Proseguiamo la serie di tutorial dedicata ai fogli di calcolo per docenti con un tipo di grafico un po' particolare: il grafico ad albero di Google Sheets.
A differenza dei grafici più comuni, pensati soprattutto per confrontare valori o visualizzare andamenti, il grafico ad albero permette di rappresentare relazioni gerarchiche e strutture organizzate su più livelli.
Può quindi essere utilizzato, per esempio, per costruire rappresentazioni simili a organigrammi o per visualizzare strutture nelle quali un elemento principale si suddivide in categorie e sottocategorie.
Un grafico interessante, ma non immediato
Il grafico ad albero non è probabilmente tra quelli più semplici e intuitivi da utilizzare.
La costruzione della struttura richiede infatti di organizzare correttamente i dati nel foglio e di comprendere come Google Sheets interpreta le diverse relazioni tra gli elementi.
Per questo motivo, pur essendo uno strumento interessante da conoscere, non lo considererei necessariamente una prima scelta per un'attività da far realizzare direttamente agli alunni, soprattutto nelle classi in cui gli studenti hanno ancora poca esperienza con i fogli di calcolo.
Può invece essere utile per il docente quando la struttura dei dati si presta naturalmente a questo tipo di rappresentazione.
Le possibilità di personalizzazione
Una volta creato il grafico, possiamo intervenire su diverse impostazioni per modificarne l'aspetto e renderlo più adatto ai dati che stiamo rappresentando.
Nel tutorial mostro alcune delle principali personalizzazioni disponibili, così da capire non soltanto come creare il grafico, ma anche come adattarlo alle nostre esigenze.
Anche in questo caso, quindi, conoscere le impostazioni permette di andare oltre il grafico generato automaticamente e di scegliere una rappresentazione più funzionale allo scopo.
Quando può essere utile a scuola?
Il grafico ad albero può essere interessante soprattutto quando dobbiamo rappresentare una struttura gerarchica.
Pensiamo, per esempio, a:
organigrammi;
classificazioni;
strutture organizzative;
suddivisioni in categorie e sottocategorie;
alcune tipologie di mappe concettuali o classificatorie.
Non è però necessario utilizzare questo tipo di grafico ogni volta che abbiamo una struttura ramificata. La scelta dello strumento deve dipendere dal tipo di informazione che vogliamo comunicare e da chi dovrà leggerla.
Anche questo tutorial, quindi, fa parte dell'esplorazione delle possibilità offerte dai grafici di Google Sheets: conoscere anche gli strumenti meno immediati ci aiuta a scegliere consapevolmente quello più adatto alla situazione.
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