Non dovrebbe essere una sorpresa, perchè Google non è nuovo a cose del genere: purtroppo dal 13 ottobre ci sarà lo stop alla creazione/modifica dei vecchi Gem e il 17 novembre 2026 come ritiro/chiusura definitiva.
I vecchi Gem verranno migrati/convertiti in Spark Skills. Le Skills nascono come motore operativo dentro Gemini Spark, ma la gestione delle personalizzazioni di base dell'assistente non viene bloccata a pagamento per tutti (le funzioni core di personalizzazione restano fruibili o migrate, mentre l'esecuzione autonoma 24/7 di tipo Spark resta legata ai tier superiori). E il costo è davvero ESORBITANTE!!!
L'alternativa è esportare i prompt delle Gem e incollarli ogni volta in AI Studio. Davvero laborioso e stressante. Oppure ricorrere alle skill di AI concorrenti, come ChatGPT o Claude. Vedremo
Martedì 22 settembre 2026 dalle 17.00 alle 18.00 si terrà un webinar, organizzato da C2 Group, dedicato alle soluzione Apple.
La scuola riparte: sul banco o nello zaino abbiamo un iPad o un Mac? Siamo già pronti per ampliare le potenzialità della nostra didattica rendendola ancor più accessibile e aperta ai nuovi media e ai nuovi linguaggi dell’intelligenza artificiale. Viviamo insieme un’attività didattica rispettosa dei nuovi standard europei di accessibilità, privacy e sicurezza. Approfondiamo insieme le capacità native nelle tecnologie Apple, pronte all’uso e attente alle realtà delle scuole italiane
Visitare un sito archeologico o un luogo storico senza spostarsi dalla classe? Con i tour virtuali è possibile trasformare questa esperienza in un'attività didattica coinvolgente.
In questo articolo vi presento Yorescape, una piattaforma che permette di esplorare virtualmente luoghi e siti di interesse storico e archeologico attraverso ambienti tridimensionali e ricostruzioni digitali.
Yorescape permette di immergersi nella ricostruzione virtuale di alcuni importanti luoghi del patrimonio culturale, esplorandoli attraverso una navigazione in 3D.
L'aspetto particolarmente interessante è la possibilità di osservare i luoghi e, dove disponibile, confrontare la realtà attuale con la ricostruzione del loro aspetto nel passato.
Non ci limitiamo quindi a guardare una fotografia o una scheda: possiamo entrare virtualmente nello spazio, osservare l'ambiente da diversi punti di vista e costruire una rappresentazione più concreta del luogo che stiamo studiando.
Perché può essere interessante per la didattica?
L'utilizzo di un tour virtuale può aiutare a rendere più facilmente comprensibili alcuni contenuti che, attraverso il solo libro di testo, possono risultare astratti.
Pensiamo, ad esempio, allo studio di una civiltà antica: poter esplorare virtualmente un edificio, osservare gli spazi, la loro disposizione e i dettagli architettonici può offrire agli studenti un'esperienza molto diversa dalla semplice osservazione di un'immagine.
Yorescape può quindi essere utilizzato come punto di partenza per osservare, fare domande, formulare ipotesi e approfondire.
Alcune idee per utilizzarlo in classe
Un tour virtuale può essere inserito in diversi momenti del percorso didattico.
Prima dello studio di un argomento, possiamo utilizzare l'esplorazione come attività introduttiva e chiedere agli alunni di osservare ciò che vedono e formulare ipotesi.
Durante lo studio, il tour può diventare uno strumento per approfondire ciò che è stato affrontato attraverso il libro o altri materiali.
Al termine dell'attività, possiamo invece chiedere agli studenti di descrivere il luogo, individuare gli elementi più significativi oppure confrontare ciò che hanno osservato con le informazioni studiate.
Si possono proporre domande come:
Che cosa osservi?
Quali elementi ti fanno capire a quale epoca appartiene il luogo?
Quale funzione potevano avere questi spazi?
Che cosa è cambiato rispetto a oggi?
Quali informazioni vorresti approfondire?
In questo modo la visita virtuale non rimane una semplice esperienza “immersiva”, ma diventa un'attività di osservazione e interpretazione.
Storia, arte e patrimonio culturale
Le possibilità di utilizzo non riguardano soltanto la storia.
Yorescape può essere uno spunto anche per attività di arte e immagine, per osservare architetture e opere, oppure per percorsi dedicati alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio culturale.
Può inoltre essere interessante proporre agli studenti una sorta di visita guidata virtuale, chiedendo loro di scegliere alcuni elementi del tour e prepararne una breve presentazione per i compagni.
La tecnologia diventa così uno strumento per sviluppare non soltanto conoscenze, ma anche capacità di osservazione, descrizione, ricerca e comunicazione.
Un'esperienza da vivere insieme
Un altro aspetto interessante dei tour virtuali è che non è necessario che ogni studente esplori autonomamente il luogo.
Il docente può proiettare il tour alla LIM o sulla lavagna digitale e guidare l'esplorazione insieme alla classe, fermandosi nei punti più significativi e trasformando la navigazione in una vera e propria visita guidata virtuale.
