Negli ultimi mesi, una delle domande che ricevo più spesso è:
“Come facciamo a evitare che gli studenti usino l’AI per fare i compiti al posto loro?”
In questo videotutorial ti mostro un punto di vista diverso: 👉 non si tratta di bloccare l’intelligenza artificiale, ma di progettare attività che ne limitino l’uso passivo.
▶️ Guarda il videotutorial
In questo video vediamo:
perché vietare l’AI non è una soluzione efficace
cosa significa davvero progettare compiti “AI-resistant”
come può aiutarci uno strumento come MagicSchool.ai
🎯 Il punto chiave: non è la tecnologia, è la didattica
L’AI oggi è ovunque. Gli studenti possono usarla per:
scrivere testi
rispondere a domande
completare esercizi
Il problema non è lo strumento in sé, ma l’uso passivo: quando sostituisce completamente il pensiero.
👉 Per questo ha più senso cambiare le consegne, non combattere la tecnologia.
💡 Cosa rende un compito “resistente all’AI”?
Nel video lo spiego chiaramente: un buon compito “AI-proof” non è impossibile da fare con l’AI, ma è difficile da delegare completamente.
Funziona quando richiede:
riflessione personale
collegamenti con esperienze reali
spiegazione del processo
In pratica, quando lo studente deve metterci del suo.
🛠️ Un supporto concreto: MagicSchool.ai
Nel videotutorial ti mostro anche una funzione molto interessante di MagicSchool.ai.
È uno dei pochi strumenti che propone: 👉 un generatore di attività pensate per essere “AI-resistant”
Può aiutarti a:
riformulare consegne
aggiungere vincoli significativi
progettare attività più efficaci
Attenzione però: non è una scorciatoia. 👉 È uno strumento che supporta la progettazione didattica, non la sostituisce.
📚 Un esempio concreto (dal video)
Partiamo da un classico:
❌ Compito tradizionale “Fai il riassunto della Rivoluzione francese.”
✔️ Facile da delegare all’AI.
✅ Compito riprogettato “Dopo aver studiato la Rivoluzione francese:
collega un evento a una situazione attuale
spiega perché hai scelto questo collegamento
descrivi una difficoltà che hai incontrato nello studio”
👉 In questo caso, l’AI può aiutare… ma non basta.
⚖️ AI a scuola: cambiare prospettiva
Nel video insisto molto su questo punto: l’AI non è solo un problema da gestire, ma una realtà con cui fare i conti.
Possiamo:
subirla
vietarla (con scarsi risultati)
oppure integrarla in modo intelligente
✨ In conclusione
Progettare compiti “AI-proof” significa fare un passo avanti nella didattica:
meno esercizi ripetitivi
più attività significative
più spazio al pensiero degli studenti
E sì, strumenti come MagicSchool.ai possono darci una mano. Ma la vera differenza la fa sempre il docente.
Le opportunità sono tantissime ma le sfide che la tecnologia ci mette davanti sono veramente impegnative.
Per questo il team di AskLea ha pensato di creare un webinar per genitori in cui interverranno Michele Storti (Psicoterapeuta e Resp. Educazione di askLea) e Federica Marchesini (Pedagogista, formatrice, parte del team Education di askLea).
mercoledì 29 Aprile alle alle 18.15 in diretta su Google Meet
Di cosa si parlerà?
- Strumenti AI: quali usano i tuoi figli, di cosa ci parlano
- L'impatto sulle emozioni e sull'apprendimento: le cose da sapere
- Strumenti, risorse per dialogare e gestire l'uso dell'intelligenza artificiale in famiglia, soprattutto durante i compiti
Questo webinar è perfetto se:
✔️Sei un genitore di figli tra i 10 e i 16 anni
✔️Conosci gli strumenti AI da utente e magari li utilizzi con i tuoi figli per i compiti, ma vuoi acquisire maggiore consapevolezza e capire come funzionano davvero "dietro le quinte"
✔️Sei preoccupato rispetto alle conseguenze negative che un uso improprio degli strumenti come ChatGPT può generare nei ragazzi
✔️Se tuo figlio ha già un cellulare, ti chiedi quali chatbot utilizza e cosa si dicono
✔️Vivete il momento dei compiti con stress e vorreste essere supportati da strumenti adeguati e personalizzati per il percorso scolastico individuale
Se ti ritrovi in almeno uno di questi punti, iscriviti al webinar gratuito di mercoledì cliccando qui sotto.
Negli ultimi anni, gli strumenti di sintesi vocale sono diventati sempre più diffusi nella didattica, offrendo soluzioni diverse a seconda delle esigenze.
Ma quale scegliere tra ScreenApp, Voicertool e Speechma?
La risposta dipende soprattutto dall’uso che se ne vuole fare: creazione rapida di audio, gestione di contenuti multimediali o supporto quotidiano allo studio.
🎯 Tre strumenti, tre approcci diversi
🔹 ScreenApp
È lo strumento più completo: non si limita al text-to-speech ma integra registrazione video, trascrizione e conversione in voce.
👉 Ideale per chi lavora con videolezioni e contenuti complessi.
🔹 Voicertool
Offre un buon equilibrio tra funzionalità e semplicità. Permette di creare audio in modo rapido, con una qualità generalmente buona.
👉 Adatto a docenti che vogliono creare materiali audio in modo efficiente.
🔹 Speechma
Punta tutto sulla semplicità: pochi passaggi e risultato immediato.
👉 Perfetto per un uso quotidiano, veloce e senza complicazioni.
📚 Quale scegliere nella didattica?
Per lezioni multimediali e flipped classroom → ScreenApp
Per creare audio di qualità in modo rapido → Voicertool
Per attività semplici e supporto allo studio → Speechma
💡 Una scelta consapevole
Non esiste uno strumento “migliore” in assoluto, ma quello più adatto al contesto.
Integrare anche solo uno di questi tool nella didattica può fare la differenza in termini di accessibilità, inclusione e varietà dei materiali.