mercoledì 30 settembre 2026

Teachy per gli studenti: primi passi e creazione di una presentazione con l’AI

Dopo aver esplorato Teachy dal punto di vista del docente, inizia una nuova serie di tutorial dedicata al lato studente della piattaforma.

Teachy: https://teachy.ai/it/student

Teachy propone infatti agli studenti diversi strumenti basati sull'Intelligenza Artificiale per supportare lo studio: tutor AI, flashcard, quiz, mappe mentali, riassunti e presentazioni sono alcune delle possibilità disponibili.

In questo primo tutorial facciamo una prima conoscenza dell'ambiente e proviamo concretamente uno degli strumenti disponibili.

L'accesso dello studente: un aspetto da considerare

Prima ancora di utilizzare gli strumenti, c'è però un aspetto che il docente deve conoscere.

Per entrare in una classe Teachy, lo studente deve disporre di un account Teachy. Il docente può condividere con gli studenti un link o un codice della classe; lo studente deve quindi effettuare la registrazione e successivamente utilizzare il codice per unirsi alla classe.

Questo passaggio può essere molto semplice dal punto di vista tecnico, ma a scuola non possiamo considerarlo soltanto un dettaglio operativo.

L'utilizzo di account personali da parte degli studenti richiede infatti di verificare le procedure adottate dal proprio istituto, le eventuali limitazioni degli account scolastici, le autorizzazioni necessarie e gli aspetti relativi alla protezione dei dati.

In particolare, prima di proporre la piattaforma agli alunni è opportuno confrontarsi con le indicazioni della scuola e verificare le condizioni del servizio e la relativa documentazione sulla privacy.

Come il docente invita gli studenti

Dal lato docente, l'ingresso nella classe può avvenire attraverso un link o un codice.

Il docente può condividere il codice con gli studenti, che lo utilizzeranno dopo aver completato la registrazione. La documentazione di Teachy indica anche la possibilità di aggiungere manualmente gli studenti alla classe.

Questo meccanismo permette quindi di creare un ambiente nel quale il docente può mettere a disposizione degli studenti attività e materiali.

Il sistema dei crediti

Un elemento che incontriamo subito utilizzando Teachy è il sistema dei crediti.

Nella versione gratuita gli studenti possono disporre di crediti che vengono utilizzati per le diverse funzioni della piattaforma. Teachy propone inoltre un piano Premium con crediti illimitati.

Per questo motivo, quando presentiamo la piattaforma agli studenti, è utile spiegare anche che cosa comporta l'utilizzo dei crediti e quali strumenti possono consumarli.

È un aspetto che può diventare parte della stessa alfabetizzazione digitale: utilizzare uno strumento di AI significa anche comprenderne limiti, risorse disponibili e condizioni d'uso.

Creare una presentazione con Teachy

Dopo questa prima esplorazione passiamo alla parte più interessante del tutorial: proviamo a utilizzare l'AI per creare una presentazione.

Per l'esempio scegliamo un argomento di scienze:

aria e atmosfera.

Partiamo quindi dall'argomento e lasciamo che Teachy elabori una proposta di presentazione.

La piattaforma include infatti tra i propri strumenti la possibilità di creare slide e altri materiali di studio a partire da ciò che lo studente sta imparando.

Il risultato può rappresentare un punto di partenza per lo studio, ma anche un'occasione per riflettere su un aspetto fondamentale dell'utilizzo dell'AI: una presentazione generata non è automaticamente una presentazione corretta o completa.

Una presentazione generata dall'AI non è il punto di arrivo

Questo è un messaggio che vale la pena sottolineare soprattutto quando lo strumento viene utilizzato dagli studenti.

L'AI può aiutarci a produrre una prima struttura, ma lo studente deve ancora:

  • leggere ciò che è stato prodotto;

  • controllare le informazioni;

  • individuare eventuali errori;

  • verificare se mancano elementi importanti;

  • modificare i contenuti;

  • scegliere che cosa mantenere;

  • rielaborare il materiale.

In altre parole, la presentazione generata da Teachy può diventare materiale da studiare e da revisionare, non semplicemente un prodotto da consegnare.

Un possibile utilizzo didattico

La funzione delle slide potrebbe essere utilizzata anche in un'attività nella quale il docente chiede agli studenti di valutare il risultato prodotto dall'AI.

Per esempio, dopo aver generato una presentazione sull'aria e sull'atmosfera, gli studenti potrebbero lavorare in coppia per individuare:

Che cosa è corretto?

Che cosa manca?

C'è qualche informazione da verificare?

Come possiamo rendere le slide più chiare?

In questo modo l'utilizzo di Teachy non si riduce alla produzione automatica di una presentazione, ma diventa un'occasione per sviluppare competenze di valutazione, revisione e uso consapevole dell'AI.

Teachy dal punto di vista dello studente

Questo primo tutorial è quindi soprattutto una prima esplorazione.

Nei prossimi video possiamo entrare più nel dettaglio dei diversi strumenti disponibili per gli studenti e vedere come possono essere utilizzati per studiare, esercitarsi e creare materiali.

La piattaforma propone infatti un ambiente piuttosto articolato, con strumenti che comprendono, oltre alle slide, flashcard, tutor AI, quiz, esami simulati, mappe mentali e altri materiali di studio.

Sarà interessante quindi vedere non soltanto che cosa sa fare Teachy, ma soprattutto come utilizzare questi strumenti in modo didatticamente significativo.

Il videotutorial

Nel primo tutorial della serie dedicata al lato studente di Teachy vediamo come accedere alla piattaforma, come funziona il sistema dei crediti, come il docente può invitare gli studenti nella propria classe e come utilizzare lo strumento per creare una presentazione.

Per la nostra prova scegliamo aria e atmosfera e sperimentiamo la generazione automatica delle slide.



Un primo passo per capire non solo quali possibilità offre Teachy agli studenti, ma anche quali questioni dobbiamo considerare prima di portare uno strumento di questo tipo in classe.

👉 Teachy: teachy.ai

martedì 29 settembre 2026

AI for Learning: l’intelligenza artificiale al servizio della progettazione didattica

Quando parliamo di Intelligenza Artificiale a scuola, spesso pensiamo a strumenti generalisti ai quali chiedere di creare un testo, una scheda o una presentazione.

https://aiforlearning.digital/

AI for Learning nasce invece con un obiettivo più specifico: utilizzare l'Intelligenza Artificiale per supportare la progettazione didattica.

È una piattaforma italiana sviluppata da Wonderful Education, con sede a Modena, e mette a disposizione diversi strumenti pensati per docenti e formatori.

Una piattaforma che parte dalla classe

Uno degli aspetti che trovo più interessanti è che AI for Learning non si limita a chiedere al docente “Che cosa vuoi creare?”.

La piattaforma permette infatti di creare i propri gruppi classe, specificandone alcune caratteristiche, tra cui il numero degli studenti e l'eventuale presenza di alunni con BES.

È possibile inoltre descrivere l'aula e il contesto fisico nel quale si svolgerà la lezione, indicando per esempio la mobilità degli arredi e la presenza di dispositivi tecnologici.

Sono informazioni apparentemente semplici, ma importanti quando vogliamo che una proposta didattica sia realmente contestualizzata.

Piani di lezione personalizzati

Tra gli strumenti disponibili troviamo un Neuroscientific Lesson Planner, che utilizza principi legati alle neuroscienze per supportare la progettazione di un piano di lezione.

Il docente può indicare l'argomento e fornire informazioni relative alla classe e agli studenti. La piattaforma genera quindi una proposta didattica tenendo conto del contesto inserito.

Naturalmente il risultato generato dall'AI non dovrebbe essere considerato un piano di lezione già pronto da applicare senza modifiche.

Può essere invece un punto di partenza da analizzare, adattare e integrare sulla base della conoscenza reale della classe.

Ed è proprio qui che, a mio avviso, si trova uno degli usi più interessanti dell'AI nella progettazione didattica.

UDA e Universal Design for Learning

Un altro strumento della piattaforma permette di creare Unità di Apprendimento secondo i principi dell'Universal Design for Learning (UDL).

L'idea è interessante soprattutto quando vogliamo progettare attività che tengano conto fin dall'inizio della variabilità degli studenti, anziché intervenire sull'inclusione soltanto successivamente.

Anche in questo caso l'AI non sostituisce la progettazione del docente: può aiutare a generare una prima struttura che dovrà poi essere verificata e adattata.

Attività collaborative e prompt engineering

AI for Learning non si limita alla generazione di materiali per l'insegnante.

La piattaforma comprende anche un Corpus-based Prompt Builder, pensato per attività collaborative nelle quali gli studenti lavorano sulla costruzione e sul perfezionamento dei prompt.

