martedì 27 ottobre 2026

CorreggiVerifiche: creare verifiche e materiali di recupero a partire dalle correzioni

Con questo tutorial la serie dedicata a CorreggiVerifiche entra in una nuova fase.

Finora abbiamo visto soprattutto come l'Intelligenza Artificiale possa aiutare il docente nella correzione delle verifiche, nella personalizzazione dei criteri di valutazione e nell'analisi dei risultati.

Abbiamo poi visto i report sull'andamento della classe e dei singoli studenti.

Ora arriva una novità particolarmente interessante: utilizzare le informazioni raccolte durante le correzioni per creare nuove verifiche e materiali didattici, in particolare attività pensate per il recupero.

Dalla correzione al recupero

Il passaggio che trovo più interessante è il collegamento tra due momenti che normalmente richiedono al docente un lavoro distinto:

correggere le verifiche → individuare le difficoltà → preparare attività di recupero.

CorreggiVerifiche può utilizzare le informazioni provenienti dalle correzioni precedenti per individuare gli argomenti o gli aspetti sui quali un gruppo di alunni mostra maggiori difficoltà e proporre materiali mirati. La piattaforma presenta proprio questa possibilità come un collegamento tra analisi dei risultati e generazione di materiali personalizzati.

Creare verifiche strutturate

La nuova funzione permette di generare anche verifiche strutturate, scegliendo tra diverse possibilità.

Non viene quindi proposta un'unica attività generata automaticamente, ma possono essere disponibili alternative e differenti tipologie di prova.

Questo è un aspetto importante perché il docente può confrontare le proposte e scegliere quella che ritiene più adatta alla propria classe e agli obiettivi dell'attività.

Anche in questo caso, quindi, l'AI non elimina la fase di progettazione didattica: può alleggerire il lavoro di preparazione e offrire rapidamente diverse possibilità tra cui scegliere.

Materiali per il recupero

È soprattutto la possibilità di creare materiali per il recupero che trovo interessante.

Se dalle verifiche emerge, per esempio, una difficoltà ricorrente su un determinato argomento, possiamo utilizzare questa informazione come punto di partenza per preparare esercizi e attività specifiche.

Il vantaggio è evidente soprattutto quando lavoriamo con una classe nella quale non tutti gli studenti presentano le stesse difficoltà.

La possibilità di partire dai dati delle correzioni permette infatti di progettare interventi più mirati, invece di proporre necessariamente lo stesso materiale di recupero a tutti.

Una continuità tra valutazione e progettazione

Questa funzione introduce un elemento che, dal punto di vista didattico, considero particolarmente interessante.

La verifica non rappresenta più soltanto il punto conclusivo di un percorso.

I suoi risultati possono diventare informazioni utili per progettare il percorso successivo.

Possiamo quindi immaginare un ciclo:

attività → verifica → correzione → analisi degli errori → recupero → nuova verifica.

L'AI può intervenire in diversi punti di questo ciclo, aiutando il docente soprattutto nelle attività più ripetitive e nella preparazione dei materiali.

Sempre con la supervisione del docente

Anche in questa fase rimane fondamentale il ruolo dell'insegnante.

Un materiale generato sulla base degli errori precedenti non dovrebbe essere utilizzato automaticamente senza essere controllato.

Il docente deve verificare che gli esercizi siano corretti, adeguati al livello degli studenti e coerenti con ciò che è stato effettivamente svolto in classe.

La stessa piattaforma sottolinea il ruolo del docente nel controllo dei risultati generati dall'AI.

Per questo trovo interessante non tanto l'idea di una "verifica creata dall'AI", quanto quella di uno strumento che può aiutare a trasformare i dati delle verifiche precedenti in nuove occasioni di apprendimento.

Ed è forse questo il passaggio più significativo della serie: dalla semplice correzione automatizzata a un possibile supporto per un percorso didattico più continuo e personalizzato.

