venerdì 2 ottobre 2026

Teachy per studenti: la Guida alla scrittura è davvero pensata per gli alunni?

Con questo terzo videotutorial continua la serie dedicata a Teachy per studenti.

Nei primi due video abbiamo visto alcune possibilità molto concrete: dalla creazione di una presentazione alla realizzazione di mappe mentali, fino al piano di studio e agli esercizi di pratica.

Questa volta mi sono soffermata sulla Guida alla scrittura, una funzione che permette di impostare un'attività di produzione testuale attraverso l'Intelligenza Artificiale.

Ed è proprio qui che nasce una riflessione che considero importante: uno strumento disponibile nell'area studenti è necessariamente uno strumento adatto agli studenti?

La mia impressione, dopo averlo provato, è che in questo caso la risposta non sia così semplice.

La Guida alla scrittura

La funzione permette di lavorare sulla produzione di un testo impostando diversi elementi.

La documentazione di Teachy descrive, per esempio, la possibilità di scegliere il tema, la tipologia del testo e il contesto, oltre a definire i criteri di valutazione. Il lavoro può poi essere salvato e distribuito agli studenti, che possono svolgerlo direttamente sulla piattaforma oppure utilizzare il materiale in altra modalità.

Sulla carta si tratta quindi di una funzione molto interessante, soprattutto perché consente di strutturare un'attività di scrittura in modo abbastanza completo.

Ma proprio questa ricchezza può diventare un limite quando pensiamo all'utilizzo diretto da parte degli alunni.

Uno strumento forse più adatto al docente

La mia impressione è che la Guida alla scrittura sia più vicina a uno strumento di progettazione didattica che a uno strumento immediato per lo studente.

Per un docente, avere la possibilità di definire tema, tipologia, contesto e criteri può essere molto utile per costruire un'attività strutturata.

Per un bambino o per un ragazzo più piccolo, invece, una procedura di questo tipo può risultare lunga e complessa.

E questo porta a una considerazione che vale ben oltre Teachy:

non basta che uno strumento di IA sia disponibile per gli studenti perché sia automaticamente adatto agli studenti.

Età, autonomia, competenze digitali e obiettivo didattico devono sempre essere presi in considerazione.

Non tutto deve essere fatto direttamente dall'alunno

Questo non significa che una funzione complessa sia inutile per gli studenti.

Può cambiare semplicemente chi la utilizza e con quale scopo.

Un docente potrebbe utilizzare uno strumento strutturato per preparare un'attività di scrittura, definire una consegna, stabilire criteri o predisporre un percorso.

Successivamente potrebbe proporre agli alunni un'attività molto più semplice e adeguata alla loro età.

In questo caso l'IA lavora dietro le quinte, aiutando il docente nella progettazione, mentre lo studente si concentra sull'attività cognitiva che deve realmente svolgere.

Ed è una distinzione che trovo particolarmente importante quando parliamo di Intelligenza Artificiale nella scuola.

IA per gli studenti o IA per i docenti?

Anche Teachy oggi distingue chiaramente strumenti e funzioni rivolti ai diversi destinatari: nell'area studenti vengono proposti, tra gli altri, materiali di studio, mappe mentali, flashcard, tutor IA, quiz ed esami simulati.

Nell'area dedicata agli insegnanti, invece, troviamo strumenti per la progettazione delle lezioni, la creazione di attività, le verifiche, le liste di esercizi e la valutazione.

Questo rende ancora più interessante chiedersi, davanti a ogni funzione:

Chi dovrebbe usarla?

Per fare che cosa?

Con quale livello di autonomia?

E soprattutto: quale parte del processo di apprendimento deve rimanere nelle mani dello studente?

Il problema non è quanto è potente lo strumento

Quando presentiamo strumenti di Intelligenza Artificiale per la scuola rischiamo facilmente di lasciarci impressionare dal numero di funzioni disponibili.

