martedì 13 ottobre 2026

Google Sheets: come perfezionare un grafico e migliorarne la leggibilità

Continua la serie di tutorial dedicati ai fogli di calcolo per docenti, con un secondo appuntamento dedicato alla personalizzazione dei grafici in Google Sheets.

Dopo aver visto come selezionare i dati e modificare gli elementi principali di un grafico, questa volta ci concentriamo su alcune impostazioni che possono sembrare secondarie, ma che sono fondamentali quando vogliamo ottenere una rappresentazione dei dati chiara e facilmente leggibile.



Il grafico a completamento

Nel tutorial mostro innanzitutto come realizzare un grafico a completamento, una rappresentazione particolarmente utile quando vogliamo visualizzare un valore in rapporto a un obiettivo o a un totale.

È una soluzione interessante, ad esempio, per rappresentare visivamente una percentuale di completamento, un avanzamento o il raggiungimento di un traguardo.

Come sempre, la scelta del tipo di grafico dovrebbe dipendere da ciò che vogliamo comunicare: non si tratta semplicemente di scegliere una rappresentazione esteticamente piacevole, ma quella più adatta al dato.

La legenda: quando serve e come migliorarla

Un altro elemento importante è la legenda.

Quando un grafico contiene più serie di dati, la legenda aiuta a capire a cosa corrisponde ciascun colore o elemento rappresentato.

Possiamo intervenire sulla sua posizione e sulla sua formattazione per evitare che risulti poco leggibile o occupi uno spazio eccessivo rispetto al grafico.

Anche questo è un piccolo dettaglio che contribuisce alla comprensione immediata della rappresentazione.

Inclinare le etichette dell'asse X

Un problema molto frequente si presenta quando le etichette dell'asse X sono lunghe oppure quando sono presenti molte categorie.

Le scritte possono sovrapporsi e rendere difficile capire a quale dato si riferiscono.

In questi casi possiamo modificare l'orientamento delle etichette, inclinandole, così da sfruttare meglio lo spazio disponibile e migliorare la leggibilità del grafico.

È una soluzione semplice, ma particolarmente utile quando lavoriamo con nomi di categorie, mesi, attività o altre etichette testuali.

Modificare la scala dell'asse Y

Un'altra impostazione molto importante riguarda la scala dell'asse Y.

Google Sheets non ci obbliga a utilizzare sempre una scala che parte da 0: possiamo modificare il valore minimo e quello massimo dell'asse.

Questa possibilità deve però essere utilizzata con attenzione.

Cambiare la scala può essere utile quando vogliamo evidenziare differenze tra valori molto vicini oppure utilizzare meglio lo spazio disponibile nel grafico.

Allo stesso tempo, una scala scelta in modo poco appropriato può alterare la percezione visiva delle differenze.

Per questo motivo è importante chiedersi sempre se la modifica della scala aiuta davvero a comprendere i dati oppure rischia di enfatizzare eccessivamente una differenza.

La leggibilità prima dell'estetica

Tutte queste impostazioni hanno un obiettivo comune: rendere il grafico più efficace.

Un grafico non deve soltanto essere gradevole da vedere. Deve permettere a chi lo osserva di capire rapidamente che cosa rappresentano i dati.

Legenda, etichette, colori, scala degli assi e tipo di grafico sono quindi elementi che contribuiscono alla comunicazione del dato.

Per un docente questo può essere particolarmente importante quando i grafici vengono utilizzati nelle lezioni, nelle presentazioni o nelle attività con gli studenti.

Piccoli interventi, grandi differenze

Nel lavoro quotidiano con Google Sheets spesso non abbiamo bisogno di funzioni particolarmente complesse.

Conoscere però alcune impostazioni meno immediate ci permette di passare da un grafico semplicemente "generato" a un grafico progettato in funzione di ciò che vogliamo comunicare.

Nel tutorial mostro concretamente queste possibilità, partendo dal grafico a completamento e arrivando alla personalizzazione della legenda, delle etichette dell'asse X e della scala dell'asse Y.

Nessun commento:

Posta un commento