorazione.

In questo tutorial mostro un esempio realizzato con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale: ho utilizzato ChatGPT per creare un quiz e successivamente l’ho inserito in Google Earth.



Dal quiz generato con l’AI all’attività in Google Earth

Il punto di partenza è la progettazione del quiz.

ChatGPT può essere utilizzato per generare domande a partire da un argomento, da un luogo o da un percorso didattico precedentemente definito dal docente. Naturalmente, come per qualsiasi contenuto prodotto dall’AI, è importante controllare le domande e le risposte prima di utilizzarle con gli studenti.

Una volta preparato il materiale, il quiz può essere integrato all’interno di Google Earth.

Nel tutorial mostro come inserirlo in un segnaposto, così che la domanda diventi parte dell'esplorazione del luogo.

Il quiz nelle slide

Un'altra possibilità che mostro nel video è l'inserimento del quiz nelle slide di Google Earth.

Questo permette di costruire una sequenza più strutturata, nella quale l'esplorazione del territorio può essere accompagnata da domande e consegne.

Ho inoltre modificato il colore dello sfondo, un piccolo accorgimento che permette di personalizzare maggiormente la presentazione e rendere più leggibili e riconoscibili le diverse parti dell'attività.

Un esempio di didattica con AI

L'aspetto che trovo particolarmente interessante non è semplicemente il fatto di aver creato un quiz con ChatGPT.

È il passaggio successivo: il contenuto generato dall'AI viene inserito all'interno di un ambiente digitale e diventa parte di un'attività didattica.

In questo modo possiamo immaginare percorsi nei quali gli studenti:

  • esplorano un territorio;

  • osservano luoghi e informazioni;

  • rispondono a domande;

  • verificano le proprie ipotesi;

  • seguono un percorso costruito dal docente;

  • utilizzano le informazioni raccolte per svolgere attività successive.

L'AI, quindi, può essere utilizzata come supporto nella fase di progettazione, mentre resta al docente la scelta degli obiettivi, dei contenuti, delle domande e delle modalità con cui coinvolgere gli studenti.

Dall'esplorazione alla scoperta

L'integrazione tra Google Earth e contenuti generati con l'AI apre interessanti possibilità soprattutto nelle attività legate a geografia, storia, educazione civica, ambiente e territorio, ma il principio può essere applicato anche ad altri ambiti disciplinari.

Un luogo può diventare il punto di partenza per una domanda, una sfida o una piccola attività di ricerca.

E così una semplice esplorazione sulla mappa può trasformarsi in un'esperienza nella quale lo studente è chiamato non soltanto a guardare, ma anche a osservare, ragionare e rispondere.

Nel video mostro concretamente il procedimento che ho seguito per creare il quiz con ChatGPT e inserirlo in Google Earth.

martedì 6 ottobre 2026

Google Earth: nuove funzioni per esplorare, confrontare e analizzare il territorio

Google Earth continua a evolversi e introduce nuove possibilità che possono essere interessanti anche per la didattica.

In questo videotutorial mostro alcune delle novità che ho avuto modo di provare: dalla creazione di immagini con Gemini alla possibilità di esplorare le immagini storiche di Street View, fino agli strumenti per l'analisi del territorio.

Sono funzioni molto diverse tra loro, ma hanno un elemento in comune: permettono di andare oltre la semplice esplorazione della mappa e di utilizzare Google Earth come uno strumento per osservare, confrontare e interpretare il territorio.

Creare immagini con Gemini

Una delle funzioni che mostro nel tutorial riguarda l'integrazione dell'Intelligenza Artificiale generativa attraverso Gemini.

L'idea è interessante soprattutto dal punto di vista didattico: partendo dall'esplorazione di un luogo, l'IA può essere utilizzata per creare una rappresentazione visiva collegata al territorio che stiamo osservando.

Questo apre diverse possibilità, per esempio per:

  • visualizzare un luogo in una determinata situazione;

  • creare rappresentazioni utili per una spiegazione;

  • stimolare attività di osservazione e confronto;

  • partire da un'immagine per costruire una discussione sul territorio.

Come sempre quando utilizziamo immagini generate dall'IA, è importante distinguere una rappresentazione generata da una fotografia o da un'immagine documentaria.

