sabato 10 ottobre 2026

Gemini Notebook: nuove interfacce e funzionalità, perché gli account possono essere diversi?

Se durante un corso vi è mai capitato di guardare lo schermo del docente e pensare “ma io questa cosa non ce l'ho!”, sappiate che non siete necessariamente voi a non averla trovata.

Con gli strumenti di Intelligenza Artificiale di Google questo problema può diventare particolarmente frequente, perché interfacce e funzionalità vengono aggiornate e distribuite progressivamente.

È proprio quello che mi è successo durante alcuni incontri dedicati a Gemini Notebook.

Quando il docente vede una cosa diversa dal corsista

Durante la formazione può capitare che il docente mostri una funzione o un elemento dell'interfaccia che sul computer dei partecipanti non compare.

Non sempre significa che qualcuno abbia sbagliato qualcosa.

Nel caso di Gemini Notebook, la situazione è resa ancora più evidente dai recenti cambiamenti: NotebookLM è stato rinominato Gemini Notebook e Google ha iniziato a introdurre nuove interfacce e nuove funzionalità con un rollout progressivo sui diversi account.

Questo significa che due persone che utilizzano lo stesso strumento possono, almeno temporaneamente, vedere un'interfaccia diversa.

Gemini Notebook continua a cambiare

Il cambiamento non riguarda soltanto il nome.

Nel corso del 2026 Google ha annunciato numerosi aggiornamenti di Gemini Notebook, con nuove possibilità di ricerca, analisi dei documenti, produzione di contenuti e strumenti dedicati all'apprendimento.

A settembre, per esempio, Google ha annunciato una nuova interfaccia e ulteriori strumenti per lo studio, tra cui gli Interactive Learning Overviews, nuovi formati di quiz e altre modalità di interazione con i notebook. Anche queste funzioni vengono distribuite progressivamente.

Per chi insegna questi strumenti, quindi, diventa importante imparare non soltanto dove si trova una funzione, ma anche riconoscere quando l'interfaccia è cambiata.

Un problema particolarmente importante nella formazione

Questa situazione ha una conseguenza pratica.

Quando preparo un tutorial posso registrare ciò che vedo nel mio account, ma chi guarda il video potrebbe avere:

  • una disposizione diversa dei comandi;

  • un nome diverso per alcune funzioni;

  • nuove funzionalità che nel mio account non sono ancora disponibili;

  • oppure funzioni che io vedo e il corsista ancora non vede.

È un aspetto che cerco di tenere presente anche nei miei incontri di formazione.

Un tutorial, infatti, dovrebbe aiutare a capire la logica dello strumento, non soltanto a riprodurre una sequenza di clic.

Nel videotutorial

In questo video mostro le novità che sono comparse nel mio account di Gemini Notebook e provo a fare un po' di ordine nell'interfaccia.



L'obiettivo non è soltanto presentare le nuove funzioni, ma aiutare chi utilizza lo strumento a orientarsi anche quando ciò che vede sul proprio schermo non coincide esattamente con quello mostrato in un tutorial o durante una formazione.

È una situazione che probabilmente incontreremo sempre più spesso con gli strumenti di Intelligenza Artificiale.

Per questo, oltre a conoscere le singole funzioni, diventa importante sviluppare una certa flessibilità nell'esplorazione dell'interfaccia e imparare a riconoscere le nuove possibilità quando vengono introdotte.

Una piccola avvertenza per chi utilizza i tutorial

Con strumenti in continua evoluzione come Gemini Notebook, un tutorial può diventare rapidamente diverso dall'interfaccia che troviamo davanti a noi.

Non significa necessariamente che il tutorial sia “sbagliato”: può semplicemente essere stato registrato prima di un aggiornamento o con un account che aveva già ricevuto una determinata funzione.

È anche per questo che, quando possibile, conviene controllare la documentazione aggiornata e considerare i tutorial come una guida alla logica dello strumento, più che come una mappa immutabile dell'interfaccia.

E, soprattutto, non scoraggiarsi se sul proprio schermo qualcosa sembra essere scomparso: potrebbe semplicemente essersi spostato. 🙂

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