Rileggi il quarto tutorial

lunedì 26 ottobre 2026

Gemini Storybook: come recuperare la Gem anche senza aver creato storie in precedenza

La Gem Storybook di Gemini è una risorsa molto apprezzata da tanti docenti per creare storie illustrate da utilizzare nella didattica. Permette di trasformare un'idea in un racconto accompagnato da immagini e offre spunti interessanti per lavorare con i bambini nella scuola dell'infanzia e nella primaria.

Negli account personali, però, Storybook può non essere più visibile. Dopo aver sperimentato una prima possibilità di accesso attraverso i link pubblici, ho provato a verificare se il procedimento funzionasse anche per chi non aveva mai creato o condiviso un libro.

La novità è questa: nel mio test è stato sufficiente aprire un link pubblico di Storybook dopo aver effettuato l'accesso al proprio account Gemini personale perché comparisse il pulsante per creare una nuova storia.

Vediamo come provare.

1. Apri il link pubblico di Storybook

Per iniziare, accedi al tuo account Google personale e apri il link a una storia pubblica di Storybook.

Puoi utilizzare quello della storia che ho condiviso:

Apri la mia storia pubblica di Storybook

Se vuoi vedere tutti i passaggi, ho preparato un nuovo videotutorial.

▶️ Guarda il tutorial su YouTube



2. Verifica se compare il pulsante per creare una nuova storia

Dopo aver aperto il link, controlla se nell'interfaccia compare il pulsante che permette di creare un nuovo libro.

Nel mio account la procedura ha funzionato anche senza aver condiviso precedentemente una storia personale.

È un dettaglio importante: non sembra necessario possedere già un proprio libro pubblico. Il link di una storia condivisa da un'altra persona può essere sufficiente per raggiungere la risorsa e far comparire l'opzione di creazione.

L'interfaccia e la disponibilità delle funzioni possono tuttavia variare da un account all'altro. Se il pulsante non compare, non significa necessariamente che tu abbia sbagliato qualche passaggio.

3. Attenzione: è una possibilità temporanea

È importante chiarire che questo procedimento non riattiva ufficialmente Storybook e non garantisce l'accesso alla Gem.

Si tratta di una possibilità che ho sperimentato e che, al momento della prova, ha funzionato. Google può modificare il comportamento dei link pubblici, la disponibilità della Gem o le modalità di accesso in qualsiasi momento.

Google ha annunciato una transizione dai Gem alle nuove Skills: per gli account personali il cambiamento è previsto a partire dal novembre 2026, con passaggi progressivi e rimozione dei Gem dall'app il 17 dicembre 2026. Le risorse sperimentali di Google Labs possono seguire tempistiche specifiche. Per questo è bene non considerare il procedimento una soluzione definitiva. Consulta le informazioni ufficiali sulla transizione.

4. Perché vale la pena cercare alternative?

Storybook offre spunti interessanti per progettare attività narrative, soprattutto con i bambini più piccoli.

Le storie illustrate possono essere utilizzate per:

  • inventare racconti a partire dalle idee dei bambini;

  • affrontare emozioni, relazioni e situazioni quotidiane;

  • introdurre argomenti scientifici, storici o ambientali;

  • sostenere la comprensione attraverso testi e immagini;

  • creare materiali personalizzati in base all'età e agli obiettivi didattici.

La disponibilità di uno strumento, però, non dovrebbe diventare l'unico punto di riferimento per la progettazione didattica. È utile esplorare alternative, confrontando qualità dei risultati, limiti gratuiti, accessibilità, privacy e possibilità di condivisione.

Nel frattempo, se Storybook è ancora raggiungibile attraverso questa procedura, possiamo provare a sfruttare questa opportunità, ricordando che potrebbe cessare di funzionare.

Hai provato il procedimento? Raccontami nei commenti se il pulsante per creare una nuova storia è comparso anche nel tuo account e, se hai trovato alternative interessanti, condividile con la comunità dei docenti!