Una precisazione sulla disponibilità della funzione

La funzione di generazione delle immagini con Gemini mostrata nel tutorial è legata a una funzionalità che Google ha sperimentato in Earth e che può essere soggetta a modifiche o limitazioni.

Per questo il video va considerato anche come una dimostrazione della funzione nel momento in cui era disponibile: le funzionalità dei servizi online possono infatti cambiare rapidamente.

Guardare il territorio nel passato

Un'altra possibilità molto interessante riguarda le immagini storiche di Street View.

Quando una località è stata fotografata più volte nel corso degli anni, è possibile passare da una data all'altra e osservare come quel luogo è cambiato.

È una funzione particolarmente interessante per la scuola perché trasforma l'esplorazione di un luogo in una piccola indagine nel tempo.

Possiamo, ad esempio, osservare:

  • la trasformazione di una strada;

  • la costruzione o la scomparsa di edifici;

  • i cambiamenti degli spazi urbani;

  • l'evoluzione di aree industriali o agricole;

  • le modifiche della viabilità;

  • la crescita di un centro abitato.

In geografia, storia, educazione civica o anche nell'ambito di percorsi interdisciplinari, confrontare immagini di epoche diverse può diventare un modo immediato per porsi domande sul cambiamento del territorio.

Non si tratta quindi soltanto di “guardare com'era prima”, ma di chiedersi:

Che cosa è cambiato? Perché? Quali conseguenze ha avuto questo cambiamento?

Analizzare il territorio

La terza novità che mostro riguarda gli strumenti di analisi del territorio.

Qui Google Earth si avvicina maggiormente a uno strumento di analisi geografica: non ci limitiamo a osservare una località, ma possiamo lavorare sui dati e sulle caratteristiche di una determinata area.

Nella versione gratuita che mostro nel tutorial, l'area analizzabile è limitata a 20.000 km².

Questo limite è importante da conoscere, soprattutto se si vuole utilizzare la funzione con classi o in attività che prevedono l'analisi di territori molto estesi.

Anche con questo limite, però, la funzione può offrire interessanti spunti didattici per attività in cui gli studenti devono osservare un'area, formulare ipotesi e interpretare ciò che vedono.

Google Earth come ambiente per l'apprendimento

Queste tre funzioni mostrano tre modi diversi di utilizzare Google Earth:

creare → confrontare → analizzare

La generazione di immagini con Gemini introduce una componente di Intelligenza Artificiale generativa.

Le immagini storiche permettono di lavorare sulla dimensione temporale del territorio.

Gli strumenti di analisi permettono invece di passare dall'osservazione all'interpretazione.

È proprio questa combinazione a rendere interessante Google Earth in ambito educativo.

Alcune idee per la didattica

Le possibilità sono numerose e non riguardano soltanto la geografia.

🏙️ Come è cambiata la nostra città?

Gli studenti possono scegliere una zona conosciuta e confrontare immagini di anni diversi, annotando i cambiamenti osservati.

🌍 Un territorio prima e dopo una trasformazione

Si può scegliere un'area interessata da urbanizzazione, nuove infrastrutture o trasformazioni ambientali e chiedere agli studenti di documentare ciò che è cambiato.

🔎 Osservare e formulare ipotesi

Un'immagine del territorio può diventare il punto di partenza per chiedere agli studenti di individuare elementi, formulare ipotesi e cercare successivamente informazioni che le confermino o le smentiscano.

🤖 IA e rappresentazione del territorio

La generazione di immagini può essere utilizzata per discutere una questione importante: quanto possiamo fidarci di una rappresentazione generata dall'IA?

Il confronto tra immagine reale, immagine storica e immagine generata può diventare esso stesso un'attività di educazione all'uso consapevole dell'IA.

Non solo una mappa

Quello che trovo interessante nelle nuove possibilità di Google Earth è proprio il superamento dell'idea di una semplice applicazione per “andare a vedere un posto”.

Possiamo utilizzare il territorio come oggetto di osservazione, confronto, analisi e discussione.

E questo cambia anche il modo in cui possiamo progettare un'attività.