🎥 Nel videotutorial ti presento Yorescape e ti mostro le sue principali caratteristiche e possibilità.
Se vuoi portare nella tua classe una modalità diversa per esplorare luoghi storici, siti archeologici e patrimonio culturale, Yorescape è sicuramente uno strumento interessante da conoscere e sperimentare.
giovedì 17 settembre 2026
Quando utilizziamo Gemini Notebook per creare materiali didattici, può essere molto utile poter intervenire successivamente sui contenuti generati, modificandoli e personalizzandoli secondo le nostre esigenze.
Ma come possiamo ottenere degli output editabili?
In questo breve videotutorial mostro un semplice accorgimento che permette di ottenere da Gemini Notebook un risultato che possiamo modificare e adattare, invece di limitarci a utilizzare l'output così come viene generato.
Perché è utile per i docenti?
La possibilità di modificare l'output è particolarmente importante quando utilizziamo l'intelligenza artificiale per preparare materiali per la scuola.
Un contenuto generato dall'AI raramente è già perfetto per la nostra classe: possiamo avere la necessità di:
modificare testi e consegne;
adattare il livello di difficoltà;
aggiungere o eliminare informazioni;
personalizzare il materiale per una specifica classe;
inserire esempi o attività proprie;
modificare la struttura del documento.
L'AI ci offre quindi una base di lavoro, mentre resta al docente il compito di verificare, correggere e personalizzare il materiale.
🎥 Nel videotutorial ti mostro passo passo come ottenere output editabili da Gemini Notebook.
Un piccolo accorgimento che può rendere molto più pratico l'utilizzo di Gemini Notebook per la progettazione di materiali didattici.
Come possiamo rendere più coinvolgente e interattivo un video di YouTube senza doverlo ricreare?
In questo videotutorial ti presento Timelinely, uno strumento che permette di aggiungere a un video YouTube testi, immagini, GIF, video, link e altri contenuti interattivi, collegandoli a specifici momenti della sua timeline.
🎯 La caratteristica che trovo particolarmente interessante per la scuola?
La possibilità di iniziare a creare senza dover necessariamente avere un account.
Questo apre una possibilità interessante per il lavoro con gli alunni: il docente può far realizzare agli studenti le annotazioni e gli elementi da inserire nel video, sotto la sua supervisione, e occuparsi poi del salvataggio e della pubblicazione utilizzando un account appropriato.
In questo modo possiamo coinvolgere anche gli alunni nella costruzione di un video interattivo, senza chiedere a ciascuno di creare un proprio account.
💡 Timelinely può essere utilizzato, ad esempio, per:
aggiungere spiegazioni e approfondimenti a un video;
inserire immagini o link in corrispondenza di specifici momenti;
evidenziare informazioni importanti;
creare percorsi di approfondimento;
proporre attività di osservazione e analisi;
trasformare un video in una risorsa didattica più ricca e personalizzata;
far lavorare gli alunni sulla rielaborazione e annotazione di un contenuto video.
🎥 Nel tutorial ti mostro come funziona Timelinely, quali elementi è possibile aggiungere e come può essere utilizzato nella didattica.
Un'interessante possibilità per passare dal semplice “guardare un video” al “lavorare dentro un video”.
Le mappe geografiche sono uno strumento prezioso per aiutare gli alunni a leggere, organizzare e interpretare le informazioni. Ma cosa succede quando, invece di utilizzare una mappa già pronta, possiamo crearne una personalizzata a partire dai nostri dati?
È questa la possibilità offerta da Go-Cart.io, uno strumento gratuito e open source che permette di creare mappe interattive e visualizzazioni cartografiche basate sui dati.
Che cos'è Go-Cart.io?
Go-Cart.io permette di trasformare dati e informazioni geografiche in rappresentazioni visive attraverso mappe personalizzabili.
È possibile lavorare con dati propri, anche importandoli da file CSV o Excel, e scegliere come rappresentarli sulla carta.
Questo rende lo strumento interessante non soltanto per chi deve realizzare una mappa, ma soprattutto per chi vuole far emergere visivamente relazioni, distribuzioni e differenze tra dati geografici.
Le possibilità didattiche
L'aspetto che trovo più interessante di Go-Cart.io è proprio la sua applicazione nella didattica.
Una mappa non deve essere necessariamente il prodotto finale di un'attività: può diventare anche uno strumento per ragionare sui dati.
In geografia, ad esempio, possiamo rappresentare la distribuzione della popolazione, le caratteristiche dei territori, le risorse naturali o altri fenomeni geografici.
Ma le possibilità non si fermano alla geografia.
Go-Cart può offrire spunti anche per:
storia, rappresentando eventi, territori e fenomeni attraverso la dimensione geografica;
educazione civica, visualizzando dati relativi a popolazione, ambiente, servizi o territorio;
matematica, lavorando sulla lettura e rappresentazione di dati statistici;
scienze, per rappresentare fenomeni legati al territorio e all'ambiente;
attività interdisciplinari, nelle quali dati, territorio e informazioni vengono messi in relazione.