Gemini Storybook: come recuperare temporaneamente la Gem negli account personali

La Gem Storybook di Gemini è una risorsa che ha conquistato molti docenti. Permette di creare storie illustrate, con testi e immagini, e offre interessanti possibilità per progettare attività didattiche, realizzare racconti per i bambini e affrontare argomenti disciplinari attraverso la narrazione.

Negli ultimi tempi, però, la disponibilità di questa risorsa negli account personali è cambiata, creando qualche difficoltà a chi la utilizzava per preparare materiali per la classe.

Ho cercato una possibile soluzione e ho trovato un modo per recuperare temporaneamente l'accesso a Storybook, a condizione che sia disponibile almeno un libro condiviso attraverso un link pubblico.

In questo articolo ti mostro il procedimento attraverso il mio tutorial e chiarisco che cosa è importante sapere prima di provarlo.

Perché Storybook è interessante per la scuola?

La narrazione illustrata può essere un valido supporto per la didattica, soprattutto nella scuola dell'infanzia e nella primaria.

Una storia può aiutare a:

  • introdurre un argomento scientifico o storico;

  • affrontare emozioni, relazioni e situazioni della vita quotidiana;

  • costruire racconti a partire dalle idee dei bambini;

  • rendere più accessibili concetti complessi attraverso esempi narrativi;

  • progettare materiali personalizzati in base all'età e agli obiettivi di apprendimento.

Storybook di Gemini consente di generare libri illustrati a partire da una richiesta testuale e offre funzionalità di narrazione audio. È quindi comprensibile che molti insegnanti abbiano apprezzato questo strumento. 

Come recuperare temporaneamente l'accesso a Storybook

La possibilità che ho sperimentato si basa sui link pubblici di libri Storybook già condivisi.

Non si tratta di riattivare la Gem negli account personali né di ripristinare tutte le sue funzionalità attraverso una procedura ufficiale. È un modo per raggiungere la risorsa passando da un libro condiviso, purché il link sia ancora accessibile e il servizio continui a funzionare in questo modo.

Nel video mostro i passaggi che ho seguito e la procedura da provare.

Guarda il tutorial:

https://youtu.be/aQ99_O1BnHM



Una soluzione provvisoria, non una garanzia

È importante non confondere questa possibilità con una soluzione definitiva.

L'accesso può dipendere dalla disponibilità del libro condiviso, dalle condizioni di condivisione e dalle modifiche che Google apporterà a Gemini. La procedura potrebbe quindi smettere di funzionare senza preavviso.

Inoltre, poter raggiungere una risorsa da un link non significa necessariamente poterla utilizzare esattamente come quando la Gem è disponibile direttamente nell'interfaccia del proprio account.

Per questo consiglio di considerare il procedimento come un tentativo temporaneo, utile nell'attesa di individuare alternative affidabili.

E per il futuro?

Il mio obiettivo è continuare a cercare strumenti che consentano ai docenti di creare storie illustrate e materiali narrativi per la classe, valutando non soltanto la qualità del risultato, ma anche la facilità d'uso, i limiti della versione gratuita, la necessità di registrarsi e le possibilità di condivisione con gli alunni.

Una risorsa è davvero utile a scuola quando può essere inserita in un'attività didattica concreta, senza costringere insegnanti e bambini a superare troppi ostacoli tecnici.

Se utilizzi Storybook o hai trovato alternative interessanti, raccontami la tua esperienza nei commenti: il confronto tra docenti può aiutarci a individuare nuove possibilità.

Nota: le modalità di accesso a Gemini e alle sue funzionalità possono cambiare nel tempo. Prima di utilizzare questa procedura in un'attività didattica, verifica che sia ancora disponibile.