Invece di chiedere semplicemente agli studenti:

“Andiamo a vedere questo luogo su Google Earth.”

possiamo proporre una domanda:

“Che cosa è successo a questo luogo negli ultimi vent'anni?”

oppure:

“Quali trasformazioni riesci a individuare?”

o ancora:

“Quali informazioni possiamo ricavare osservando e analizzando questo territorio?”

A quel punto Google Earth diventa uno strumento all'interno di un vero compito di osservazione e ricerca.

Il videotutorial

Nel videotutorial mostro concretamente le nuove funzioni che ho esplorato:

  • la creazione di immagini con Gemini;

  • la visualizzazione delle immagini storiche di Street View;

  • gli strumenti di analisi del territorio;

  • il limite di 20.000 km² previsto per l'analisi nel piano gratuito che utilizzo nel tutorial.

Un'occasione per scoprire alcune delle possibilità offerte da Google Earth e, soprattutto, per ragionare su come trasformare queste funzioni in attività didattiche significative.



Le funzionalità di Google Earth e la loro disponibilità possono variare nel tempo e in base al tipo di account o piano utilizzato: per questo è sempre opportuno verificare le condizioni aggiornate prima di progettare un'attività didattica basata su una specifica funzione.

lunedì 5 ottobre 2026

Teachy per studenti: come funziona il Tutor per l’apprendimento?

Siamo arrivati, almeno per ora, all'ultimo videotutorial della serie dedicata a Teachy per studenti.

Dopo aver esplorato la creazione di presentazioni, le mappe mentali, il piano di studio, gli esercizi di pratica e la Guida alla scrittura, questa volta provo una delle funzioni più interessanti della piattaforma: il Tutor per l’apprendimento.

L'idea è quella di avere a disposizione un supporto basato sull'Intelligenza Artificiale che accompagni lo studente nello studio e nella preparazione. Teachy presenta infatti il Tutor di IA tra gli strumenti disponibili nell'area studenti, accanto a materiali di studio, flashcard, quiz ed esami simulati.

La prima prova non mi convince

Nel video parto da una richiesta molto concreta: utilizzare il tutor per prepararsi a una verifica su un determinato argomento.

La prima risposta, però, non è esattamente quella che mi aspettavo.

Ed è proprio questo uno degli aspetti che ho voluto mostrare nel videotutorial.

Quando utilizziamo un sistema di Intelligenza Artificiale, infatti, non è detto che il primo risultato sia automaticamente quello migliore o più adatto alle nostre esigenze.

Non dobbiamo quindi limitarci a generare un contenuto e accettarlo così com'è.

Dopo il primo tentativo, il tutor rielabora la preparazione

Dopo il primo risultato, il tutor arriva a una proposta decisamente più interessante.

Elabora una preparazione alla verifica sull'argomento scelto, articolata attraverso diverse tipologie di domande e attività.

Lo studente può quindi trovarsi davanti a un percorso di ripasso che non consiste semplicemente in una serie di domande tutte uguali, ma alterna modalità differenti per verificare la preparazione.

È un approccio che può essere utile soprattutto nella fase di ripasso prima di una verifica: non solo rileggere i contenuti, ma provare a recuperarli e utilizzarli attraverso domande ed esercizi.

Un materiale testuale, non un'attività interattiva

C'è però un elemento importante da sottolineare.

La preparazione che viene elaborata dal tutor viene proposta in formato testuale.

Non siamo quindi davanti a un esercizio interattivo nel quale lo studente risponde direttamente all'interno di un ambiente che registra automaticamente le risposte e restituisce un feedback immediato.

Questo fa una differenza significativa.

Il materiale può essere utilizzato come scheda di preparazione e di esercitazione, ma richiede ancora un ruolo attivo da parte dello studente.

Ed è proprio questo che, dal mio punto di vista, può renderlo interessante anche dal punto di vista didattico: l'IA prepara il materiale, ma non necessariamente svolge tutto il percorso al posto dell'alunno.

Il valore sta anche nella possibilità di migliorare la richiesta

Un aspetto che emerge bene da questa prova è l'importanza del dialogo con l'IA.

Il primo risultato non è soddisfacente.

Invece di considerare questo un fallimento definitivo, possiamo utilizzare ciò che abbiamo ottenuto per capire che cosa manca e chiedere una rielaborazione più adatta all'obiettivo.