Dalla tabella alla mappa
Una delle attività che possiamo proporre agli alunni consiste proprio nel partire da una tabella di dati.
Possiamo, per esempio, fornire un insieme di dati relativi a diverse regioni o Paesi e chiedere agli studenti di trasformarli in una rappresentazione cartografica.
Il passaggio dalla tabella alla mappa permette di lavorare su una competenza importante: interpretare i dati e scegliere come rappresentarli.
Non si tratta quindi soltanto di imparare a utilizzare uno strumento digitale, ma di riflettere su domande come:
Che cosa voglio mostrare? Quale rappresentazione rende più comprensibile il dato? Che cosa posso capire dalla mappa che non era immediatamente evidente nella tabella?
Sono domande che trasformano la costruzione della mappa in una vera attività di analisi.
Un laboratorio possibile
Go-Cart.io può quindi essere inserito facilmente in un'attività laboratoriale.
Possiamo partire da un dataset fornito dal docente oppure costruito dagli stessi alunni. Dopo aver importato i dati, gli studenti possono sperimentare diverse modalità di visualizzazione e confrontare i risultati.
Alla fine possiamo chiedere loro di spiegare:
quali dati hanno scelto di rappresentare;
perché hanno scelto quella modalità di visualizzazione;
quali informazioni emergono dalla mappa;
quali conclusioni possono trarre dall'analisi.
In questo modo la tecnologia diventa un mezzo per sviluppare competenze di lettura, analisi e comunicazione dei dati.
Nel videotutorial
Nel mio videotutorial presento le principali caratteristiche e funzionalità di Go-Cart.io, mostrando come funziona lo strumento e quali possono essere le sue applicazioni in ambito didattico.
🎥 Guarda il tutorial su YouTube:
https://youtu.be/U62VA969MAM
Se cerchi uno strumento per portare nella didattica mappe, dati e visualizzazione interattiva, Go-Cart.io è sicuramente interessante da sperimentare.
Avete mai pensato di partire da un testo scritto dagli alunni per esplorare immagini, oggetti e opere d’arte collegati al suo contenuto?
È proprio l'idea alla base di Curaturae, uno strumento particolarmente interessante per la didattica perché permette di creare connessioni tra parole e immagini, utilizzando opere e oggetti provenienti da collezioni culturali.
Come funziona Curaturae?
Il funzionamento è molto semplice: si inserisce un testo e lo strumento individua immagini semanticamente collegate a ciò che è stato scritto.
Il risultato può essere sorprendente: a partire dalle parole contenute nel testo possono emergere opere d'arte, oggetti e immagini che permettono di ampliare il tema iniziale e di osservare il contenuto da nuovi punti di vista.
Non si tratta quindi semplicemente di cercare un'immagine da aggiungere a un testo, ma di scoprire nuove associazioni tra ciò che abbiamo scritto e il patrimonio culturale.
Perché può essere utile a scuola?
Curaturae può diventare un interessante punto di partenza per diverse attività didattiche.
Ad esempio, possiamo proporre agli alunni di:
scrivere un breve testo e osservare quali immagini vengono associate alle loro parole;
scegliere un'opera tra quelle proposte e spiegare il collegamento con il testo;
confrontare le immagini individuate dallo strumento con quelle che avrebbero scelto personalmente;
partire da un'opera d'arte per inventare una storia;
arricchire un testo descrittivo attraverso l'osservazione di oggetti e opere;
lavorare sui collegamenti tra arte, storia, italiano e patrimonio culturale.
Può essere particolarmente interessante anche per attività di scrittura creativa: un'immagine inattesa può diventare lo spunto per aggiungere un personaggio, modificare una storia o immaginare un contesto completamente nuovo.
Un'attività semplice da sperimentare
Un'attività che possiamo proporre è molto semplice.
Chiediamo agli alunni di scrivere un breve testo, ad esempio la descrizione di un luogo, di un personaggio o di una situazione.
Inseriamo il testo in Curaturae e osserviamo le immagini che vengono associate.
A questo punto possiamo chiedere:
Quale immagine ti sembra più collegata al tuo testo? Perché?
E ancora:
Quale collegamento ha trovato lo strumento che tu non avevi considerato?
In questo modo lo strumento non diventa semplicemente un mezzo per trovare immagini, ma uno stimolo per riflettere sulle parole utilizzate, sui significati e sulle associazioni che un testo può generare.
Un nuovo modo di esplorare il patrimonio culturale
Uno degli aspetti che trovo più interessanti di Curaturae è proprio la possibilità di incontrare opere e oggetti culturali partendo da un testo, anziché iniziare necessariamente dall'opera stessa.
È un cambio di prospettiva piccolo, ma didatticamente interessante: una parola, una frase o un'idea possono diventare il punto di partenza per una nuova esplorazione visiva.
🎥 Nel videotutorial ti mostro come funziona Curaturae e come utilizzarlo passo passo.
Se lavori con immagini, arte e patrimonio culturale, Curaturae è sicuramente uno strumento da provare: potrebbe offrirti qualche idea interessante per costruire attività nuove e, soprattutto, per aiutare gli alunni a scoprire connessioni che non avevano ancora immaginato.