CorreggiVerifiche: i report sull'andamento della classe e dei singoli studenti

Con questo quarto tutorial della serie dedicata a CorreggiVerifiche ci spostiamo dalla correzione delle singole verifiche a un aspetto che trovo particolarmente interessante per il lavoro del docente: l'analisi dei risultati nel tempo.

Dopo aver visto come correggere verifiche scritte a mano e testi digitalizzati e come personalizzare la rubrica di valutazione, questa volta vediamo cosa succede ai dati prodotti dalle diverse correzioni.


Le correzioni organizzate per classe

All'interno di CorreggiVerifiche le correzioni vengono organizzate in relazione alle classi.

Questo permette di ritrovare più facilmente le diverse prove e di costruire nel tempo uno storico delle attività di valutazione.

Ma non è l'unico modo per consultare i dati.

È infatti possibile accedere alle correzioni anche in relazione alla tipologia della prova, rendendo più semplice individuare e confrontare determinati gruppi di verifiche.

Il report sull'andamento della classe

La possibilità che trovo più interessante è quella di ottenere un report sull'andamento della classe nel tempo.

Non abbiamo quindi più davanti soltanto il risultato di una singola verifica, ma una visione più ampia dell'evoluzione dei risultati.

Questo tipo di dato può essere utile in diverse situazioni del lavoro docente: dalla riflessione sull'andamento degli apprendimenti alla documentazione del percorso della classe, fino alla preparazione di relazioni e documentazione didattica.

Naturalmente il dato numerico non racconta da solo tutto ciò che succede in una classe, ma può fornire un punto di partenza per individuare tendenze e porre domande.

Il report del singolo studente

Un'altra possibilità interessante è quella di analizzare l'andamento del singolo studente.

In questo modo possiamo passare dalla visione complessiva della classe a una lettura più individuale dei risultati ottenuti nelle diverse prove.

Questo può essere particolarmente utile quando vogliamo osservare un percorso nel tempo, anziché considerare ogni valutazione come un dato isolato.

La valutazione scolastica, infatti, non riguarda soltanto il risultato di una singola prova: la documentazione delle diverse verifiche può contribuire a ricostruire il percorso di apprendimento dello studente.

Dalla correzione ai dati

È questo, secondo me, il passaggio più interessante di questa funzionalità.

Nelle puntate precedenti abbiamo visto come l'AI possa aiutare il docente nella lettura e nella correzione dell'elaborato.

Con i report facciamo un passo ulteriore:

correzione → raccolta dei risultati → organizzazione dei dati → analisi dell'andamento.

Il valore non sta quindi soltanto nel risparmio di tempo nella correzione, ma nella possibilità di avere i risultati delle diverse prove già organizzati e poterli utilizzare per una lettura più ampia.

Uno strumento per il docente, non un giudizio automatico

Anche in questo caso è importante non confondere il dato con la valutazione.

Un andamento medio della classe o una variazione nei risultati di uno studente possono essere elementi interessanti da osservare, ma non spiegano da soli le ragioni di quel risultato.

I report possono quindi aiutare il docente a individuare elementi da approfondire, mentre l'interpretazione rimane legata alla conoscenza della classe, delle attività svolte e del percorso dei singoli studenti.

Ed è proprio questo che trovo interessante in questa funzione: l'AI non si limita ad assistere il docente nella correzione, ma può contribuire a organizzare le informazioni che emergono dalle diverse prove, rendendole più facilmente consultabili nel tempo.

Per un insegnante che deve documentare il percorso di una classe o seguire l'evoluzione dei singoli studenti, può essere un supporto davvero utile.

venerdì 23 ottobre 2026

CorreggiVerifiche: quanto conta la rubrica nella correzione con l'AI

Continua la serie di tutorial dedicata a CorreggiVerifiche, con un terzo esempio pratico di correzione assistita dall'Intelligenza Artificiale.

correggiverificheai.it

Dopo aver visto nella prima puntata l'interfaccia e la preparazione di una correzione e nella seconda la possibilità di partire da una verifica scritta a mano e fotografata con lo smartphone, questa volta lavoriamo su un testo digitalizzato al computer.