Ma la domanda didattica non dovrebbe essere:

“Che cosa può fare questo strumento?”

Dovremmo piuttosto chiederci:

“Che cosa voglio che impari lo studente e in che modo questo strumento può aiutarlo?”

Nel caso della scrittura, per esempio, l'obiettivo potrebbe essere imparare a costruire un testo, scegliere le informazioni, organizzare le idee, argomentare, revisionare e migliorare ciò che si è scritto.

Se l'IA fa troppo di questo lavoro, rischiamo di ottenere un prodotto migliore senza aver necessariamente migliorato l'apprendimento.

La mia valutazione della Guida alla scrittura

Per questo, nel videotutorial non mi limito a mostrare la funzione.

La provo e condivido anche la mia impressione: la trovo interessante, ma non la considero particolarmente immediata per gli alunni più piccoli.

La struttura mi sembra più adatta a un docente che voglia progettare un'attività di scrittura o predisporre un percorso strutturato.

Per gli studenti, soprattutto quelli che hanno ancora bisogno di essere guidati nella scrittura, preferirei strumenti più semplici e progressivi, che sostengano il processo senza aggiungere un'ulteriore complessità.

Non è quindi una questione di “strumento utile” o “strumento inutile”.

È una questione di adeguatezza rispetto al destinatario e all'obiettivo didattico.

Il videotutorial

Nel terzo video della serie mostro la Guida alla scrittura di Teachy e ne analizzo il funzionamento dal punto di vista di chi la vuole utilizzare a scuola.


Ma soprattutto provo a rispondere a una domanda che, secondo me, dovremmo porci ogni volta che introduciamo una nuova applicazione di IA:

questa funzione aiuta davvero lo studente a imparare oppure è uno strumento che può essere più utile al docente per preparare il lavoro?

È una distinzione tutt'altro che secondaria.

Perché usare bene l'Intelligenza Artificiale a scuola non significa mettere nelle mani degli studenti il maggior numero possibile di strumenti.

Significa scegliere quelli più adatti al momento, all'età, all'obiettivo e al livello di autonomia dello studente.

Ed è proprio questo, a mio avviso, uno degli aspetti più importanti dell'educazione all'uso consapevole dell'IA.

giovedì 1 ottobre 2026

Teachy per studenti: mappe mentali, piano di studio ed esercizi personalizzati con l’IA

Dopo aver visto nel primo videotutorial come accedere a Teachy per studenti, utilizzare i crediti e creare una prima presentazione, in questo secondo appuntamento entriamo nel vivo di alcune funzioni pensate per accompagnare gli alunni nello studio e nella pratica.

L’obiettivo non è semplicemente chiedere all’Intelligenza Artificiale di fornire una risposta, ma utilizzarla per organizzare lo studio, comprendere i contenuti, esercitarsi e verificare ciò che si è imparato.

Una mappa mentale per organizzare le conoscenze

Una delle possibilità che mostro nel videotutorial è la creazione di mappe mentali.

Una mappa può aiutare lo studente a partire da un argomento e a visualizzare i concetti principali e le loro relazioni.

È particolarmente interessante la possibilità di ottenere anche una rappresentazione visiva, che può rendere più immediata la lettura e il ripasso.

Naturalmente, anche in questo caso è importante non considerare la mappa generata dall’IA come un prodotto automaticamente corretto e definitivo.

Può essere invece un punto di partenza da controllare, modificare e integrare, confrontandolo con il libro di testo, gli appunti e le indicazioni del docente.

Un piano di studio costruito sull’argomento

Un’altra funzione che trovo particolarmente interessante è quella dedicata alla pianificazione dello studio.

Partendo da un determinato argomento, Teachy può organizzare un percorso indicando:

  • cosa studiare;

  • in quali tempi distribuire il lavoro;

  • quali materiali utilizzare;

  • quali esercizi svolgere.

In questo modo l’IA non viene utilizzata soltanto per generare un contenuto, ma può diventare uno strumento per organizzare il lavoro dello studente.