L'attività prevede che gli studenti lavorino sulla classificazione di un corpus e mettano alla prova le proprie capacità attraverso una sfida finale. Il docente può quindi utilizzare l'attività anche come occasione di osservazione e valutazione.

È un approccio interessante perché sposta l'attenzione dal semplice “usiamo l'AI” al capire come interagire con l'AI e come formulare richieste efficaci.

Un ambiente pensato per il docente

La piattaforma permette di registrarsi come docente o formatore e di creare attività da condividere con gli studenti.

Gli studenti possono essere invitati alle attività attraverso un link, anche in forma anonima, secondo le modalità previste dalla piattaforma.

Questo permette quindi di utilizzare alcuni strumenti non soltanto nella fase di preparazione della lezione, ma anche direttamente durante l'attività didattica.

Gratuito e a pagamento: come funziona

AI for Learning prevede una parte di funzionalità accessibili con la registrazione e un sistema basato su crediti per le funzioni e le generazioni aggiuntive.

Ogni attività ha un determinato costo in crediti e sono disponibili bundle acquistabili. I crediti acquistati rimangono disponibili finché l'utente mantiene la propria registrazione alla piattaforma.

Carta del Docente

Un'informazione particolarmente interessante per i docenti italiani è che AI for Learning consente di acquistare i servizi a pagamento anche attraverso la Carta del Docente, per chi rientra tra i beneficiari e nel rispetto delle condizioni e dei limiti previsti dalla normativa vigente.

Il sito indica esplicitamente questa modalità di pagamento nelle proprie condizioni contrattuali.

Poiché le regole relative alla Carta del Docente possono essere modificate dalla normativa, prima dell'acquisto è comunque opportuno verificare le condizioni aggiornate e la propria possibilità di utilizzare il bonus per il servizio.

E i dati degli studenti?

Questo è un aspetto particolarmente importante quando parliamo di strumenti di Intelligenza Artificiale destinati alla scuola.

AI for Learning dichiara di utilizzare infrastrutture cloud e specifica nella propria documentazione le modalità di trattamento dei dati. I server indicati per l'hosting sono situati nell'Unione Europea, mentre la privacy policy segnala anche l'utilizzo di servizi di AI forniti da OpenAI per alcune funzionalità della piattaforma.

La piattaforma indica inoltre che gli strumenti non richiedono né raccolgono automaticamente dati personali degli studenti al di fuori di quanto previsto dalla propria informativa.

Questo non significa naturalmente che il docente possa inserire liberamente qualsiasi informazione sugli alunni: privacy, minimizzazione dei dati e rispetto delle regole della propria scuola rimangono fondamentali.

AI for Learning e il ruolo del docente

È proprio questo l'aspetto sul quale mi sembra utile soffermarsi.

L'Intelligenza Artificiale può aiutarci a generare una proposta, suggerire attività o organizzare una UDA, ma la responsabilità della progettazione didattica rimane del docente.

Conoscere gli studenti, capire quali obiettivi siano realmente significativi, scegliere le metodologie, verificare la correttezza delle proposte e adattarle al contesto sono competenze che non possiamo delegare a uno strumento.

AI for Learning può quindi essere visto come un assistente alla progettazione, non come un sostituto dell'insegnante.

Il videotutorial

Nel videotutorial mostro AI for Learning e alcune delle possibilità offerte dalla piattaforma per utilizzare l'Intelligenza Artificiale nella progettazione didattica.



Un tool italiano interessante da conoscere, soprattutto per chi vuole sperimentare un uso dell'AI che parta dalla classe, dal contesto e dagli obiettivi di apprendimento, e non semplicemente dalla generazione di contenuti.

👉 AI for Learning: aiforlearning.digital

Le funzionalità, le condizioni di utilizzo, i prezzi e le modalità di pagamento possono cambiare nel tempo. Per informazioni aggiornate è sempre opportuno consultare il sito ufficiale.

lunedì 28 settembre 2026

AI Song Generator 2: modificare, estendere e trasformare una canzone con l’AI

Nel precedente tutorial abbiamo conosciuto AI Song Generator e visto come utilizzare l'Intelligenza Artificiale per creare una canzone a partire da un'idea, da una descrizione o da un testo.

Ma cosa possiamo fare dopo aver generato la canzone?

AI Song Generator mette a disposizione alcune funzioni che permettono di intervenire sul brano, modificarlo e trasformarlo. È proprio su queste possibilità che ci concentriamo in questo secondo videotutorial.

Modificare una parte della canzone

Una delle funzioni più interessanti è la possibilità di modificare una specifica sezione del brano.

Possiamo selezionare una parte della canzone, intervenire sul testo o sullo stile e generare una nuova versione di quella sezione. La nuova parte può poi essere unita al brano originale. (AI Song Generator)

Questo significa che non siamo obbligati ad accettare il primo risultato prodotto dall'AI.

Possiamo invece ascoltare, individuare ciò che non ci convince e provare a modificarlo.

È un approccio particolarmente interessante anche dal punto di vista didattico, perché permette di lavorare sul processo di revisione e non soltanto sul prodotto finale.

Allungare una canzone

Un'altra possibilità è quella di estendere un brano.

Se la canzone generata è troppo breve o vogliamo aggiungere una nuova parte, possiamo indicare il punto dal quale partire e inserire nuovi versi. AI Song Generator genera quindi la continuazione, che può essere successivamente unita al brano originale. 

Possiamo così provare a costruire, per esempio:

  • una nuova strofa;

  • un ritornello;

  • una parte conclusiva;

  • una sezione strumentale;

  • una versione più lunga del brano.

La stessa canzone in uno stile diverso

AI Song Generator permette anche di creare una cover in uno stile musicale differente, mantenendo lo stesso testo ma trasformando l'interpretazione musicale. 

Questa funzione può essere particolarmente divertente da sperimentare.

Come cambierebbe una stessa canzone se fosse trasformata in:

  • rock;

  • pop;

  • musica classica;

  • rap;

  • musica elettronica?

Il confronto tra le diverse versioni può diventare anche un'attività didattica per riflettere sul rapporto tra testo, genere musicale, ritmo e atmosfera.

Utilizzare un audio come punto di partenza

Un'altra funzione permette di caricare un breve file audio e utilizzarlo come base per creare un'estensione o una cover.

L'AI utilizza la melodia e le caratteristiche dell'audio caricato come riferimento per generare qualcosa di nuovo. 

Questa possibilità apre scenari interessanti anche per chi vuole partire da una propria idea musicale, magari registrata semplicemente con il telefono.

Non è quindi necessario essere musicisti o avere a disposizione una strumentazione professionale per sperimentare.

Dalla creazione alla rielaborazione

È proprio questo, secondo me, l'aspetto più interessante di queste funzioni.

L'AI non viene utilizzata soltanto per dire:

"Crea una canzone."

Possiamo invece entrare in un vero processo di rielaborazione:

creiamo → ascoltiamo → analizziamo → modifichiamo → confrontiamo → miglioriamo.

Questo approccio è particolarmente interessante nella didattica, perché permette di coinvolgere gli studenti nelle scelte invece di considerare il contenuto generato dall'AI come un prodotto già concluso.

Un'idea per la didattica

Immaginiamo, per esempio, un'attività interdisciplinare.

Gli studenti scrivono un testo su un argomento affrontato in classe. Il testo viene trasformato in una canzone e successivamente la classe lavora sulle diverse possibilità di rielaborazione.

Si possono creare più versioni dello stesso brano e chiedere agli studenti:

  • quale stile comunica meglio il contenuto;

  • come cambia l'atmosfera;

  • quale versione è più adatta al destinatario;

  • quali parti funzionano e quali invece devono essere modificate;

  • come cambierebbe il significato percepito scegliendo un altro genere musicale.

In questo modo l'AI diventa uno strumento di sperimentazione e confronto, non semplicemente un generatore automatico.

Attenzione all'utilizzo dei contenuti

Come per tutti gli strumenti di generazione musicale, è importante prestare attenzione ai testi, alle registrazioni e agli altri contenuti che carichiamo, oltre che alle condizioni d'uso del servizio.

AI Song Generator indica inoltre specifiche condizioni relative ai diversi piani, alle modalità di archiviazione e all'utilizzo commerciale dei brani generati. È quindi sempre opportuno verificare le condizioni aggiornate prima di utilizzare o distribuire pubblicamente un contenuto.

Il secondo videotutorial

In questo secondo tutorial dedicato ad AI Song Generator continuiamo quindi il nostro viaggio nella creazione musicale con l'Intelligenza Artificiale, andando oltre la semplice generazione di una canzone.

Vediamo come intervenire su un brano già creato, modificarlo, estenderlo e sperimentare nuove versioni.