Ma c'è una novità importante: prima della correzione modifico la rubrica di valutazione.

Un testo simile, ma con alcuni errori

Per rendere possibile un confronto con il tutorial precedente, ho utilizzato nuovamente lo stesso testo, apportando però alcune modifiche.

Ho inserito alcuni errori ortografici piuttosto evidenti e ho eliminato una parte di una frase.

In questo modo possiamo osservare non soltanto se lo strumento riesce a individuare gli errori, ma anche come interpreta i diversi aspetti del testo sulla base dei criteri di valutazione impostati.


Prima della correzione: modificare la rubrica

Prima di avviare l'analisi intervengo sulla rubrica di valutazione.

In particolare, aumento il peso assegnato all'ortografia.

È un passaggio importante perché la rubrica non è un elemento puramente formale: stabilisce quali aspetti devono avere maggiore o minore peso nella valutazione.

CorreggiVerifiche permette infatti di utilizzare criteri di valutazione personalizzabili, attraverso griglie e rubriche, e di intervenire sui relativi pesi. 

Questo permette al docente di adattare la correzione alla specifica attività e agli obiettivi che vuole valutare.

Gli errori ortografici vengono rilevati

Una volta avviata la correzione, il risultato è abbastanza interessante.

Gli errori ortografici inseriti intenzionalmente nel testo vengono individuati e segnalati.

L'aumento del peso dell'ortografia nella rubrica contribuisce quindi a dare maggiore rilevanza a questo aspetto nella valutazione complessiva.

È un buon esempio di come la qualità della correzione dipenda anche da come abbiamo progettato i criteri di valutazione.

E la frase incompleta?

La seconda modifica che ho introdotto nel testo produce invece un risultato ancora più interessante.

Ho eliminato una parte di una frase, creando quindi una discontinuità rispetto al testo originale.

Nonostante questo, la coerenza del testo viene valutata positivamente.

È un esempio utile perché mostra che l'AI non interpreta necessariamente un testo nello stesso modo in cui lo interpreteremmo noi.

Un'omissione che a un lettore umano può sembrare significativa può non essere considerata sufficiente per compromettere la coerenza complessiva del testo.

Ed è proprio questo tipo di risultato che, secondo me, vale la pena mostrare nei tutorial: non soltanto cosa funziona, ma anche dove è necessario osservare criticamente la valutazione proposta dall'AI.

La rubrica orienta la correzione

Questa esperienza mette in evidenza un aspetto che ritengo fondamentale nell'utilizzo dell'AI per la valutazione.

Non basta dire allo strumento di "correggere una verifica".

Dobbiamo prima chiederci che cosa vogliamo valutare e con quale peso.

Nel caso di questo tutorial ho scelto deliberatamente di aumentare il peso dell'ortografia. Se l'obiettivo della verifica fosse stato diverso, avrei potuto attribuire maggiore importanza ad altri criteri.

La piattaforma prevede proprio la possibilità di utilizzare griglie, rubriche e criteri personalizzati per orientare la valutazione. 

L'AI propone, il docente controlla

Anche questo episodio conferma un principio che accompagna tutta la serie.

La correzione generata dall'AI non dovrebbe essere considerata automaticamente come la valutazione definitiva.

La documentazione del servizio stessa specifica che l'AI può commettere errori nella lettura e nella valutazione e che il docente deve verificare e, se necessario, modificare le valutazioni prima di utilizzarle ufficialmente. 

Il valore dello strumento, quindi, non sta nel sostituire il giudizio professionale dell'insegnante, ma nel fornire una prima analisi strutturata, che il docente può controllare e correggere.

Ed è proprio per questo che ho voluto inserire nella serie anche questo esempio: vedere un risultato inatteso è spesso più istruttivo che vedere una correzione perfetta.