È un passaggio importante nell'educazione all'uso dell'IA:

generare → osservare → valutare → modificare

Non basta quindi saper formulare una richiesta iniziale.

Bisogna anche imparare a valutare il risultato prodotto dall'IA e a intervenire quando non risponde alle nostre esigenze.

Può essere davvero un tutor?

Il nome “Tutor per l’apprendimento” può far pensare a qualcosa di molto simile a un insegnante personale.

Nella pratica, però, è importante osservare concretamente che cosa lo strumento produce.

Nel caso mostrato nel video, il tutor riesce ad arrivare a una proposta articolata per la preparazione di una verifica, ma il risultato rimane un materiale testuale.

Questo significa che il valore dello strumento dipende anche da come lo studente lo utilizza.

Può diventare un modo per:

  • organizzare il ripasso;

  • individuare gli aspetti su cui esercitarsi;

  • affrontare domande di diverso tipo;

  • prepararsi a una verifica;

  • scoprire quali argomenti risultano ancora poco chiari.

Ma non dovrebbe diventare semplicemente un modo per delegare all'IA tutto il lavoro di studio.

Una conclusione per questa serie

Questo quarto video conclude, almeno per il momento, la mia esplorazione di Teachy per studenti.

La serie mi ha permesso di vedere funzioni molto diverse tra loro: dalla produzione di materiali alla costruzione di mappe, dalla pianificazione dello studio agli esercizi, fino al Tutor per l'apprendimento.

E una delle cose che emerge da queste prove è che non tutte le funzioni hanno lo stesso valore per tutti gli studenti.

Una funzione può essere molto utile a un ragazzo più grande e risultare invece troppo complessa per un bambino.

Un materiale può essere un ottimo punto di partenza per il ripasso, ma non sostituire un'attività didattica vera e propria.

Un tutor può produrre una buona preparazione, ma avere bisogno di più di un tentativo per arrivare al risultato desiderato.

Per questo continuo a pensare che la domanda più importante non sia:

“Che cosa può fare l'IA?”

ma:

“Come può aiutare concretamente questo studente a imparare?”

Ed è una domanda che, quando portiamo l'Intelligenza Artificiale nella scuola, dovremmo porci davanti a ogni nuovo strumento.

Il videotutorial

Nel video mostro la prova del Tutor per l'apprendimento di Teachy, partendo da un primo risultato poco convincente e arrivando, attraverso una successiva elaborazione, a una preparazione alla verifica con diverse tipologie di domande e attività.

Un esempio concreto per vedere non soltanto cosa produce l'IA, ma anche perché è necessario osservare, valutare e migliorare ciò che produce.

Teachy indica attualmente tra le risorse per studenti il Tutor di IA, insieme a flashcard, materiali di studio, mappe mentali, quiz ed esami simulati.



sabato 3 ottobre 2026

MOOC Cyberbullismo in un mondo digitale in rapida evoluzione

 L'European Schoolnet Academy mette a disposizione a partire dal prossimo 12 ottobre un corso dedicato al cyberbullismo, in inglese, certificato e gratuito


Per le iscrizioni:

https://www.europeanschoolnetacademy.eu/courses/course-v1:BIK+Cyberbullying+2026/about



venerdì 2 ottobre 2026

Teachy per studenti: la Guida alla scrittura è davvero pensata per gli alunni?

Con questo terzo videotutorial continua la serie dedicata a Teachy per studenti.

Nei primi due video abbiamo visto alcune possibilità molto concrete: dalla creazione di una presentazione alla realizzazione di mappe mentali, fino al piano di studio e agli esercizi di pratica.

Questa volta mi sono soffermata sulla Guida alla scrittura, una funzione che permette di impostare un'attività di produzione testuale attraverso l'Intelligenza Artificiale.

Ed è proprio qui che nasce una riflessione che considero importante: uno strumento disponibile nell'area studenti è necessariamente uno strumento adatto agli studenti?

La mia impressione, dopo averlo provato, è che in questo caso la risposta non sia così semplice.

La Guida alla scrittura

La funzione permette di lavorare sulla produzione di un testo impostando diversi elementi.