Un esempio concreto di come l'AI possa diventare uno strumento per creare, provare, confrontare e rielaborare.



sabato 26 settembre 2026

venerdì 25 settembre 2026

Clumi AI: separare le tracce di una canzone con l’Intelligenza Artificiale

 Nel precedente tutorial abbiamo visto come utilizzare Clumi AI per rimuovere la voce da una canzone e ottenere una base musicale.

Ma Clumi offre anche possibilità più interessanti per chi vuole analizzare e lavorare sulle singole componenti di un brano musicale.

Grazie alla funzione di separazione delle tracce, infatti, è possibile isolare diverse parti della registrazione e ascoltarle separatamente.

Che cosa sono gli stem?

Quando ascoltiamo una canzone, sentiamo contemporaneamente voce, batteria, basso, chitarra, pianoforte e altri strumenti.

Con il termine stem si indicano proprio le singole componenti o tracce che costituiscono un brano.

Clumi AI utilizza l'intelligenza artificiale per analizzare la registrazione e separare alcune di queste componenti. Il servizio permette, a seconda dello strumento utilizzato, di isolare voce, batteria, basso, pianoforte, chitarra e parte strumentale.

Questo significa che possiamo passare dall'ascolto della canzone completa all'ascolto delle sue singole parti.

Come funziona

Il procedimento è molto semplice.

Dopo aver caricato il file audio, Clumi analizza il brano e procede alla separazione delle componenti.

Il servizio supporta diversi formati, tra cui MP3, WAV, MP4 e MOV, con una durata massima indicata attualmente in 10 minuti e una dimensione massima di 100 MB per il caricamento.

Una volta completata l'elaborazione, possiamo ascoltare le tracce ottenute e scaricare i risultati.

Dalla canzone alle singole componenti

La possibilità di isolare gli strumenti può essere interessante per diversi motivi.

Possiamo, per esempio, ascoltare:

  • soltanto la batteria;
  • soltanto il basso;
  • il pianoforte;
  • la chitarra;
  • la voce;
  • la parte strumentale.

In questo modo diventa molto più semplice concentrarsi su ciò che normalmente rimane nascosto all'interno del mix completo.

Un'interessante possibilità per la didattica musicale

È proprio qui che, secondo me, Clumi diventa particolarmente interessante per la scuola.

Possiamo utilizzare la separazione delle tracce per proporre attività di ascolto e analisi musicale.

Per esempio, possiamo chiedere agli studenti di ascoltare prima il brano completo e successivamente alcune delle tracce isolate.

Quale strumento riconosci?

Possiamo far ascoltare una traccia senza mostrare agli studenti quale strumento contiene e chiedere di identificarlo.

Come cambia il brano?

Un'altra attività consiste nel confrontare il brano completo con una versione privata di una delle sue componenti.

Che cosa cambia?

Che cosa viene a mancare?

Quale ruolo svolge quello strumento nella composizione?

Costruiamo la canzone

Possiamo anche procedere in senso inverso: ascoltare separatamente alcune componenti e ragionare su come, una volta sovrapposte, contribuiscano alla costruzione del brano.

In questo modo l'AI diventa uno strumento per rendere visibile e udibile la struttura della musica.

Voce e accompagnamento

Anche la separazione tra voce e parte strumentale può avere applicazioni molto semplici e immediate.

Possiamo utilizzare la traccia vocale per lavorare su:

  • intonazione;
  • pronuncia;
  • ritmo;
  • interpretazione;
  • testo della canzone.

Oppure utilizzare la parte strumentale per esercitazioni di canto e performance.

Clumi stessa indica tra gli utilizzi possibili anche l'apprendimento musicale e l'esercizio sul canto.

Non solo musica

La separazione delle componenti audio può essere interessante anche in attività interdisciplinari.

Per esempio, una classe potrebbe analizzare una canzone in lingua straniera lavorando sulla voce isolata, per concentrarsi su pronuncia, ritmo e intonazione.

Oppure si può partire da un brano per riflettere sul rapporto tra testo, voce e accompagnamento musicale.

L'aspetto interessante è che uno strumento tecnologico permette di intervenire su un prodotto che normalmente percepiamo come un tutt'uno e di scomporlo per comprenderlo meglio.

Una precisazione importante

Il risultato della separazione viene ottenuto attraverso l'intelligenza artificiale e quindi non corrisponde necessariamente alle tracce originali utilizzate durante la produzione del brano.

La qualità può variare in funzione della registrazione e della complessità del mix.

È quindi più corretto considerare queste tracce come versioni elaborate dall'AI, utili per l'ascolto, l'analisi e la rielaborazione, piuttosto che come gli stem originali della produzione musicale.

Clumi AI è gratuito?

Clumi presenta attualmente un servizio gratuito per la rimozione della voce, senza necessità di creare un account, mentre alcune funzioni e un utilizzo più esteso sono collegati ai limiti del servizio e ai piani disponibili.

Prima di utilizzare brani musicali in attività scolastiche o di pubblicare materiali prodotti a partire da musica protetta, è naturalmente importante verificare diritti d'autore e condizioni d'uso.

Il videotutorial

In questa seconda parte dedicata a Clumi AI mostro le possibilità offerte dallo strumento per lavorare sulle diverse componenti di un brano musicale.



Un esempio di come l'Intelligenza Artificiale possa essere utilizzata non soltanto per creare nuovi contenuti, ma anche per analizzare, scomporre e comprendere meglio quelli che già abbiamo.

👉 Clumi AI: clumi.ai

giovedì 24 settembre 2026

AI Song Generator: creare canzoni con l’Intelligenza Artificiale

 E se potessimo trasformare un'idea, un testo o una semplice descrizione in una canzone completa?

È quello che permette di fare AI Song Generator, uno strumento online basato sull'Intelligenza Artificiale che consente di creare brani musicali senza essere necessariamente musicisti o conoscere la teoria musicale.

👉 AI Song Generator: aisonggenerator.io

Possiamo descrivere ciò che vogliamo ottenere, indicare lo stile e lasciare che l'AI generi la composizione.

Come funziona AI Song Generator

Il funzionamento è piuttosto semplice.

Possiamo partire da una nostra idea oppure inserire un testo e indicare le caratteristiche che vogliamo per il brano. L'intelligenza artificiale interpreta le indicazioni e genera una composizione completa, comprendente melodia, ritmo, armonia e, se richiesto, anche voce e testo.

È possibile lavorare con numerosi generi e stili musicali e intervenire su elementi come atmosfera, voce e tempo.

Un aspetto particolarmente interessante è la possibilità di scegliere la modalità Instrumental Only, quando vogliamo creare un brano esclusivamente strumentale, senza voce.

Dalle parole alla musica

Una delle possibilità che trovo più interessanti, soprattutto in ambito didattico, è partire da un testo scritto dagli studenti e provare a trasformarlo in una canzone.

Per esempio, possiamo immaginare di lavorare su:

  • una poesia;
  • un testo prodotto dalla classe;
  • una filastrocca;
  • un testo su un argomento disciplinare;
  • una canzone dedicata a un particolare periodo storico;
  • un testo in lingua straniera.

L'AI diventa così uno strumento per sperimentare il rapporto tra parole, musica, ritmo e comunicazione.

Non è necessario che il risultato sia utilizzato come prodotto finale: può essere altrettanto interessante confrontare più versioni dello stesso testo e discutere con gli studenti perché una scelta musicale comunica una determinata atmosfera piuttosto che un'altra.

Anche musica strumentale

Non sempre abbiamo bisogno di una canzone con voce.

AI Song Generator permette di creare anche musica strumentale, che può essere utilizzata come sottofondo per video, presentazioni, podcast, letture o altri prodotti realizzati dagli studenti.

Possiamo quindi chiedere, per esempio, un brano:

  • tranquillo e rilassante;
  • energico;
  • cinematografico;
  • misterioso;
  • adatto a una narrazione;
  • coerente con un determinato periodo storico;
  • pensato come accompagnamento per una lettura.

Questo rende lo strumento interessante non soltanto per l'educazione musicale, ma anche per attività interdisciplinari.

Modificare e sviluppare un brano

AI Song Generator mette a disposizione anche funzioni per modificare, estendere e trasformare i brani generati. Sono inoltre disponibili funzioni per il caricamento di audio e per la rimozione della voce.

Questo permette di considerare il brano generato non necessariamente come un prodotto definitivo, ma come materiale da elaborare ulteriormente.

Ed è proprio questo, secondo me, uno degli aspetti più interessanti dell'uso dell'AI nella didattica: non limitarsi a chiedere all'intelligenza artificiale di produrre qualcosa, ma utilizzare ciò che produce come punto di partenza per scegliere, modificare, confrontare e creare.

