Siamo arrivati, almeno per ora, all'ultimo videotutorial della serie dedicata a Teachy per studenti.
Dopo aver esplorato la creazione di presentazioni, le mappe mentali, il piano di studio, gli esercizi di pratica e la Guida alla scrittura, questa volta provo una delle funzioni più interessanti della piattaforma: il Tutor per l’apprendimento.
L'idea è quella di avere a disposizione un supporto basato sull'Intelligenza Artificiale che accompagni lo studente nello studio e nella preparazione. Teachy presenta infatti il Tutor di IA tra gli strumenti disponibili nell'area studenti, accanto a materiali di studio, flashcard, quiz ed esami simulati.
La prima prova non mi convince
Nel video parto da una richiesta molto concreta: utilizzare il tutor per prepararsi a una verifica su un determinato argomento.
La prima risposta, però, non è esattamente quella che mi aspettavo.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che ho voluto mostrare nel videotutorial.
Quando utilizziamo un sistema di Intelligenza Artificiale, infatti, non è detto che il primo risultato sia automaticamente quello migliore o più adatto alle nostre esigenze.
Non dobbiamo quindi limitarci a generare un contenuto e accettarlo così com'è.
Dopo il primo tentativo, il tutor rielabora la preparazione
Dopo il primo risultato, il tutor arriva a una proposta decisamente più interessante.
Elabora una preparazione alla verifica sull'argomento scelto, articolata attraverso diverse tipologie di domande e attività.
Lo studente può quindi trovarsi davanti a un percorso di ripasso che non consiste semplicemente in una serie di domande tutte uguali, ma alterna modalità differenti per verificare la preparazione.
È un approccio che può essere utile soprattutto nella fase di ripasso prima di una verifica: non solo rileggere i contenuti, ma provare a recuperarli e utilizzarli attraverso domande ed esercizi.
Un materiale testuale, non un'attività interattiva
C'è però un elemento importante da sottolineare.
La preparazione che viene elaborata dal tutor viene proposta in formato testuale.
Non siamo quindi davanti a un esercizio interattivo nel quale lo studente risponde direttamente all'interno di un ambiente che registra automaticamente le risposte e restituisce un feedback immediato.
Questo fa una differenza significativa.
Il materiale può essere utilizzato come scheda di preparazione e di esercitazione, ma richiede ancora un ruolo attivo da parte dello studente.
Ed è proprio questo che, dal mio punto di vista, può renderlo interessante anche dal punto di vista didattico: l'IA prepara il materiale, ma non necessariamente svolge tutto il percorso al posto dell'alunno.
Il valore sta anche nella possibilità di migliorare la richiesta
Un aspetto che emerge bene da questa prova è l'importanza del dialogo con l'IA.
Il primo risultato non è soddisfacente.
Invece di considerare questo un fallimento definitivo, possiamo utilizzare ciò che abbiamo ottenuto per capire che cosa manca e chiedere una rielaborazione più adatta all'obiettivo.
È un passaggio importante nell'educazione all'uso dell'IA:
generare → osservare → valutare → modificare
Non basta quindi saper formulare una richiesta iniziale.
Bisogna anche imparare a valutare il risultato prodotto dall'IA e a intervenire quando non risponde alle nostre esigenze.
Può essere davvero un tutor?
Il nome “Tutor per l’apprendimento” può far pensare a qualcosa di molto simile a un insegnante personale.
Nella pratica, però, è importante osservare concretamente che cosa lo strumento produce.
Nel caso mostrato nel video, il tutor riesce ad arrivare a una proposta articolata per la preparazione di una verifica, ma il risultato rimane un materiale testuale.
Questo significa che il valore dello strumento dipende anche da come lo studente lo utilizza.
Può diventare un modo per:
organizzare il ripasso;
individuare gli aspetti su cui esercitarsi;
affrontare domande di diverso tipo;
prepararsi a una verifica;
scoprire quali argomenti risultano ancora poco chiari.
Ma non dovrebbe diventare semplicemente un modo per delegare all'IA tutto il lavoro di studio.
Una conclusione per questa serie
Questo quarto video conclude, almeno per il momento, la mia esplorazione di Teachy per studenti.
La serie mi ha permesso di vedere funzioni molto diverse tra loro: dalla produzione di materiali alla costruzione di mappe, dalla pianificazione dello studio agli esercizi, fino al Tutor per l'apprendimento.
E una delle cose che emerge da queste prove è che non tutte le funzioni hanno lo stesso valore per tutti gli studenti.
Una funzione può essere molto utile a un ragazzo più grande e risultare invece troppo complessa per un bambino.
Un materiale può essere un ottimo punto di partenza per il ripasso, ma non sostituire un'attività didattica vera e propria.
Un tutor può produrre una buona preparazione, ma avere bisogno di più di un tentativo per arrivare al risultato desiderato.
Per questo continuo a pensare che la domanda più importante non sia:
“Che cosa può fare l'IA?”
ma:
“Come può aiutare concretamente questo studente a imparare?”
Ed è una domanda che, quando portiamo l'Intelligenza Artificiale nella scuola, dovremmo porci davanti a ogni nuovo strumento.
Il videotutorial
Nel video mostro la prova del Tutor per l'apprendimento di Teachy, partendo da un primo risultato poco convincente e arrivando, attraverso una successiva elaborazione, a una preparazione alla verifica con diverse tipologie di domande e attività.
Un esempio concreto per vedere non soltanto cosa produce l'IA, ma anche perché è necessario osservare, valutare e migliorare ciò che produce.
Teachy indica attualmente tra le risorse per studenti il Tutor di IA, insieme a flashcard, materiali di studio, mappe mentali, quiz ed esami simulati.
Nessun commento:
Posta un commento