La documentazione di Teachy descrive, per esempio, la possibilità di scegliere il tema, la tipologia del testo e il contesto, oltre a definire i criteri di valutazione. Il lavoro può poi essere salvato e distribuito agli studenti, che possono svolgerlo direttamente sulla piattaforma oppure utilizzare il materiale in altra modalità.

Sulla carta si tratta quindi di una funzione molto interessante, soprattutto perché consente di strutturare un'attività di scrittura in modo abbastanza completo.

Ma proprio questa ricchezza può diventare un limite quando pensiamo all'utilizzo diretto da parte degli alunni.

Uno strumento forse più adatto al docente

La mia impressione è che la Guida alla scrittura sia più vicina a uno strumento di progettazione didattica che a uno strumento immediato per lo studente.

Per un docente, avere la possibilità di definire tema, tipologia, contesto e criteri può essere molto utile per costruire un'attività strutturata.

Per un bambino o per un ragazzo più piccolo, invece, una procedura di questo tipo può risultare lunga e complessa.

E questo porta a una considerazione che vale ben oltre Teachy:

non basta che uno strumento di IA sia disponibile per gli studenti perché sia automaticamente adatto agli studenti.

Età, autonomia, competenze digitali e obiettivo didattico devono sempre essere presi in considerazione.

Non tutto deve essere fatto direttamente dall'alunno

Questo non significa che una funzione complessa sia inutile per gli studenti.

Può cambiare semplicemente chi la utilizza e con quale scopo.

Un docente potrebbe utilizzare uno strumento strutturato per preparare un'attività di scrittura, definire una consegna, stabilire criteri o predisporre un percorso.

Successivamente potrebbe proporre agli alunni un'attività molto più semplice e adeguata alla loro età.

In questo caso l'IA lavora dietro le quinte, aiutando il docente nella progettazione, mentre lo studente si concentra sull'attività cognitiva che deve realmente svolgere.

Ed è una distinzione che trovo particolarmente importante quando parliamo di Intelligenza Artificiale nella scuola.

IA per gli studenti o IA per i docenti?

Anche Teachy oggi distingue chiaramente strumenti e funzioni rivolti ai diversi destinatari: nell'area studenti vengono proposti, tra gli altri, materiali di studio, mappe mentali, flashcard, tutor IA, quiz ed esami simulati.

Nell'area dedicata agli insegnanti, invece, troviamo strumenti per la progettazione delle lezioni, la creazione di attività, le verifiche, le liste di esercizi e la valutazione.

Questo rende ancora più interessante chiedersi, davanti a ogni funzione:

Chi dovrebbe usarla?

Per fare che cosa?

Con quale livello di autonomia?

E soprattutto: quale parte del processo di apprendimento deve rimanere nelle mani dello studente?

Il problema non è quanto è potente lo strumento

Quando presentiamo strumenti di Intelligenza Artificiale per la scuola rischiamo facilmente di lasciarci impressionare dal numero di funzioni disponibili.

Ma la domanda didattica non dovrebbe essere:

“Che cosa può fare questo strumento?”

Dovremmo piuttosto chiederci:

“Che cosa voglio che impari lo studente e in che modo questo strumento può aiutarlo?”

Nel caso della scrittura, per esempio, l'obiettivo potrebbe essere imparare a costruire un testo, scegliere le informazioni, organizzare le idee, argomentare, revisionare e migliorare ciò che si è scritto.

Se l'IA fa troppo di questo lavoro, rischiamo di ottenere un prodotto migliore senza aver necessariamente migliorato l'apprendimento.

La mia valutazione della Guida alla scrittura

Per questo, nel videotutorial non mi limito a mostrare la funzione.

La provo e condivido anche la mia impressione: la trovo interessante, ma non la considero particolarmente immediata per gli alunni più piccoli.

La struttura mi sembra più adatta a un docente che voglia progettare un'attività di scrittura o predisporre un percorso strutturato.

Per gli studenti, soprattutto quelli che hanno ancora bisogno di essere guidati nella scrittura, preferirei strumenti più semplici e progressivi, che sostengano il processo senza aggiungere un'ulteriore complessità.

Non è quindi una questione di “strumento utile” o “strumento inutile”.

