lunedì 19 ottobre 2026

Google Sheets: la mappa ad albero e come personalizzarla

Continuiamo la serie dedicata ai fogli di calcolo per docenti con un tipo di grafico piuttosto particolare presente in Google Sheets: la mappa ad albero, chiamata anche Tree map.

Il nome può trarre un po' in inganno: non abbiamo davanti il classico diagramma ad albero formato da nodi e collegamenti. La mappa ad albero rappresenta invece una struttura gerarchica attraverso una serie di aree rettangolari, la cui dimensione è legata al valore dei dati rappresentati.

Google la indica infatti come uno strumento per visualizzare dati organizzati secondo una gerarchia elemento principale → elemento secondario.



Come funziona la mappa ad albero?

Per costruire questo tipo di grafico è necessario organizzare i dati in modo gerarchico: ogni elemento può avere un elemento “genitore” e un valore numerico associato.

La dimensione delle diverse aree permette quindi di confrontare visivamente i valori e di individuare rapidamente gli elementi che hanno un peso maggiore o minore all'interno della struttura.

È una modalità di rappresentazione abbastanza diversa dai più comuni grafici a colonne, a barre o a torta e proprio per questo può essere interessante da conoscere.

La personalizzazione del grafico

Una volta creata la mappa ad albero, possiamo intervenire sulle sue caratteristiche attraverso le opzioni di personalizzazione di Google Sheets.

Possiamo, tra le altre cose, modificare:

  • lo stile del grafico;

  • il colore dello sfondo;

  • il tipo e lo stile del carattere;

  • i colori delle aree;

  • le impostazioni relative alla visualizzazione dei valori;

  • il titolo del grafico.

Google mette a disposizione una sezione specifica per la personalizzazione della Tree map, nella quale è possibile intervenire anche sullo stile dei caratteri e sui valori minimo e massimo utilizzati per la rappresentazione.

Un grafico da conoscere, anche se non sempre immediato

La mappa ad albero non è probabilmente il grafico più intuitivo per chi inizia a lavorare con i fogli di calcolo.

Anche la sua interpretazione richiede un minimo di familiarità con questo tipo di visualizzazione. Per questo, prima di proporla agli alunni, è utile chiedersi se la struttura dei dati e l'obiettivo dell'attività la rendano davvero più efficace rispetto a una rappresentazione più semplice.

Può però essere interessante conoscerne il funzionamento e le possibilità, soprattutto quando abbiamo dati organizzati gerarchicamente e vogliamo rappresentare contemporaneamente struttura e dimensione dei valori.

Nel tutorial mostro quindi come creare una mappa ad albero in Google Sheets e come intervenire sulle principali impostazioni per adattarne l'aspetto alle nostre esigenze.

Anche in questo caso, l'obiettivo della serie non è utilizzare necessariamente tutti i tipi di grafico, ma conoscere le possibilità offerte da Google Sheets per scegliere di volta in volta la rappresentazione più adatta ai nostri dati.

sabato 17 ottobre 2026

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venerdì 16 ottobre 2026

Google Sheets: il grafico ad albero per mappe e organigrammi

Proseguiamo la serie di tutorial dedicata ai fogli di calcolo per docenti con un tipo di grafico un po' particolare: il grafico ad albero di Google Sheets.

A differenza dei grafici più comuni, pensati soprattutto per confrontare valori o visualizzare andamenti, il grafico ad albero permette di rappresentare relazioni gerarchiche e strutture organizzate su più livelli.

Può quindi essere utilizzato, per esempio, per costruire rappresentazioni simili a organigrammi o per visualizzare strutture nelle quali un elemento principale si suddivide in categorie e sottocategorie.


https://youtu.be/yBgswGcmLO4

Un grafico interessante, ma non immediato

Il grafico ad albero non è probabilmente tra quelli più semplici e intuitivi da utilizzare.

La costruzione della struttura richiede infatti di organizzare correttamente i dati nel foglio e di comprendere come Google Sheets interpreta le diverse relazioni tra gli elementi.

Per questo motivo, pur essendo uno strumento interessante da conoscere, non lo considererei necessariamente una prima scelta per un'attività da far realizzare direttamente agli alunni, soprattutto nelle classi in cui gli studenti hanno ancora poca esperienza con i fogli di calcolo.

Può invece essere utile per il docente quando la struttura dei dati si presta naturalmente a questo tipo di rappresentazione.

Le possibilità di personalizzazione

Una volta creato il grafico, possiamo intervenire su diverse impostazioni per modificarne l'aspetto e renderlo più adatto ai dati che stiamo rappresentando.

Nel tutorial mostro alcune delle principali personalizzazioni disponibili, così da capire non soltanto come creare il grafico, ma anche come adattarlo alle nostre esigenze.