È un aspetto importante soprattutto quando un ragazzo deve affrontare un argomento ampio e non sa bene da dove cominciare: avere una sequenza di attività può aiutarlo a trasformare un obiettivo generico, come “devo studiare questo capitolo”, in una serie di passi più concreti.

Anche qui, però, il piano proposto dall’IA non dovrebbe essere considerato una prescrizione. È il docente, insieme allo studente, a poter valutare se tempi, materiali e attività sono realmente adeguati.

Dalla spiegazione alla pratica

La terza funzione che mostro nel video riguarda gli esercizi di pratica.

Lo studente può partire dalla spiegazione di un argomento e arrivare successivamente alle domande utili per verificare la propria preparazione.

Questo permette di costruire un piccolo percorso:

spiegazione → comprensione → esercizio → verifica

E qui emerge un'altra possibilità interessante: adattare la difficoltà.

Se il testo è troppo complesso, è possibile chiedere di semplificarlo. Se invece le domande risultano troppo facili, si può aumentare il livello di difficoltà e utilizzare l’esercizio per mettersi realmente alla prova.

Personalizzare senza fare tutto al posto dello studente

Questa possibilità di modificare il livello dei materiali è particolarmente interessante dal punto di vista didattico.

Non tutti gli studenti affrontano un argomento nello stesso modo e con gli stessi tempi. Uno studente può avere bisogno di una spiegazione più semplice per comprendere i concetti fondamentali; un altro può aver già acquisito le conoscenze di base e aver bisogno di domande più impegnative.

L’IA può quindi offrire materiali differenziati e ulteriori occasioni di esercizio, ma questo non significa che debba sostituire la progettazione didattica del docente.

La personalizzazione, infatti, non consiste semplicemente nel rendere un testo “più facile”: significa individuare ciò di cui quello specifico studente ha bisogno per poter procedere nell’apprendimento.

Il ruolo dello studente rimane centrale

È forse questo l'aspetto più importante che emerge da questi esempi.

Utilizzare l’IA per studiare non dovrebbe significare:

“Dammi la risposta e io la copio.”

Può invece significare:

  • aiutami a organizzare l’argomento;

  • mostrami i concetti principali;

  • spiegami ciò che non ho capito;

  • fammi esercitare;

  • proponimi domande più difficili;

  • aiutami a capire che cosa devo ancora studiare.

In questa prospettiva, l’IA diventa uno strumento di supporto al processo di apprendimento, non un sostituto dello studio.

Il videotutorial

Nel video mostro direttamente queste funzioni attraverso alcuni esempi pratici, così da vedere concretamente come Teachy può essere utilizzato da uno studente per organizzare e affrontare lo studio di un argomento.



Vedremo quindi:

  • la realizzazione di una mappa mentale, anche visiva;

  • la costruzione di un piano di studio con tempi, materiali ed esercizi;

  • la creazione di esercizi di pratica a partire dalla spiegazione di un argomento;

  • la semplificazione dei testi;

  • la possibilità di ottenere domande più difficili per aumentare il livello della sfida.

L’area studenti di Teachy comprende diverse risorse per lo studio, tra cui materiali, mappe mentali, quiz ed esercizi.

Una possibilità interessante, ma con attenzione

Come per qualsiasi strumento basato sull’Intelligenza Artificiale, anche questi contenuti devono essere utilizzati con spirito critico.

Una mappa, una spiegazione, un esercizio o un piano di studio generati dall’IA possono contenere errori o non essere perfettamente adatti alle esigenze dello studente.

Per questo è importante educare gli alunni non soltanto a usare l’IA, ma anche a controllare ciò che produce, modificarlo e valutarlo.

Ed è proprio qui che l’uso didattico dell’IA diventa interessante: non quando fa il lavoro al posto dello studente, ma quando può aiutarlo a imparare a studiare meglio.