Un'idea per la didattica

AI Song Generator può diventare lo spunto per un'attività in cui gli studenti lavorano direttamente sul processo creativo.

Per esempio:

1. Scriviamo
La classe produce un testo.

2. Progettiamo
Gli studenti decidono quale genere, ritmo e atmosfera potrebbero valorizzarlo.

3. Generiamo
Si utilizza l'AI per creare una o più versioni.

4. Confrontiamo
Si ascoltano i risultati e si discutono le differenze.

5. Valutiamo e rielaboriamo
Gli studenti riflettono sulle scelte musicali e, se necessario, modificano il testo o le indicazioni date all'AI.

In questo modo l'attenzione non è semplicemente sulla "canzone fatta dall'AI", ma sul processo creativo e sulle scelte degli studenti.

Attenzione alle condizioni d'uso

Il sito presenta un piano gratuito con crediti che vengono rinnovati quotidianamente e diversi piani a pagamento con funzionalità aggiuntive. Le condizioni relative a utilizzo, archiviazione e diritti sulle produzioni dipendono dal piano utilizzato.

Per un utilizzo scolastico è quindi sempre importante controllare le condizioni aggiornate del servizio prima di pubblicare o distribuire materiali prodotti con lo strumento.

Il videotutorial



Nel videotutorial mostro AI Song Generator e vediamo insieme come utilizzarlo per sperimentare la creazione musicale con l'Intelligenza Artificiale.

Un altro strumento interessante da conoscere per ampliare la nostra cassetta degli attrezzi digitale e, soprattutto, per proporre agli studenti nuove modalità di creazione e rielaborazione dei contenuti.

👉 AI Song Generator: aisonggenerator.io


mercoledì 23 settembre 2026

Clumi AI: rimuovere la voce da una canzone e creare una base musicale

 Avete una canzone e vi piacerebbe utilizzarla come base musicale, eliminando la voce del cantante?

Clumi AI è uno strumento online che utilizza l'intelligenza artificiale per separare le voci dalla parte strumentale di un brano. In questo modo è possibile ottenere una versione strumentale della canzone, pronta per essere utilizzata per il karaoke, per esercitarsi nel canto o per diverse attività musicali.

Come funziona Clumi AI

L'utilizzo è molto semplice.

È sufficiente caricare il file audio o video direttamente nel sito. Clumi analizza il brano e separa automaticamente voce e parte strumentale.

A questo punto possiamo ascoltare il risultato e scaricare la traccia che ci interessa.

Il servizio supporta diversi formati audio e video, tra cui MP3, WAV, MP4 e MOV.

Creare una base musicale

La funzione che trovo particolarmente interessante per la scuola è proprio la possibilità di ottenere la base strumentale di una canzone.

Possiamo quindi partire da un brano completo e ricavare una versione senza voce da utilizzare, ad esempio, per:

  • attività di canto;
  • esercitazioni musicali;
  • karaoke;
  • accompagnamento di una performance;
  • attività sulla struttura di una canzone;
  • analisi e ascolto della componente strumentale.

Naturalmente il risultato dipende anche dalla qualità e dalle caratteristiche del brano originale: la separazione effettuata dall'intelligenza artificiale non equivale necessariamente alla disponibilità delle singole tracce originali.

Non solo rimozione della voce

Clumi AI offre anche una funzione di stem separation, che permette di separare ulteriormente alcune componenti della musica, come voce, batteria, basso, pianoforte e chitarra.

Questo apre possibilità interessanti anche dal punto di vista didattico.

Per esempio, con gli studenti potrebbe essere interessante ascoltare separatamente le diverse componenti di un brano e provare a riconoscere come è costruita una canzone.

In questo caso lo strumento non serve soltanto a creare una base per cantare, ma può diventare anche un punto di partenza per attività di ascolto, analisi e produzione musicale.

È necessario creare un account?

Clumi presenta il suo vocal remover come uno strumento utilizzabile gratuitamente e senza account per la rimozione delle voci.

Prima di utilizzare il servizio in classe è comunque sempre opportuno verificare le condizioni d'uso aggiornate e, soprattutto, prestare attenzione ai diritti d'autore del brano che intendiamo caricare e utilizzare.

Il videotutorial

Nel videotutorial mostro passo passo come utilizzare Clumi AI per rimuovere la voce da una canzone e ottenere la base musicale.



Un altro piccolo strumento da aggiungere alla nostra cassetta degli attrezzi digitali, soprattutto se lavoriamo con musica, canto e attività creative.

👉 Clumi AI: clumi.ai

martedì 22 settembre 2026

PaperMe: crea fogli personalizzati per la didattica

 Quante volte, preparando un'attività, ci serve semplicemente un foglio con una particolare struttura: righe più larghe, una griglia, uno spazio laterale, un certo formato o magari un modello da stampare e utilizzare con gli alunni?

PaperMe è un piccolo strumento online che permette di creare in modo semplice fogli di carta personalizzati, scegliendo diversi parametri e modificandoli in base alle proprie esigenze.

Non serve quindi partire da un documento Word o da un programma di grafica: possiamo costruire direttamente il nostro modello e poi esportarlo nel formato che ci interessa.

Come funziona PaperMe

L'interfaccia mette a disposizione un pannello di configurazione attraverso il quale possiamo personalizzare diversi elementi del foglio.

Possiamo innanzitutto scegliere:

  • il tipo di carta;
  • il formato;
  • il tema;
  • lo stile delle righe;
  • il colore e la distanza tra le righe;
  • la disposizione di righe e griglie;
  • i margini.

È inoltre possibile modificare lo sfondo e aggiungere alcuni elementi opzionali, come una barra laterale, una filigrana, un logo o il numero di pagina. Possiamo anche stabilire il numero di pagine da generare.

Un'idea interessante per la scuola

PaperMe può essere utile quando abbiamo bisogno di creare rapidamente materiali di base personalizzati, senza perdere tempo a impostare manualmente un documento.

Per esempio possiamo creare:

  • fogli a righe per attività di scrittura;
  • fogli a quadretti o a griglia;
  • pagine per esercizi e annotazioni;
  • modelli per diari e planning;
  • fogli per attività di disegno;
  • pagine per esercitazioni di calligrafia;
  • modelli personalizzati per progetti e attività laboratoriali.

La possibilità di modificare anche margini, spaziatura e struttura della pagina permette di adattare il foglio all'attività che vogliamo proporre.

Esportare e utilizzare il modello

Una volta terminata la personalizzazione, PaperMe permette di esportare il risultato in diversi formati:

PDF, SVG, PNG e DOCX.

Il PDF è naturalmente particolarmente comodo quando vogliamo stampare direttamente il materiale, mentre gli altri formati possono essere utili se vogliamo continuare a lavorare sul file o utilizzarlo in altri strumenti.

È anche possibile salvare le impostazioni del modello tramite la funzione Export Settings, così da poter conservare una configurazione personalizzata e riutilizzarla successivamente.

PaperMe nella cassetta degli attrezzi del docente

Non è uno strumento rivoluzionario e proprio per questo lo trovo interessante: appartiene a quella categoria di piccoli strumenti pratici che possono risolvere rapidamente un'esigenza concreta.

A volte non abbiamo bisogno di creare una scheda complessa: ci serve semplicemente il foglio giusto per quell'attività.

PaperMe permette di costruirlo in pochi passaggi e di adattarlo alle nostre necessità.

👉 PaperMe: paperme.pixzens.com/it

Nel videotutorial mostro passo passo come funziona e come utilizzare le diverse opzioni disponibili.



lunedì 21 settembre 2026

MaMa: una ricca raccolta di materiali per l'insegnamento della matematica

 

MaMa: una ricca raccolta di materiali per l'insegnamento della matematica

Cercare nuove idee per le lezioni di matematica, trovare un'attività adatta a un determinato argomento o avere a disposizione materiali da utilizzare con gli alunni può richiedere molto tempo.

Oggi voglio presentarvi MaMa – Matematica per la scuola elementare, una piattaforma ricca di risorse e proposte didattiche per l'insegnamento della matematica nella scuola primaria.

https://mama.edu.ti.ch/

Che cos'è MaMa?

MaMa è un progetto dedicato alla didattica della matematica che raccoglie attività, problemi, giochi, materiali per gli alunni e risorse per i docenti.

Le proposte sono organizzate in modo da facilitare la ricerca e permettere di individuare attività relative ai diversi ambiti della matematica e alle varie classi.

Non si tratta quindi soltanto di scaricare una scheda già pronta: la piattaforma può essere utilizzata anche come fonte di idee per progettare e costruire le proprie attività didattiche.

Cosa possiamo trovare?