L'AI può aiutarci a correggere più velocemente, ma siamo noi a dover decidere che cosa vale la pena valutare e come interpretare il risultato.

Rileggi il post precedente con la seconda puntata

giovedì 22 ottobre 2026

CorreggiVerifiche: correggere una verifica scritta a mano direttamente dallo smartphone

Nel precedente tutorial dedicato a CorreggiVerifiche avevo presentato brevemente l'ambiente di lavoro e la preparazione necessaria per affrontare la correzione di un primo elaborato.

In questo secondo episodio entriamo invece nel vivo della procedura e vediamo una correzione completa, partendo direttamente dal quaderno di un alunno.

L'aspetto che mi interessa mostrare è soprattutto la concretezza della situazione: non abbiamo un testo già digitalizzato, ma una verifica scritta a mano, in corsivo e su più pagine.

Dalla fotografia del quaderno alla correzione

La prima operazione viene effettuata direttamente con lo smartphone.

Fotografiamo le pagine della verifica e le carichiamo nello strumento. CorreggiVerifiche utilizza l'analisi delle immagini e il riconoscimento del testo per poter lavorare anche su elaborati scritti a mano. Il servizio dichiara infatti di poter analizzare immagini delle verifiche e riconoscere anche la scrittura manuale.

È proprio questo uno degli aspetti più interessanti da verificare nell'uso concreto di uno strumento di questo tipo: quanto riesce a interpretare una situazione molto meno “pulita” rispetto a un testo digitato.

Nel tutorial utilizzo quindi un esempio realistico, con scrittura in corsivo e più pagine dello stesso elaborato.


Prima della correzione: attenzione ai dati personali

Prima di arrivare alla valutazione, viene effettuata una verifica relativa alla presenza o meno di dati personali.

Questo passaggio merita attenzione quando utilizziamo strumenti di Intelligenza Artificiale con materiali scolastici.

Il fatto che uno strumento sia progettato per la scuola non significa che il docente debba saltare i controlli: è sempre importante sapere quali dati stiamo inserendo, perché vengono trattati e quali garanzie vengono fornite dal servizio.

CorreggiVerifiche dichiara nella propria documentazione di non conservare i dati personali degli studenti e di trattare i dati nel rispetto del GDPR; sono naturalmente informazioni dichiarate dal fornitore, che il docente deve conoscere e valutare nel proprio contesto d'uso.

La correzione della verifica

Superata questa fase, possiamo arrivare alla parte centrale del tutorial: la correzione vera e propria.

L'Intelligenza Artificiale analizza le risposte dell'alunno e propone la valutazione sulla base dei criteri impostati.

Il risultato non è quindi semplicemente un testo corretto: possiamo ottenere una valutazione delle diverse risposte e arrivare fino alla proposta del giudizio finale. La piattaforma presenta infatti la correzione come un processo in cui l'AI analizza le risposte, mentre il docente mantiene la possibilità di rivedere e confermare il risultato.

L'IA corregge, ma il docente decide

È probabilmente questo il punto più importante dell'intera serie.

L'utilizzo dell'IA nella correzione non dovrebbe significare delegare automaticamente la valutazione.

Lo strumento può essere un assistente: può leggere, confrontare, proporre una valutazione e preparare un feedback. Ma resta necessario che il docente controlli il risultato e mantenga la responsabilità della valutazione.

È anche il motivo per cui, nei miei tutorial sull'uso dell'Intelligenza Artificiale a scuola, cerco di mostrare non soltanto che cosa fa uno strumento, ma anche come inserirlo consapevolmente nel lavoro del docente.

In questo caso possiamo quindi seguire l'intero percorso:

quaderno → fotografie con lo smartphone → controllo dei dati → analisi dell'elaborato → correzione → giudizio finale.

Un flusso che permette di capire concretamente che cosa può fare oggi un assistente basato sull'IA e, soprattutto, quali passaggi continuano a richiedere l'attenzione professionale dell'insegnante.