Anche in questo caso, quindi, conoscere le impostazioni permette di andare oltre il grafico generato automaticamente e di scegliere una rappresentazione più funzionale allo scopo.

Quando può essere utile a scuola?

Il grafico ad albero può essere interessante soprattutto quando dobbiamo rappresentare una struttura gerarchica.

Pensiamo, per esempio, a:

  • organigrammi;

  • classificazioni;

  • strutture organizzative;

  • suddivisioni in categorie e sottocategorie;

  • alcune tipologie di mappe concettuali o classificatorie.

Non è però necessario utilizzare questo tipo di grafico ogni volta che abbiamo una struttura ramificata. La scelta dello strumento deve dipendere dal tipo di informazione che vogliamo comunicare e da chi dovrà leggerla.

Anche questo tutorial, quindi, fa parte dell'esplorazione delle possibilità offerte dai grafici di Google Sheets: conoscere anche gli strumenti meno immediati ci aiuta a scegliere consapevolmente quello più adatto alla situazione.

giovedì 15 ottobre 2026

Google Sheets: come creare e personalizzare un grafico su mappa

Continua la serie di tutorial dedicata ai fogli di calcolo per docenti con una funzione particolarmente interessante di Google Sheets: il grafico su mappa.

Questo tipo di grafico permette di trasformare dati associati a territori geografici in una rappresentazione immediatamente visiva, utile quando vogliamo mettere in relazione un'informazione con una determinata area del mondo.


https://youtu.be/L8firvdLguQ

Personalizzare la rappresentazione dei dati

Una volta creato il grafico, possiamo intervenire sulle modalità con cui i dati vengono visualizzati.

A seconda del tipo di informazione che vogliamo comunicare, possiamo scegliere una rappresentazione basata sulle aree colorate oppure utilizzare i cerchi, ottenendo una visualizzazione differente dei valori.

Possiamo inoltre modificare i colori utilizzati per rappresentare i dati e intervenire sullo sfondo della mappa, così da rendere il grafico più leggibile e coerente con l'utilizzo che ne vogliamo fare.

Definire un'area geografica di interesse

Tra le possibilità più interessanti c'è anche quella di limitare la visualizzazione a una determinata area geografica.

Possiamo, per esempio, concentrarci su un continente invece di visualizzare l'intero planisfero. Questa impostazione è particolarmente utile quando i dati riguardano un'area specifica e vogliamo evitare che la presenza di territori non interessati renda meno immediata la lettura del grafico.

È una funzione che può avere interessanti applicazioni anche nella didattica: dati demografici, economici, ambientali, geografici o relativi a fenomeni distribuiti sul territorio possono essere trasformati in una rappresentazione visiva facilmente interpretabile.

Un grafico che racconta i dati

Come per gli altri grafici di Google Sheets, anche nel caso delle mappe la personalizzazione non dovrebbe essere considerata soltanto una questione estetica.

La scelta della rappresentazione, dei colori e dell'area geografica visualizzata contribuisce a far comprendere meglio il dato.

Nel tutorial mostro quindi le principali impostazioni del grafico su mappa, dalla scelta della modalità di rappresentazione dei dati fino alla personalizzazione della mappa e alla definizione dell'area geografica di interesse.

mercoledì 14 ottobre 2026

Google Sheets: come personalizzare i grafici a torta e cambiare tipo di grafico

Continua la serie di tutorial dedicata ai fogli di calcolo per docenti, con un nuovo approfondimento sulla personalizzazione dei grafici in Google Sheets.

Dopo aver visto come creare e modificare diversi tipi di grafico, in questo tutorial ci concentriamo su alcune possibilità di personalizzazione che permettono di intervenire in modo più preciso sulla rappresentazione dei dati.



Cambiare il tipo di grafico

Una delle operazioni più utili è poter cambiare il tipo di grafico anche dopo averlo creato.

Google Sheets mette a disposizione numerose tipologie di rappresentazione: grafici a barre e colonne, linee, aree, grafici a torta, mappe, grafici a dispersione e molte altre.

Cambiare tipo di grafico può essere utile quando ci accorgiamo che la rappresentazione scelta inizialmente non comunica i dati nel modo più efficace.

Nel tutorial mostro proprio come effettuare questa modifica e come verificare il risultato direttamente sul nostro insieme di dati.

Personalizzare i colori

Un'altra possibilità è intervenire sui colori degli elementi del grafico.

A seconda del tipo di grafico possiamo modificare, per esempio, il colore delle barre o delle diverse serie di dati. Questo permette di rendere la rappresentazione più coerente con il contesto in cui verrà utilizzata e, soprattutto, più facilmente leggibile.

Nel tutorial vediamo concretamente dove trovare queste impostazioni e come utilizzarle.