All'interno di MaMa troviamo numerose tipologie di risorse, tra cui:

  • attività didattiche;

  • problemi;

  • giochi matematici;

  • schede e materiali per gli alunni;

  • materiali di supporto per il docente;

  • proposte organizzate per classe e ambito matematico.

Questa varietà rende la piattaforma interessante sia quando cerchiamo un'attività specifica, sia quando vogliamo semplicemente esplorare nuove modalità per affrontare un argomento.

Una risorsa per progettare, non solo per scaricare

Uno degli aspetti che trovo più interessanti è la possibilità di utilizzare MaMa come strumento di progettazione didattica.

Un'attività proposta nella piattaforma può infatti diventare il punto di partenza per costruire una lezione, modificando consegne, materiali e modalità di lavoro in funzione dei propri alunni.

Possiamo, ad esempio, partire da un problema e chiedere agli studenti di confrontare strategie diverse, oppure utilizzare un gioco matematico per introdurre o consolidare un concetto.

Il docente mantiene quindi un ruolo centrale: sceglie, adatta, modifica e integra le risorse in base agli obiettivi e alle caratteristiche della classe.

Perché vale la pena conoscerla?

Quando si parla di materiali didattici online, spesso ci troviamo davanti a grandi quantità di risorse, ma non sempre è facile capire quali siano realmente utili.

MaMa è interessante perché nasce con una precisa attenzione alla didattica della matematica e propone materiali pensati per essere utilizzati all'interno di percorsi di apprendimento.

Può quindi essere una risorsa da tenere tra i propri riferimenti, soprattutto per chi insegna nella scuola primaria e cerca attività, problemi e idee per rendere l'apprendimento della matematica più attivo e significativo.

Nel videotutorial

Nel video mostro la piattaforma MaMa, le sue principali caratteristiche e come orientarsi tra le diverse risorse disponibili, per trovare materiali e attività da utilizzare nella didattica della matematica.

🎥 Guarda il videotutorial e scopri MaMa!



Se insegni matematica nella scuola primaria, ti consiglio di dare un'occhiata a questa raccolta: potresti trovare un'attività pronta da utilizzare oppure l'idea da cui partire per costruire la tua prossima lezione.

sabato 19 settembre 2026

Google GEM addio!

Non dovrebbe essere una sorpresa, perchè Google non è nuovo a cose del genere: purtroppo dal 13 ottobre ci sarà lo stop alla creazione/modifica dei vecchi Gem e il 17 novembre 2026 come ritiro/chiusura definitiva.

I vecchi Gem verranno migrati/convertiti in Spark Skills. Le Skills nascono come motore operativo dentro Gemini Spark, ma la gestione delle personalizzazioni di base dell'assistente non viene bloccata a pagamento per tutti (le funzioni core di personalizzazione restano fruibili o migrate, mentre l'esecuzione autonoma 24/7 di tipo Spark resta legata ai tier superiori). E il costo è davvero ESORBITANTE!!!

L'alternativa è esportare i prompt delle Gem e incollarli ogni volta in AI Studio. Davvero laborioso e stressante. Oppure ricorrere alle skill di AI concorrenti, come ChatGPT o Claude. Vedremo

Una scuola intelligente per tutti i talenti con le soluzioni Apple!

Martedì 22 settembre 2026 dalle 17.00 alle 18.00 si terrà un webinar, organizzato da C2 Group, dedicato alle soluzione Apple.

La scuola riparte: sul banco o nello zaino abbiamo un iPad o un Mac? Siamo già pronti per ampliare le potenzialità della nostra didattica rendendola ancor più accessibile e aperta ai nuovi media e ai nuovi linguaggi dell’intelligenza artificiale. Viviamo insieme un’attività didattica rispettosa dei nuovi standard europei di accessibilità, privacy e sicurezza. Approfondiamo insieme le capacità native nelle tecnologie Apple, pronte all’uso e attente alle realtà delle scuole italiane

Per iscrizione: https://register.gotowebinar.com/register/895548198330681481




venerdì 18 settembre 2026

Yorescape: tour virtuali per esplorare la storia e il patrimonio culturale

Visitare un sito archeologico o un luogo storico senza spostarsi dalla classe? Con i tour virtuali è possibile trasformare questa esperienza in un'attività didattica coinvolgente.

In questo articolo vi presento Yorescape, una piattaforma che permette di esplorare virtualmente luoghi e siti di interesse storico e archeologico attraverso ambienti tridimensionali e ricostruzioni digitali.

https://yorescape.com/

Che cos'è Yorescape?

Yorescape permette di immergersi nella ricostruzione virtuale di alcuni importanti luoghi del patrimonio culturale, esplorandoli attraverso una navigazione in 3D.

L'aspetto particolarmente interessante è la possibilità di osservare i luoghi e, dove disponibile, confrontare la realtà attuale con la ricostruzione del loro aspetto nel passato.

Non ci limitiamo quindi a guardare una fotografia o una scheda: possiamo entrare virtualmente nello spazio, osservare l'ambiente da diversi punti di vista e costruire una rappresentazione più concreta del luogo che stiamo studiando.

Perché può essere interessante per la didattica?

L'utilizzo di un tour virtuale può aiutare a rendere più facilmente comprensibili alcuni contenuti che, attraverso il solo libro di testo, possono risultare astratti.

Pensiamo, ad esempio, allo studio di una civiltà antica: poter esplorare virtualmente un edificio, osservare gli spazi, la loro disposizione e i dettagli architettonici può offrire agli studenti un'esperienza molto diversa dalla semplice osservazione di un'immagine.

Yorescape può quindi essere utilizzato come punto di partenza per osservare, fare domande, formulare ipotesi e approfondire.

Alcune idee per utilizzarlo in classe

Un tour virtuale può essere inserito in diversi momenti del percorso didattico.

Prima dello studio di un argomento, possiamo utilizzare l'esplorazione come attività introduttiva e chiedere agli alunni di osservare ciò che vedono e formulare ipotesi.

Durante lo studio, il tour può diventare uno strumento per approfondire ciò che è stato affrontato attraverso il libro o altri materiali.

Al termine dell'attività, possiamo invece chiedere agli studenti di descrivere il luogo, individuare gli elementi più significativi oppure confrontare ciò che hanno osservato con le informazioni studiate.

Si possono proporre domande come:

  • Che cosa osservi?

  • Quali elementi ti fanno capire a quale epoca appartiene il luogo?

  • Quale funzione potevano avere questi spazi?

  • Che cosa è cambiato rispetto a oggi?

  • Quali informazioni vorresti approfondire?

In questo modo la visita virtuale non rimane una semplice esperienza “immersiva”, ma diventa un'attività di osservazione e interpretazione.

Storia, arte e patrimonio culturale

Le possibilità di utilizzo non riguardano soltanto la storia.

Yorescape può essere uno spunto anche per attività di arte e immagine, per osservare architetture e opere, oppure per percorsi dedicati alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio culturale.

Può inoltre essere interessante proporre agli studenti una sorta di visita guidata virtuale, chiedendo loro di scegliere alcuni elementi del tour e prepararne una breve presentazione per i compagni.

La tecnologia diventa così uno strumento per sviluppare non soltanto conoscenze, ma anche capacità di osservazione, descrizione, ricerca e comunicazione.

Un'esperienza da vivere insieme

Un altro aspetto interessante dei tour virtuali è che non è necessario che ogni studente esplori autonomamente il luogo.

Il docente può proiettare il tour alla LIM o sulla lavagna digitale e guidare l'esplorazione insieme alla classe, fermandosi nei punti più significativi e trasformando la navigazione in una vera e propria visita guidata virtuale.

🎥 Nel videotutorial ti presento Yorescape e ti mostro le sue principali caratteristiche e possibilità.


https://youtu.be/dG0OGvXTcgk

Se vuoi portare nella tua classe una modalità diversa per esplorare luoghi storici, siti archeologici e patrimonio culturale, Yorescape è sicuramente uno strumento interessante da conoscere e sperimentare.




giovedì 17 settembre 2026

Gemini Notebook e output editabili

Quando utilizziamo Gemini Notebook per creare materiali didattici, può essere molto utile poter intervenire successivamente sui contenuti generati, modificandoli e personalizzandoli secondo le nostre esigenze.

Ma come possiamo ottenere degli output editabili?

In questo breve videotutorial mostro un semplice accorgimento che permette di ottenere da Gemini Notebook un risultato che possiamo modificare e adattare, invece di limitarci a utilizzare l'output così come viene generato.

Perché è utile per i docenti?

La possibilità di modificare l'output è particolarmente importante quando utilizziamo l'intelligenza artificiale per preparare materiali per la scuola.

