Dopo aver sperimentato CorreggiVerifiche con diverse tipologie di elaborati, in questo tutorial provo a utilizzare lo strumento in una nuova materia: Storia.
La verifica è composta da domande a risposta aperta, quindi non si tratta semplicemente di controllare la presenza di una risposta esatta, ma di valutare il contenuto delle risposte elaborate dagli studenti.
Anche questo tipo di prova permette quindi di osservare come si comporta lo strumento nella correzione di testi prodotti dagli alunni.
Una correzione precisa
Il risultato della correzione è complessivamente preciso e coerente con le risposte fornite dagli studenti.
Le risposte vengono analizzate in relazione ai criteri della prova e non emergono particolari problemi nella valutazione del contenuto storico.
È una sperimentazione interessante perché permette di verificare il comportamento di CorreggiVerifiche anche al di fuori degli esempi già proposti nei tutorial precedenti.
Ma c'erano anche indicazioni date a voce
Durante lo svolgimento della verifica avevo fornito agli studenti alcune indicazioni aggiuntive a voce, spiegandole direttamente in classe.
Questo è un particolare che l'AI non può naturalmente conoscere.
Le indicazioni non erano infatti contenute nel testo della verifica che ho sottoposto allo strumento.
Di conseguenza CorreggiVerifiche ha potuto valutare le risposte sulla base delle informazioni presenti nell'elaborato, ma non poteva considerare ciò che era stato spiegato oralmente agli studenti.
È un limite importante da ricordare quando si utilizza l'AI per la correzione.
L'AI conosce ciò che le forniamo
Questo esempio rende molto evidente un principio semplice ma fondamentale:
l'AI può analizzare le informazioni che riceve, ma non può ricostruire automaticamente tutto il contesto didattico nel quale una prova è stata svolta.
Il docente, invece, conosce quel contesto.
Sa quali spiegazioni sono state date, quali consegne sono state chiarite oralmente, quali difficoltà sono emerse durante il lavoro e quali aspetti erano realmente oggetto della valutazione.
Per questo anche una correzione apparentemente precisa deve essere sempre letta alla luce della situazione didattica reale.
Quando non ci sono materiali di recupero da creare
C'è poi un altro aspetto interessante di questa prova.
La correzione non evidenzia errori importanti nei contenuti. Vengono rilevate alcune imprecisioni ortografiche, ma l'ortografia non era tra gli obiettivi della prova e quindi non rappresentava un elemento significativo per la valutazione che avevo richiesto.
Di conseguenza non emergono difficoltà tali da giustificare la produzione di ulteriori materiali di recupero.
Anche questo, a mio avviso, è un risultato da mostrare.
Quando utilizziamo strumenti di Intelligenza Artificiale per l'analisi delle verifiche, non dobbiamo aspettarci necessariamente che venga prodotto qualcosa a tutti i costi.
Se dalle correzioni non emergono difficoltà rilevanti, può semplicemente non esserci un intervento di recupero da progettare sulla base di quei dati.
Un'altra tessera del percorso
Questa nuova sperimentazione aggiunge quindi un altro elemento alla serie.
Abbiamo visto CorreggiVerifiche alle prese con:
elaborati scritti a mano;
testi digitalizzati;
rubriche di valutazione personalizzate;
report sull'andamento della classe e dei singoli studenti;
creazione di verifiche e materiali per il recupero.
Ora abbiamo aggiunto anche una prova di Storia con domande a risposta aperta.
E il risultato più interessante non è soltanto che la correzione funziona bene, ma che l'esperienza mette in evidenza ancora una volta il ruolo del docente.
L'AI può analizzare l'elaborato e fornire una proposta di correzione, ma il docente conosce il contesto, gli obiettivi della prova e le indicazioni date agli studenti.
È questo il motivo per cui considero questi strumenti un supporto al lavoro dell'insegnante e non un sostituto del suo giudizio professionale.