È una questione di adeguatezza rispetto al destinatario e all'obiettivo didattico.

Il videotutorial

Nel terzo video della serie mostro la Guida alla scrittura di Teachy e ne analizzo il funzionamento dal punto di vista di chi la vuole utilizzare a scuola.


Ma soprattutto provo a rispondere a una domanda che, secondo me, dovremmo porci ogni volta che introduciamo una nuova applicazione di IA:

questa funzione aiuta davvero lo studente a imparare oppure è uno strumento che può essere più utile al docente per preparare il lavoro?

È una distinzione tutt'altro che secondaria.

Perché usare bene l'Intelligenza Artificiale a scuola non significa mettere nelle mani degli studenti il maggior numero possibile di strumenti.

Significa scegliere quelli più adatti al momento, all'età, all'obiettivo e al livello di autonomia dello studente.

Ed è proprio questo, a mio avviso, uno degli aspetti più importanti dell'educazione all'uso consapevole dell'IA.

giovedì 1 ottobre 2026

Teachy per studenti: mappe mentali, piano di studio ed esercizi personalizzati con l’IA

Dopo aver visto nel primo videotutorial come accedere a Teachy per studenti, utilizzare i crediti e creare una prima presentazione, in questo secondo appuntamento entriamo nel vivo di alcune funzioni pensate per accompagnare gli alunni nello studio e nella pratica.

L’obiettivo non è semplicemente chiedere all’Intelligenza Artificiale di fornire una risposta, ma utilizzarla per organizzare lo studio, comprendere i contenuti, esercitarsi e verificare ciò che si è imparato.

Una mappa mentale per organizzare le conoscenze

Una delle possibilità che mostro nel videotutorial è la creazione di mappe mentali.

Una mappa può aiutare lo studente a partire da un argomento e a visualizzare i concetti principali e le loro relazioni.

È particolarmente interessante la possibilità di ottenere anche una rappresentazione visiva, che può rendere più immediata la lettura e il ripasso.

Naturalmente, anche in questo caso è importante non considerare la mappa generata dall’IA come un prodotto automaticamente corretto e definitivo.

Può essere invece un punto di partenza da controllare, modificare e integrare, confrontandolo con il libro di testo, gli appunti e le indicazioni del docente.

Un piano di studio costruito sull’argomento

Un’altra funzione che trovo particolarmente interessante è quella dedicata alla pianificazione dello studio.

Partendo da un determinato argomento, Teachy può organizzare un percorso indicando:

  • cosa studiare;

  • in quali tempi distribuire il lavoro;

  • quali materiali utilizzare;

  • quali esercizi svolgere.

In questo modo l’IA non viene utilizzata soltanto per generare un contenuto, ma può diventare uno strumento per organizzare il lavoro dello studente.

È un aspetto importante soprattutto quando un ragazzo deve affrontare un argomento ampio e non sa bene da dove cominciare: avere una sequenza di attività può aiutarlo a trasformare un obiettivo generico, come “devo studiare questo capitolo”, in una serie di passi più concreti.

Anche qui, però, il piano proposto dall’IA non dovrebbe essere considerato una prescrizione. È il docente, insieme allo studente, a poter valutare se tempi, materiali e attività sono realmente adeguati.

Dalla spiegazione alla pratica

La terza funzione che mostro nel video riguarda gli esercizi di pratica.

Lo studente può partire dalla spiegazione di un argomento e arrivare successivamente alle domande utili per verificare la propria preparazione.

Questo permette di costruire un piccolo percorso:

spiegazione → comprensione → esercizio → verifica

E qui emerge un'altra possibilità interessante: adattare la difficoltà.

Se il testo è troppo complesso, è possibile chiedere di semplificarlo. Se invece le domande risultano troppo facili, si può aumentare il livello di difficoltà e utilizzare l’esercizio per mettersi realmente alla prova.

Personalizzare senza fare tutto al posto dello studente

Questa possibilità di modificare il livello dei materiali è particolarmente interessante dal punto di vista didattico.

Non tutti gli studenti affrontano un argomento nello stesso modo e con gli stessi tempi. Uno studente può avere bisogno di una spiegazione più semplice per comprendere i concetti fondamentali; un altro può aver già acquisito le conoscenze di base e aver bisogno di domande più impegnative.