Un contenuto generato dall'AI raramente è già perfetto per la nostra classe: possiamo avere la necessità di:

  • modificare testi e consegne;
  • adattare il livello di difficoltà;
  • aggiungere o eliminare informazioni;
  • personalizzare il materiale per una specifica classe;
  • inserire esempi o attività proprie;
  • modificare la struttura del documento.

L'AI ci offre quindi una base di lavoro, mentre resta al docente il compito di verificare, correggere e personalizzare il materiale.

🎥 Nel videotutorial ti mostro passo passo come ottenere output editabili da Gemini Notebook.



Un piccolo accorgimento che può rendere molto più pratico l'utilizzo di Gemini Notebook per la progettazione di materiali didattici.

mercoledì 16 settembre 2026

Timelinely: trasformare un video YouTube in un'attività interattiva

 Come possiamo rendere più coinvolgente e interattivo un video di YouTube senza doverlo ricreare?

In questo videotutorial ti presento Timelinely, uno strumento che permette di aggiungere a un video YouTube testi, immagini, GIF, video, link e altri contenuti interattivi, collegandoli a specifici momenti della sua timeline.

https://www.timeline.ly/

🎯 La caratteristica che trovo particolarmente interessante per la scuola?

La possibilità di iniziare a creare senza dover necessariamente avere un account.

Questo apre una possibilità interessante per il lavoro con gli alunni: il docente può far realizzare agli studenti le annotazioni e gli elementi da inserire nel video, sotto la sua supervisione, e occuparsi poi del salvataggio e della pubblicazione utilizzando un account appropriato.

In questo modo possiamo coinvolgere anche gli alunni nella costruzione di un video interattivo, senza chiedere a ciascuno di creare un proprio account.

💡 Timelinely può essere utilizzato, ad esempio, per:

  • aggiungere spiegazioni e approfondimenti a un video;
  • inserire immagini o link in corrispondenza di specifici momenti;
  • evidenziare informazioni importanti;
  • creare percorsi di approfondimento;
  • proporre attività di osservazione e analisi;
  • trasformare un video in una risorsa didattica più ricca e personalizzata;
  • far lavorare gli alunni sulla rielaborazione e annotazione di un contenuto video.

🎥 Nel tutorial ti mostro come funziona Timelinely, quali elementi è possibile aggiungere e come può essere utilizzato nella didattica.



Un'interessante possibilità per passare dal semplice “guardare un video” al “lavorare dentro un video”.

martedì 15 settembre 2026

Go-Cart.io: creare mappe interattive e visualizzare i dati nella didattica

 Le mappe geografiche sono uno strumento prezioso per aiutare gli alunni a leggere, organizzare e interpretare le informazioni. Ma cosa succede quando, invece di utilizzare una mappa già pronta, possiamo crearne una personalizzata a partire dai nostri dati?

È questa la possibilità offerta da Go-Cart.io, uno strumento gratuito e open source che permette di creare mappe interattive e visualizzazioni cartografiche basate sui dati.

Che cos'è Go-Cart.io?

Go-Cart.io permette di trasformare dati e informazioni geografiche in rappresentazioni visive attraverso mappe personalizzabili.

È possibile lavorare con dati propri, anche importandoli da file CSV o Excel, e scegliere come rappresentarli sulla carta.

Questo rende lo strumento interessante non soltanto per chi deve realizzare una mappa, ma soprattutto per chi vuole far emergere visivamente relazioni, distribuzioni e differenze tra dati geografici.

Le possibilità didattiche

L'aspetto che trovo più interessante di Go-Cart.io è proprio la sua applicazione nella didattica.

Una mappa non deve essere necessariamente il prodotto finale di un'attività: può diventare anche uno strumento per ragionare sui dati.

In geografia, ad esempio, possiamo rappresentare la distribuzione della popolazione, le caratteristiche dei territori, le risorse naturali o altri fenomeni geografici.

Ma le possibilità non si fermano alla geografia.

Go-Cart può offrire spunti anche per:

  • storia, rappresentando eventi, territori e fenomeni attraverso la dimensione geografica;
  • educazione civica, visualizzando dati relativi a popolazione, ambiente, servizi o territorio;
  • matematica, lavorando sulla lettura e rappresentazione di dati statistici;
  • scienze, per rappresentare fenomeni legati al territorio e all'ambiente;
  • attività interdisciplinari, nelle quali dati, territorio e informazioni vengono messi in relazione.

Dalla tabella alla mappa

Una delle attività che possiamo proporre agli alunni consiste proprio nel partire da una tabella di dati.

Possiamo, per esempio, fornire un insieme di dati relativi a diverse regioni o Paesi e chiedere agli studenti di trasformarli in una rappresentazione cartografica.

Il passaggio dalla tabella alla mappa permette di lavorare su una competenza importante: interpretare i dati e scegliere come rappresentarli.

Non si tratta quindi soltanto di imparare a utilizzare uno strumento digitale, ma di riflettere su domande come:

Che cosa voglio mostrare? Quale rappresentazione rende più comprensibile il dato? Che cosa posso capire dalla mappa che non era immediatamente evidente nella tabella?

Sono domande che trasformano la costruzione della mappa in una vera attività di analisi.

Un laboratorio possibile

Go-Cart.io può quindi essere inserito facilmente in un'attività laboratoriale.

Possiamo partire da un dataset fornito dal docente oppure costruito dagli stessi alunni. Dopo aver importato i dati, gli studenti possono sperimentare diverse modalità di visualizzazione e confrontare i risultati.

Alla fine possiamo chiedere loro di spiegare:

  • quali dati hanno scelto di rappresentare;
  • perché hanno scelto quella modalità di visualizzazione;
  • quali informazioni emergono dalla mappa;
  • quali conclusioni possono trarre dall'analisi.

In questo modo la tecnologia diventa un mezzo per sviluppare competenze di lettura, analisi e comunicazione dei dati.

Nel videotutorial

Nel mio videotutorial presento le principali caratteristiche e funzionalità di Go-Cart.io, mostrando come funziona lo strumento e quali possono essere le sue applicazioni in ambito didattico.

🎥 Guarda il tutorial su YouTube:

https://youtu.be/U62VA969MAM



Se cerchi uno strumento per portare nella didattica mappe, dati e visualizzazione interattiva, Go-Cart.io è sicuramente interessante da sperimentare.

lunedì 14 settembre 2026

Curaturae: quando un testo diventa una porta verso immagini e opere d’arte

 Avete mai pensato di partire da un testo scritto dagli alunni per esplorare immagini, oggetti e opere d’arte collegati al suo contenuto?

È proprio l'idea alla base di Curaturae, uno strumento particolarmente interessante per la didattica perché permette di creare connessioni tra parole e immagini, utilizzando opere e oggetti provenienti da collezioni culturali.

Come funziona Curaturae?

Il funzionamento è molto semplice: si inserisce un testo e lo strumento individua immagini semanticamente collegate a ciò che è stato scritto.

Il risultato può essere sorprendente: a partire dalle parole contenute nel testo possono emergere opere d'arte, oggetti e immagini che permettono di ampliare il tema iniziale e di osservare il contenuto da nuovi punti di vista.

Non si tratta quindi semplicemente di cercare un'immagine da aggiungere a un testo, ma di scoprire nuove associazioni tra ciò che abbiamo scritto e il patrimonio culturale.

Perché può essere utile a scuola?

Curaturae può diventare un interessante punto di partenza per diverse attività didattiche.

Ad esempio, possiamo proporre agli alunni di:

  • scrivere un breve testo e osservare quali immagini vengono associate alle loro parole;
  • scegliere un'opera tra quelle proposte e spiegare il collegamento con il testo;
  • confrontare le immagini individuate dallo strumento con quelle che avrebbero scelto personalmente;
  • partire da un'opera d'arte per inventare una storia;
  • arricchire un testo descrittivo attraverso l'osservazione di oggetti e opere;
  • lavorare sui collegamenti tra arte, storia, italiano e patrimonio culturale.

Può essere particolarmente interessante anche per attività di scrittura creativa: un'immagine inattesa può diventare lo spunto per aggiungere un personaggio, modificare una storia o immaginare un contesto completamente nuovo.

Un'attività semplice da sperimentare

Un'attività che possiamo proporre è molto semplice.

Chiediamo agli alunni di scrivere un breve testo, ad esempio la descrizione di un luogo, di un personaggio o di una situazione.

Inseriamo il testo in Curaturae e osserviamo le immagini che vengono associate.

A questo punto possiamo chiedere:

Quale immagine ti sembra più collegata al tuo testo? Perché?

E ancora:

Quale collegamento ha trovato lo strumento che tu non avevi considerato?

In questo modo lo strumento non diventa semplicemente un mezzo per trovare immagini, ma uno stimolo per riflettere sulle parole utilizzate, sui significati e sulle associazioni che un testo può generare.