Rivedi il primo tutorial


mercoledì 21 ottobre 2026

CorreggiVerifiche: l’AI per aiutare i docenti nella correzione delle verifiche

La correzione delle verifiche è una delle attività che richiede più tempo al docente. Non si tratta soltanto di attribuire un punteggio: soprattutto quando sono presenti risposte aperte o elaborati articolati, occorre leggere, interpretare, valutare e formulare un feedback utile per lo studente.

Da questa esigenza nasce CorreggiVerifiche, uno strumento che utilizza l'Intelligenza Artificiale per assistere il docente nella correzione degli elaborati e nella preparazione dei feedback. La piattaforma permette di caricare una verifica, impostare i criteri di valutazione e ottenere una proposta di correzione che il docente può successivamente controllare e modificare.

Una nuova serie di tutorial

Con questo video inizia una nuova serie dedicata a CorreggiVerifiche.

L'obiettivo non è semplicemente mostrare “come funziona un tool”, ma provare concretamente il suo utilizzo nel lavoro dell'insegnante, partendo dalla preparazione di un primo elaborato da correggere.

Nel primo tutorial mi soffermo soprattutto sull'interfaccia e sui passaggi iniziali necessari per arrivare alla prima correzione.

Nei video successivi sarà quindi possibile seguire il percorso passo dopo passo, osservando come l'AI interviene nella valutazione e nella costruzione del feedback.

Un aspetto interessante: la lingua italiana

Tra gli elementi che mi hanno spinto a provare questo strumento c'è anche la sua attenzione alla lingua italiana.

Esistono già diversi strumenti che utilizzano l'AI per supportare la valutazione e la correzione, ma molti sono nati principalmente per un pubblico internazionale e utilizzano l'inglese come lingua di riferimento.

Quando invece lavoriamo con elaborati prodotti dagli studenti italiani, la lingua non è un dettaglio secondario.

Una piattaforma progettata fin dall'inizio per il contesto italiano può risultare più naturale nell'interazione e nell'elaborazione dei feedback.

Sarà comunque interessante verificare concretamente, attraverso l'utilizzo, quanto questa caratteristica incida sulla qualità dei risultati.

L'AI corregge, ma il docente controlla

Un punto importante da tenere presente quando si parla di AI applicata alla valutazione è il ruolo del docente.

CorreggiVerifiche presenta l'AI come un assistente alla correzione: il sistema elabora una proposta sulla base dei criteri impostati, mentre il docente mantiene la possibilità di verificarla e modificarla.

Questo è un aspetto che ritengo fondamentale anche dal punto di vista didattico.

L'obiettivo non dovrebbe essere quello di delegare all'algoritmo una decisione valutativa, ma quello di ridurre il lavoro ripetitivo, lasciando al docente il controllo professionale della valutazione e, soprattutto, la possibilità di utilizzare meglio il tempo recuperato per lavorare sui risultati degli studenti.

Non è uno strumento completamente gratuito

Un altro elemento da considerare è il modello di utilizzo.

CorreggiVerifiche prevede attualmente un piano gratuito con correzioni limitate e piani a pagamento con funzionalità e quantità di utilizzo maggiori.

Per questo motivo, nella serie non mi limiterò a mostrarne le funzioni: cercherò di capire quanto possa essere concretamente utile per un docente e in quali situazioni abbia senso utilizzarlo.

Da dove partiamo?

Nel primo tutorial partiamo quindi dall'inizio: conosciamo l'interfaccia e prepariamo il primo elaborato per la correzione.

È il primo passo per capire non soltanto che cosa può fare l'AI, ma soprattutto come inserirla, eventualmente, nel normale processo di valutazione del docente.


La serie continuerà con i passaggi successivi della correzione, fino ad arrivare all'analisi dei risultati e alla produzione dei feedback.