L’IA può quindi offrire materiali differenziati e ulteriori occasioni di esercizio, ma questo non significa che debba sostituire la progettazione didattica del docente.

La personalizzazione, infatti, non consiste semplicemente nel rendere un testo “più facile”: significa individuare ciò di cui quello specifico studente ha bisogno per poter procedere nell’apprendimento.

Il ruolo dello studente rimane centrale

È forse questo l'aspetto più importante che emerge da questi esempi.

Utilizzare l’IA per studiare non dovrebbe significare:

“Dammi la risposta e io la copio.”

Può invece significare:

  • aiutami a organizzare l’argomento;

  • mostrami i concetti principali;

  • spiegami ciò che non ho capito;

  • fammi esercitare;

  • proponimi domande più difficili;

  • aiutami a capire che cosa devo ancora studiare.

In questa prospettiva, l’IA diventa uno strumento di supporto al processo di apprendimento, non un sostituto dello studio.

Il videotutorial

Nel video mostro direttamente queste funzioni attraverso alcuni esempi pratici, così da vedere concretamente come Teachy può essere utilizzato da uno studente per organizzare e affrontare lo studio di un argomento.



Vedremo quindi:

  • la realizzazione di una mappa mentale, anche visiva;

  • la costruzione di un piano di studio con tempi, materiali ed esercizi;

  • la creazione di esercizi di pratica a partire dalla spiegazione di un argomento;

  • la semplificazione dei testi;

  • la possibilità di ottenere domande più difficili per aumentare il livello della sfida.

L’area studenti di Teachy comprende diverse risorse per lo studio, tra cui materiali, mappe mentali, quiz ed esercizi.

Una possibilità interessante, ma con attenzione

Come per qualsiasi strumento basato sull’Intelligenza Artificiale, anche questi contenuti devono essere utilizzati con spirito critico.

Una mappa, una spiegazione, un esercizio o un piano di studio generati dall’IA possono contenere errori o non essere perfettamente adatti alle esigenze dello studente.

Per questo è importante educare gli alunni non soltanto a usare l’IA, ma anche a controllare ciò che produce, modificarlo e valutarlo.

Ed è proprio qui che l’uso didattico dell’IA diventa interessante: non quando fa il lavoro al posto dello studente, ma quando può aiutarlo a imparare a studiare meglio.

mercoledì 30 settembre 2026

Teachy per gli studenti: primi passi e creazione di una presentazione con l’AI

Dopo aver esplorato Teachy dal punto di vista del docente, inizia una nuova serie di tutorial dedicata al lato studente della piattaforma.

Teachy: https://teachy.ai/it/student

Teachy propone infatti agli studenti diversi strumenti basati sull'Intelligenza Artificiale per supportare lo studio: tutor AI, flashcard, quiz, mappe mentali, riassunti e presentazioni sono alcune delle possibilità disponibili.

In questo primo tutorial facciamo una prima conoscenza dell'ambiente e proviamo concretamente uno degli strumenti disponibili.

L'accesso dello studente: un aspetto da considerare

Prima ancora di utilizzare gli strumenti, c'è però un aspetto che il docente deve conoscere.

Per entrare in una classe Teachy, lo studente deve disporre di un account Teachy. Il docente può condividere con gli studenti un link o un codice della classe; lo studente deve quindi effettuare la registrazione e successivamente utilizzare il codice per unirsi alla classe.

Questo passaggio può essere molto semplice dal punto di vista tecnico, ma a scuola non possiamo considerarlo soltanto un dettaglio operativo.

L'utilizzo di account personali da parte degli studenti richiede infatti di verificare le procedure adottate dal proprio istituto, le eventuali limitazioni degli account scolastici, le autorizzazioni necessarie e gli aspetti relativi alla protezione dei dati.

In particolare, prima di proporre la piattaforma agli alunni è opportuno confrontarsi con le indicazioni della scuola e verificare le condizioni del servizio e la relativa documentazione sulla privacy.

Come il docente invita gli studenti

Dal lato docente, l'ingresso nella classe può avvenire attraverso un link o un codice.