Personalizzare un grafico a torta

Una parte del video è dedicata ai grafici a torta, particolarmente utili quando vogliamo rappresentare le diverse parti che compongono un insieme.

Possiamo intervenire sui singoli spicchi, modificandone il colore e, quando è utile mettere in evidenza una determinata parte, allontanare lo spicchio dal centro della torta.

È una personalizzazione semplice, ma può essere interessante quando vogliamo attirare l'attenzione su un dato particolare.

La visualizzazione 3D

Infine vediamo come trasformare il grafico a torta in una visualizzazione tridimensionale.

È una possibilità che può rendere il grafico visivamente più interessante, ma, come per tutte le scelte grafiche, vale la pena chiedersi prima quale sia il nostro obiettivo: una rappresentazione più decorativa non è necessariamente una rappresentazione più facile da leggere.

Per questo, anche nell'uso didattico, può essere utile sperimentare le diverse possibilità e confrontare il risultato prima di scegliere quella definitiva.

Perché conoscere queste possibilità?

Quando utilizziamo un foglio di calcolo a scuola, non è sufficiente sapere come creare automaticamente un grafico.

È altrettanto importante imparare a modificarlo e adattarlo ai dati che vogliamo comunicare.

Conoscere le diverse possibilità di personalizzazione permette infatti di passare dal grafico generato automaticamente a una rappresentazione costruita con maggiore consapevolezza.

Ed è proprio questo l'obiettivo di questa serie di tutorial: scoprire, passo dopo passo, come utilizzare i fogli di calcolo non soltanto per organizzare i dati, ma anche per rappresentarli e comunicarli in modo efficace.

martedì 13 ottobre 2026

Google Sheets: come perfezionare un grafico e migliorarne la leggibilità

Continua la serie di tutorial dedicati ai fogli di calcolo per docenti, con un secondo appuntamento dedicato alla personalizzazione dei grafici in Google Sheets.

Dopo aver visto come selezionare i dati e modificare gli elementi principali di un grafico, questa volta ci concentriamo su alcune impostazioni che possono sembrare secondarie, ma che sono fondamentali quando vogliamo ottenere una rappresentazione dei dati chiara e facilmente leggibile.



Il grafico a completamento

Nel tutorial mostro innanzitutto come realizzare un grafico a completamento, una rappresentazione particolarmente utile quando vogliamo visualizzare un valore in rapporto a un obiettivo o a un totale.

È una soluzione interessante, ad esempio, per rappresentare visivamente una percentuale di completamento, un avanzamento o il raggiungimento di un traguardo.

Come sempre, la scelta del tipo di grafico dovrebbe dipendere da ciò che vogliamo comunicare: non si tratta semplicemente di scegliere una rappresentazione esteticamente piacevole, ma quella più adatta al dato.

La legenda: quando serve e come migliorarla

Un altro elemento importante è la legenda.

Quando un grafico contiene più serie di dati, la legenda aiuta a capire a cosa corrisponde ciascun colore o elemento rappresentato.

Possiamo intervenire sulla sua posizione e sulla sua formattazione per evitare che risulti poco leggibile o occupi uno spazio eccessivo rispetto al grafico.

Anche questo è un piccolo dettaglio che contribuisce alla comprensione immediata della rappresentazione.

Inclinare le etichette dell'asse X

Un problema molto frequente si presenta quando le etichette dell'asse X sono lunghe oppure quando sono presenti molte categorie.

Le scritte possono sovrapporsi e rendere difficile capire a quale dato si riferiscono.

In questi casi possiamo modificare l'orientamento delle etichette, inclinandole, così da sfruttare meglio lo spazio disponibile e migliorare la leggibilità del grafico.

È una soluzione semplice, ma particolarmente utile quando lavoriamo con nomi di categorie, mesi, attività o altre etichette testuali.

Modificare la scala dell'asse Y

Un'altra impostazione molto importante riguarda la scala dell'asse Y.

Google Sheets non ci obbliga a utilizzare sempre una scala che parte da 0: possiamo modificare il valore minimo e quello massimo dell'asse.

Questa possibilità deve però essere utilizzata con attenzione.

Cambiare la scala può essere utile quando vogliamo evidenziare differenze tra valori molto vicini oppure utilizzare meglio lo spazio disponibile nel grafico.

Allo stesso tempo, una scala scelta in modo poco appropriato può alterare la percezione visiva delle differenze.

Per questo motivo è importante chiedersi sempre se la modifica della scala aiuta davvero a comprendere i dati oppure rischia di enfatizzare eccessivamente una differenza.

La leggibilità prima dell'estetica

Tutte queste impostazioni hanno un obiettivo comune: rendere il grafico più efficace.