Un nuovo modo di esplorare il patrimonio culturale

Uno degli aspetti che trovo più interessanti di Curaturae è proprio la possibilità di incontrare opere e oggetti culturali partendo da un testo, anziché iniziare necessariamente dall'opera stessa.

È un cambio di prospettiva piccolo, ma didatticamente interessante: una parola, una frase o un'idea possono diventare il punto di partenza per una nuova esplorazione visiva.

🎥 Nel videotutorial ti mostro come funziona Curaturae e come utilizzarlo passo passo.



Se lavori con immagini, arte e patrimonio culturale, Curaturae è sicuramente uno strumento da provare: potrebbe offrirti qualche idea interessante per costruire attività nuove e, soprattutto, per aiutare gli alunni a scoprire connessioni che non avevano ancora immaginato.

sabato 12 settembre 2026

Hai creato uno Storybook con GEM e non riesci più a ritrovarlo?

Hai creato uno Storybook con GEM e non riesci più a ritrovarlo?

Se hai già utilizzato GEM Storybook per creare una storia illustrata con l'intelligenza artificiale, può capitare di tornare nel proprio account e non trovare più facilmente gli Storybook realizzati in precedenza.

Dove sono finiti? Si possono recuperare?

Sì! 😊 In questo breve videotutorial mostro come ritrovare nel proprio account gli Storybook creati in precedenza, anche quando non sono immediatamente visibili nella schermata principale.

È un piccolo accorgimento, ma può essere molto utile per i docenti che utilizzano GEM Storybook per preparare storie, materiali e attività didattiche e vogliono recuperare un lavoro già realizzato senza doverlo ricreare da zero.

🎥 Nel video ti mostro passo passo dove andare e cosa fare per ritrovare i tuoi Storybook.



Se utilizzi GEM Storybook nella tua attività didattica, salva questo consiglio: potrebbe tornarti utile quando cercherai uno dei tuoi lavori precedenti!

giovedì 10 settembre 2026

Piccola pausa

 Da alcuni giorni non sto pubblicando articoli in questo blog.

Sono stata molto impegnata con vari corsi di formazione, ho dedicato il tempo a preparare spiegazioni e tutorial, ma non sono riuscita a trovarne per completare la pubblicazione anche qui. Un po' anche la stanchezza incide dopo 6-7 ore quasi ininterrotte di docenza.

Da domani dovrei ripredere. A presto!

lunedì 7 settembre 2026

Patatap: quando la tastiera diventa uno strumento musicale

Avete mai pensato di trasformare una semplice tastiera in uno strumento musicale?

Con Patatap è possibile farlo in modo immediato e divertente. Si tratta di uno strumento online che combina suoni, musica, colori e animazioni: basta premere i tasti della tastiera per dare vita a una vera e propria esperienza audiovisiva.

Ogni tasto attiva un suono accompagnato da un'animazione grafica. Premendo la barra spaziatrice è inoltre possibile cambiare la combinazione di suoni e immagini e sperimentare nuove possibilità creative.

Non servono conoscenze musicali particolari: si può semplicemente iniziare a premere i tasti e lasciarsi guidare dall'esplorazione.

👉 Prova Patatap: https://www.patatap.com/

Patatap a scuola: perché utilizzarlo?

Patatap è uno strumento apparentemente semplice e ludico, ma può offrire numerosi spunti per attività didattiche.

Il suo punto di forza è la possibilità di mettere in relazione suono e immagine, stimolando contemporaneamente ascolto, attenzione, ritmo, creatività e capacità di sperimentazione.

🎵 Musica e ritmo

L'utilizzo più immediato riguarda naturalmente l'educazione musicale.

Gli alunni possono esplorare i diversi suoni e provare a creare semplici sequenze ritmiche.

L'insegnante può proporre una sequenza di tasti da riprodurre, trasformando l'attività in un piccolo gioco di memoria e di ascolto.

Si può anche chiedere agli alunni di inventare una breve sequenza e farla riprodurre ai compagni.

In questo modo si possono esercitare:

  • ascolto e attenzione;
  • memoria uditiva;
  • senso del ritmo;
  • coordinazione;
  • capacità di riprodurre una sequenza.

🎭 Raccontare una storia con i suoni

Un'altra possibilità molto interessante è utilizzare Patatap per accompagnare una storia.

Ogni personaggio, azione o momento della narrazione può essere associato a un determinato suono.

Per esempio:

un personaggio entra → un suono
inizia un temporale → un altro suono
compare un animale → un altro suono
arriva il lieto fine → una nuova sequenza

Gli alunni possono quindi diventare veri e propri "sound designer" della storia, scegliendo i suoni più adatti alle diverse situazioni.

L'attività può essere realizzata anche utilizzando la LIM, trasformando il momento della narrazione in un'esperienza interattiva.

📖 Italiano e storytelling

Patatap può essere collegato anche alla produzione di testi.

Dopo aver creato una sequenza sonora, gli alunni possono inventare una breve storia ispirata ai suoni ascoltati.

Oppure si può procedere al contrario: l'insegnante legge una storia e gli alunni devono individuare i momenti nei quali inserire determinati effetti sonori.

È un modo originale per lavorare sulla comprensione del testo, sulla sequenza temporale e sulla produzione narrativa.

🎨 Suono, colore ed emozioni

Patatap permette di sperimentare contemporaneamente elementi sonori e visivi.

Questo offre uno spunto interessante per parlare di emozioni.

Si può chiedere agli alunni:

Quale suono sceglieresti per rappresentare la gioia? E la paura? La sorpresa? La calma?

Gli studenti possono scegliere una sequenza sonora e osservare anche le animazioni e i colori che la accompagnano.

Non esiste necessariamente una risposta giusta: proprio il confronto tra le diverse interpretazioni può diventare l'aspetto più interessante dell'attività.

🧠 Attenzione e memoria

Patatap può essere utilizzato anche come piccolo gioco per allenare attenzione e memoria.

L'insegnante crea una breve sequenza di suoni e chiede agli alunni di riprodurla.

Si può aumentare progressivamente la difficoltà:

2 suoni → 3 suoni → 4 suoni → 5 suoni...

L'attività può essere proposta individualmente, a coppie oppure a squadre.

💻 Creatività digitale

Patatap rappresenta anche un semplice esempio di creatività digitale.

Gli alunni possono sperimentare il rapporto tra un'azione molto semplice — premere un tasto — e ciò che il computer restituisce: un suono accompagnato da un'immagine animata.

È quindi possibile introdurre, anche con i più piccoli, il concetto di interazione: un'azione dell'utente produce una risposta del sistema.

🎬 Accompagnare immagini e video

Un'altra idea consiste nell'utilizzare Patatap come fonte di ispirazione per creare brevi prodotti multimediali.

Gli alunni possono scegliere una sequenza di suoni e abbinarla a immagini, disegni o semplici animazioni realizzate con altri strumenti digitali.

Il risultato può diventare un piccolo progetto interdisciplinare che coinvolge musica, arte, italiano e tecnologia.

🎵 Un'attività pronta per la classe: la storia sonora

Obiettivo: creare una breve narrazione utilizzando suoni e immagini.

L'insegnante propone una storia molto breve, anche di poche righe.

Gli alunni individuano i momenti principali della narrazione e scelgono per ciascuno un suono prodotto da Patatap.

Successivamente provano a riprodurre la storia utilizzando esclusivamente i suoni.

A questo punto si può chiedere ai compagni:

"Riuscite a capire che cosa sta succedendo nella storia ascoltando soltanto i suoni?"

L'attività può essere ancora più interessante se il gruppo viene diviso in piccoli team: ogni gruppo inventa la propria storia sonora e gli altri devono indovinarne il contenuto.

⚠️ Una piccola attenzione

Patatap contiene immagini lampeggianti. È quindi opportuno tenerne conto, soprattutto quando lo si utilizza con bambini e ragazzi.

In conclusione

Patatap è uno strumento semplice, immediato e divertente che può trasformare una normale tastiera in un piccolo laboratorio di musica, immagini e creatività.

Il suo utilizzo a scuola non deve necessariamente avere come obiettivo la creazione di una vera composizione musicale. Può essere, più semplicemente, uno stimolo per ascoltare, ricordare, raccontare, collaborare e sperimentare.

A volte basta premere un tasto per scoprire che anche la tecnologia può diventare uno strumento per giocare, creare e imparare.

🎬 Il videotutorial

Nel video mostro come funziona Patatap e come utilizzarlo per creare semplici sequenze di suoni e animazioni.