Il docente può condividere il codice con gli studenti, che lo utilizzeranno dopo aver completato la registrazione. La documentazione di Teachy indica anche la possibilità di aggiungere manualmente gli studenti alla classe.

Questo meccanismo permette quindi di creare un ambiente nel quale il docente può mettere a disposizione degli studenti attività e materiali.

Il sistema dei crediti

Un elemento che incontriamo subito utilizzando Teachy è il sistema dei crediti.

Nella versione gratuita gli studenti possono disporre di crediti che vengono utilizzati per le diverse funzioni della piattaforma. Teachy propone inoltre un piano Premium con crediti illimitati.

Per questo motivo, quando presentiamo la piattaforma agli studenti, è utile spiegare anche che cosa comporta l'utilizzo dei crediti e quali strumenti possono consumarli.

È un aspetto che può diventare parte della stessa alfabetizzazione digitale: utilizzare uno strumento di AI significa anche comprenderne limiti, risorse disponibili e condizioni d'uso.

Creare una presentazione con Teachy

Dopo questa prima esplorazione passiamo alla parte più interessante del tutorial: proviamo a utilizzare l'AI per creare una presentazione.

Per l'esempio scegliamo un argomento di scienze:

aria e atmosfera.

Partiamo quindi dall'argomento e lasciamo che Teachy elabori una proposta di presentazione.

La piattaforma include infatti tra i propri strumenti la possibilità di creare slide e altri materiali di studio a partire da ciò che lo studente sta imparando.

Il risultato può rappresentare un punto di partenza per lo studio, ma anche un'occasione per riflettere su un aspetto fondamentale dell'utilizzo dell'AI: una presentazione generata non è automaticamente una presentazione corretta o completa.

Una presentazione generata dall'AI non è il punto di arrivo

Questo è un messaggio che vale la pena sottolineare soprattutto quando lo strumento viene utilizzato dagli studenti.

L'AI può aiutarci a produrre una prima struttura, ma lo studente deve ancora:

  • leggere ciò che è stato prodotto;

  • controllare le informazioni;

  • individuare eventuali errori;

  • verificare se mancano elementi importanti;

  • modificare i contenuti;

  • scegliere che cosa mantenere;

  • rielaborare il materiale.

In altre parole, la presentazione generata da Teachy può diventare materiale da studiare e da revisionare, non semplicemente un prodotto da consegnare.

Un possibile utilizzo didattico

La funzione delle slide potrebbe essere utilizzata anche in un'attività nella quale il docente chiede agli studenti di valutare il risultato prodotto dall'AI.

Per esempio, dopo aver generato una presentazione sull'aria e sull'atmosfera, gli studenti potrebbero lavorare in coppia per individuare:

Che cosa è corretto?

Che cosa manca?

C'è qualche informazione da verificare?

Come possiamo rendere le slide più chiare?

In questo modo l'utilizzo di Teachy non si riduce alla produzione automatica di una presentazione, ma diventa un'occasione per sviluppare competenze di valutazione, revisione e uso consapevole dell'AI.

Teachy dal punto di vista dello studente

Questo primo tutorial è quindi soprattutto una prima esplorazione.

Nei prossimi video possiamo entrare più nel dettaglio dei diversi strumenti disponibili per gli studenti e vedere come possono essere utilizzati per studiare, esercitarsi e creare materiali.

La piattaforma propone infatti un ambiente piuttosto articolato, con strumenti che comprendono, oltre alle slide, flashcard, tutor AI, quiz, esami simulati, mappe mentali e altri materiali di studio.

Sarà interessante quindi vedere non soltanto che cosa sa fare Teachy, ma soprattutto come utilizzare questi strumenti in modo didatticamente significativo.

Il videotutorial

Nel primo tutorial della serie dedicata al lato studente di Teachy vediamo come accedere alla piattaforma, come funziona il sistema dei crediti, come il docente può invitare gli studenti nella propria classe e come utilizzare lo strumento per creare una presentazione.

Per la nostra prova scegliamo aria e atmosfera e sperimentiamo la generazione automatica delle slide.



Un primo passo per capire non solo quali possibilità offre Teachy agli studenti, ma anche quali questioni dobbiamo considerare prima di portare uno strumento di questo tipo in classe.

👉 Teachy: teachy.ai