Un grafico non deve soltanto essere gradevole da vedere. Deve permettere a chi lo osserva di capire rapidamente che cosa rappresentano i dati.

Legenda, etichette, colori, scala degli assi e tipo di grafico sono quindi elementi che contribuiscono alla comunicazione del dato.

Per un docente questo può essere particolarmente importante quando i grafici vengono utilizzati nelle lezioni, nelle presentazioni o nelle attività con gli studenti.

Piccoli interventi, grandi differenze

Nel lavoro quotidiano con Google Sheets spesso non abbiamo bisogno di funzioni particolarmente complesse.

Conoscere però alcune impostazioni meno immediate ci permette di passare da un grafico semplicemente "generato" a un grafico progettato in funzione di ciò che vogliamo comunicare.

Nel tutorial mostro concretamente queste possibilità, partendo dal grafico a completamento e arrivando alla personalizzazione della legenda, delle etichette dell'asse X e della scala dell'asse Y.

lunedì 12 ottobre 2026

Google Sheets: come personalizzare i grafici e scegliere i dati da rappresentare

Continua la serie di tutorial dedicati ai fogli di calcolo per docenti, questa volta con un approfondimento sui grafici di Google Sheets.

Creare un grafico è semplice: selezioniamo i dati, scegliamo Inserisci → Grafico e Google Sheets propone automaticamente una rappresentazione.

Ma il grafico generato automaticamente non deve essere necessariamente il punto di arrivo.

Possiamo infatti decidere quali dati utilizzare, come rappresentarli e come personalizzare l'aspetto del risultato.


Selezionare anche dati non contigui

Una delle funzioni che mostro nel tutorial è particolarmente utile quando i dati che vogliamo rappresentare non si trovano in un unico intervallo.

In Google Sheets è possibile aggiungere altri intervalli di dati alla configurazione del grafico, scegliendo quindi anche celle che non sono adiacenti tra loro.

Questa possibilità è interessante, ad esempio, quando un foglio contiene molte informazioni ma vogliamo costruire un grafico utilizzando soltanto alcune colonne o alcune serie.

Non è quindi necessario riorganizzare tutto il foglio prima di poter creare la rappresentazione che ci serve.

Utilizzare CONTA.SE per preparare i dati

In alcune situazioni il dato che vogliamo rappresentare graficamente non è già disponibile nel foglio.

Possiamo allora utilizzare una funzione come CONTA.SE per contare quante volte una determinata condizione viene soddisfatta e utilizzare il risultato per costruire il nostro grafico.

È un passaggio particolarmente utile nel lavoro con dati scolastici: prima possiamo elaborare i dati e successivamente rappresentarli graficamente.

In questo modo il grafico non è semplicemente una decorazione del foglio, ma diventa la rappresentazione visiva di un'elaborazione dei dati.

Personalizzare il grafico

Una volta scelti i dati, possiamo intervenire sull'aspetto del grafico.

Google Sheets permette di modificare numerosi elementi attraverso il pannello Personalizza, tra cui stile del grafico, titoli, serie, legenda, assi e griglia.

Nel tutorial mi soffermo in particolare sulla possibilità di personalizzare:

  • colori delle serie e degli elementi;

  • caratteri;

  • etichette dei dati;

  • titoli;

  • aspetto generale della rappresentazione.

Anche le etichette dei dati possono essere formattate modificandone carattere, stile, colore e formato dei numeri.

Perché personalizzare un grafico?

La personalizzazione non serve soltanto a rendere il grafico più "bello".

Un grafico ben costruito deve soprattutto essere leggibile e coerente con ciò che vogliamo comunicare.

Un colore può aiutare a distinguere due serie, un'etichetta può rendere immediatamente comprensibile un valore e una scelta adeguata del carattere può migliorare la leggibilità.

Per un docente questo può essere particolarmente utile quando il grafico deve essere utilizzato:

  • in una presentazione;

  • in una scheda didattica;

  • in un'attività con gli studenti;

  • nell'analisi dei risultati di un questionario;

  • nella restituzione di dati alla classe.

Dal dato al grafico

Questo tutorial vuole quindi mostrare un piccolo cambio di prospettiva.

Non dobbiamo necessariamente adattarci al grafico creato automaticamente da Google Sheets.

Possiamo partire dalla domanda:

Quali dati voglio mostrare e come voglio che vengano letti?

A quel punto possiamo selezionare i dati necessari, eventualmente elaborarli con una funzione come CONTA.SE e infine costruire e personalizzare la rappresentazione.

È proprio questo il passaggio che rende il foglio di calcolo uno strumento interessante anche per la didattica: non soltanto raccogliere dati, ma organizzarli, interpretarli e comunicarli attraverso rappresentazioni efficaci.

Nel video mostro concretamente queste operazioni partendo da un esempio pratico in Google Sheets.