Guarda il videotutorial:
https://youtu.be/jOOmP0WdHjw



Patatap:
https://www.patatap.com/

venerdì 4 settembre 2026

Typatone: trasforma le parole in musica! Un'idea creativa per la didattica

Typatone: quando le parole diventano musica

E se fosse possibile trasformare un testo in una piccola composizione musicale semplicemente digitando sulla tastiera?

È questa l'idea alla base di Typatone, un curioso e creativo strumento online che mette in relazione scrittura e musica. Il suo funzionamento è molto semplice: ogni lettera digitata corrisponde a uno specifico suono. In questo modo, mentre scriviamo una parola, una frase, una poesia o un breve testo, Typatone lo trasforma progressivamente in una sequenza sonora.


Come funziona Typatone?

Utilizzare Typatone è davvero semplice e non richiede particolari competenze musicali.

È sufficiente accedere al sito, posizionarsi nell'area di scrittura e iniziare a digitare. Le lettere producono immediatamente dei suoni, trasformando il testo in una sorta di composizione musicale.

È anche possibile copiare e incollare un testo già scritto: una poesia, una filastrocca, una frase, un racconto o una semplice lista di parole.

L'aspetto più curioso è che il testo non viene semplicemente "letto": viene trasformato in musica secondo una corrispondenza tra i caratteri digitati e i suoni generati dallo strumento.

La scrittura diventa così anche un'esperienza da ascoltare.

👉 Prova Typatone: https://typatone.com/


Perché utilizzarlo a scuola?

Typatone non nasce come vero e proprio strumento didattico, ma può essere facilmente inserito in diverse attività educative.

La sua semplicità permette infatti di proporre esperienze interdisciplinari che coinvolgono linguaggio, musica, creatività e competenze digitali.


Scrittura creativa

Un primo possibile utilizzo riguarda la produzione di testi.

Gli alunni possono scrivere una breve poesia, una filastrocca, un testo descrittivo oppure semplicemente una frase e successivamente ascoltarne la trasformazione sonora.

Per esempio:

"Scrivi una breve poesia sulla primavera e prova ad ascoltare come suona attraverso Typatone."

L'attività può diventare un modo originale per stimolare la creatività e invitare gli studenti a prestare maggiore attenzione alle parole che scelgono.


Musica e linguaggio

Typatone permette di riflettere sul rapporto tra linguaggio e musica.

Si possono confrontare parole diverse e osservare come cambiano i risultati sonori. Si possono utilizzare parole brevi e lunghe, sinonimi, nomi propri oppure frasi costruite dagli studenti.

Alcune domande possono guidare la discussione:

  • Quale parola produce il suono più interessante?
  • Che cosa cambia quando utilizziamo una parola più lunga?
  • Due parole con significato simile producono anche suoni simili?
  • Il risultato sonoro ci trasmette qualche emozione?

In questo modo un'attività linguistica può trasformarsi in un'esperienza di ascolto e sperimentazione.


Poesia

Un altro interessante impiego riguarda la poesia.

Gli studenti possono inserire in Typatone una poesia già conosciuta oppure una loro produzione e ascoltarne la trasformazione.

Si può anche proporre una sfida creativa: scrivere un testo pensando non soltanto al suo significato, ma anche a come potrebbe "suonare".

Questo permette di riflettere sulla scelta delle parole, sulla loro lunghezza, sulle ripetizioni e sulla struttura del testo.


Lingue straniere

Typatone può trovare spazio anche nelle attività di lingua straniera.

Gli studenti possono inserire vocaboli, frasi o brevi dialoghi nella lingua studiata e sperimentare il risultato sonoro.

Per esempio, dopo aver affrontato un'unità sul tema "Food", si possono scegliere alcuni vocaboli e utilizzarli per creare una breve composizione.

In questo caso lo strumento diventa un elemento ludico e motivazionale all'interno di un'attività linguistica.


Informatica e coding

Typatone può essere anche un ottimo punto di partenza per parlare del rapporto tra caratteri, dati e suoni.

La domanda da porre agli studenti potrebbe essere:

"Come fa il computer a trasformare una lettera in un suono?"

Da qui si può introdurre, soprattutto con gli studenti più grandi, il concetto di corrispondenza tra input e output e, più in generale, quello di trasformazione delle informazioni attraverso regole.

Anche senza entrare nei dettagli tecnici, l'esperienza permette di rendere concreto un concetto importante dell'informatica: un'informazione può essere rappresentata e trasformata secondo determinate regole.


Arte e creatività digitale

Typatone può infine essere inserito in un percorso dedicato alla creatività digitale.

  • Gli studenti possono creare brevi testi e trasformarli in composizioni sonore da utilizzare, ad esempio, come accompagnamento per:
  • una presentazione;
  • un racconto digitale;
  • un video;
  • una poesia;
  • un'immagine o un'opera grafica;
  • un progetto multimediale.

Il testo diventa così una sorta di spartito non convenzionale.


Un'attività pronta per la classe

Le parole hanno un suono

Obiettivo: sperimentare il rapporto tra linguaggio, ritmo, musica ed emozioni.

Ogni studente sceglie una parola che rappresenti un'emozione, per esempio gioia, paura, calma, rabbia o sorpresa.

La parola viene inserita in Typatone e successivamente si può aggiungere una breve frase che descriva l'emozione scelta.

Dopo aver ascoltato i diversi risultati, si può avviare una discussione in classe:

"Il suono prodotto dalla parola ci fa pensare davvero all'emozione che rappresenta?"

La domanda può diventare il punto di partenza per riflettere sul rapporto tra parole, suoni, emozioni e interpretazione personale.


In conclusione

Typatone è uno strumento semplice, immediato e apparentemente ludico, ma proprio per questo può trovare spazio in molte attività didattiche.

La sua idea di fondo — trasformare la scrittura in musica — permette di superare i confini tra discipline e di proporre agli studenti un'esperienza nella quale scrivere significa anche ascoltare, sperimentare e creare.

Non è necessario essere musicisti o conoscere la teoria musicale: basta una tastiera e un po' di curiosità.

E a volte, per stimolare la creatività degli studenti, è proprio questo che serve.


Il videotutorial

Ho preparato un breve videotutorial nel quale mostro passo passo come utilizzare Typatone e come realizzare una prima semplice composizione.

🎬 Guarda il videotutorial:

https://youtu.be/TmarROadjcE



Typatone:

https://typatone.com/



giovedì 3 settembre 2026

Google Fogli: eliminare velocemente gli spazi nascosti nei dati

Continua la serie di brevi tutorial dedicati a Google Fogli e agli strumenti utili per docenti.

Hai mai trovato dati apparentemente corretti in Google Fogli che però non funzionano come dovrebbero? Il problema potrebbe essere la presenza di spazi nascosti o di caratteri non visibili nelle celle. Un semplice spazio alla fine di un nome, per esempio, può causare problemi quando utilizziamo formule per concatenare testi, confrontare valori o elaborare i dati.

Questa volta vediamo un problema molto comune, soprattutto quando si lavora con dati importati, copiati da altre fonti o inseriti da più persone: la presenza di spazi vuoti o caratteri non visibili all'interno delle celle.

A prima vista i dati possono sembrare perfettamente corretti, ma quegli spazi “nascosti” possono creare problemi quando, ad esempio, dobbiamo concatenare testi, confrontare valori o utilizzare formule.

La buona notizia è che non è necessario controllare e correggere le celle una per una.

In pochi passaggi possiamo eliminare rapidamente gli spazi indesiderati e rendere i nostri dati più puliti e affidabili.


🎥 Nel breve videotutorial mostro come fare:

https://youtu.be/PwqHOJO6gts


Un piccolo accorgimento che può far risparmiare tempo e, soprattutto, evitare risultati inattesi nelle nostre formule. Niente correzioni manuali, quindi: anche la pulizia dei dati può essere semplice e veloce!



mercoledì 2 settembre 2026

Nuovi corsi

 Con la ripresa delle lezioni, ecco alcuni corsi sull'intelligenza artificiale che terrò a breve per i poli formativi di Seregno e Palma di Montichiaro


martedì 1 settembre 2026

AI Aware Lab

Ho appena pubblicato le prime pagine (e ci sto ancora lavorando) di un nuovo sito dedicato alle attività supportate dall'intelligenza artificiale. Si tratta di schede complete, destinate ai docenti, con indicazioni di obiettivi, strumenti, prompt, indicazioni per gli alunni, in cui l'intelligenza artificiale può suggerire idee, ma la scelta finale richiede conoscenza del contesto e capacità decisionale che solo un docente può possedere. Anche l'uso da parte degli alunni non deve essere un mero "copia-incolla" delle risposte, ma un uso critico e responsabile degli strumenti.

Il tutto con suggerimenti per rendere più inclusive e trasversali le attività proposte.

Ecco il link

https://sites.google.com/view/ai-awarelab/home-page